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23/09/2015

Test alternativi per le allergie alimentari: 9 volte su 10 danno risultati falsi

Health & News
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Sono sempre numerosi i metodi alternativi che promettono di diagnosticare le allergie più disparate. Ma quanto sono efficaci? La Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC) spiega che alcuni di questi test sono assolutamente inaffidabili e corre ai ripari sottoscrivendo e diffondendo nuove linee guida per l’interpretazione dei test diagnostici per le allergie alimentari e un vademecum per i cittadini.

Il business dei test per le allergie alimentari è in crescita: ogni anno il riscorso ad esami alternativi cresce dell’8-10% l’anno. Gli italiani fanno 4 milioni di esami praticamente inutili che hanno fatto spendere ai cittadini ben 300 milioni di euro.

I numeri: In Italia ci sono più di due milioni di italiani veramente allergici. 10 milioni di persone sono intolleranti al lattosio, nickel ed altre sostanze presenti negli alimenti. E poi ci sono ben 8 milioni di allergici immaginari.

Come riconoscere una vera ipersensibilità? I sintomi di una vera ipersensibilità sono orticaria acuta, disturbi gastrointestinali, anafilassi. Il vademecum stilato dalla Siaaic serve soprattutto ad aiutare i cittadini a distinguere i sintomi riconducibili ad un’Allergia da quelli che non hanno nulla a che vedere con l’ipersensibilità a sostanze o alimenti. E ad orientarsi nella giungla dei test diagnostici, molti dei quali privi di fondamento scientifico.

I rischi di una Diagnosi imprecisa: Troppo spesso chi soffre di disturbi di difficile interpretazione riconduce tutto ad un’intolleranza finendo con l’eliminare un alimento del tutto innocuo e soprattutto allungando i tempi della diagnosi corretta del reale disturbo di cui si soffre, come ad esempio la celiachia. Come ha spiegato Walter Canonica, presidente Siaaic in occasione di un recente incontro organizzato ad Expo Milano 2015, capita che chi non riesce a dimagrire imputa il sovrappeso ad un’intolleranza, e trova conferma di questa supposizione in test che non hanno alcuna validità. Invece nessuna delle reali intolleranze alimentari fa ingrassare ed è importante saper riconoscere i sintomi di un’allergia e distinguerli da quelli che possono indicare altre patologie.

I test inutili. Gli esperti della Siaaic denunciano, quindi, che i test alternativi in nove casi su dieci danno risultati positivi che sono in realtà falsi e non hanno più validità del lancio di una monetina.

Oggi, invece, esistono tecniche estremamente sofisticate ed accurate che consentono di individuare con massima precisione quale proteina, porzione ed alimento provochino un fenomeno di ipersensibilità. Eseguire questi test permette non solo di capire a quale alimento si è allergici, ma anche di stabilire se lo si può assumere in minime quantità oppure togliendone una parte (è il caso della buccia per alcuni tipi di frutti).

Questo l’elenco dei test che non trovano validità scientifica:
  • test del capello
  • test sulle cellule del sangue
  • test della forza
  • VEGA test
  • Biorisonanza
  • Pulse Test o del riflesso cardiaco auricolare
Fonti:
SIAAIC
TAG: Allergologia e immunologia clinica | Allergie | Nutrizione | Scienza dell'alimentazione
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