04/08/2016

Un'App per combattere la sindrome di Asperger

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Un'applicazione che grazie a tecniche immersive di realtà virtuale consenta alle persone affette da sindrome di Asperger ma anche da altri tipi di fobie di allenarsi e interagire con altri e interloquire con tranquillità in pubblico. È quanto previsto dal progetto CicerOn VR speech coach, promosso da Indra, Fondazione Universia e U-tad per la creazione di una cattedra di ricerca in tecnologie accessibili.
 

La sindrome di Asperger: che cos'è?

Si tratta di un grave disturbo dello sviluppo che si caratterizza per evidenti difficoltà nell'interazione sociale nonché per la presenza costante di schemi inusuali e limitati di interessi e di comportamento. Una malattia che per certi aspetti presenta delle similitudini con l'autismo ma senza ritardo mentale. Ancora oggi però non è stato possibile capire se si tratti o meno di condizioni patologiche realmente diverse.
 

Quali sono gli obiettivi?

Realizzato da medici, studenti e ricercatori, il progetto si basa sull'utilizzo della realtà virtuale che sarà usata per la riabilitazione di diverse fobie e disturbi. Uno tra tutti, la sindrome di Asperger, un disordine neurobiologico che limita le abilità sociali, comportamentali e di comunicazione.
Obiettivo è quello di consentire ai pazienti affetti dal morbo di parlare in pubblico, aiutandoli a ridurre la paura, l’ansia e la fobia. Ciò potrebbe avere effetti positivi anche sulle prestazioni scolastiche e professionali.
 

Come funziona l'app

Alla base dell'applicazione si possono rintracciare tecniche di gamification, ovvero dinamiche di gioco in ambienti non ricreativi. CicerOn VR speech coach prevede diversi livelli di difficoltà, ai quali si andranno man mano ad incorporare interazioni, interruzioni, rumori, ecc. che permetteranno all’utente di poter migliorare sia il contatto che la comunicazione con il pubblico.

Per consentirne un facile utilizzo e un basso costo, l'app potrà essere utilizzata con occhiali stereoscopici e con uno smartphone. Ciò permetterà all'utente di poter contare su un coach virtuale nella propria casa, senza dunque la necessità di una installazione complessa.
Ma non è tutto. È, infatti, possibile accedere alla soluzione grazie a un telecomando e a un dispositivo di realtà virtuale con migliori prestazioni. Ciò permetterà di dar vita a un ambiente virtuale più realistico per consentire all'utente di percepire l’esperienza come un videogioco, anziché alla stregua di un sistema di training terapeutico.
 

Gestione dell'applicazione

I livelli e i moduli saranno definiti da un team di lavoro formato da esperti in diverse discipline e guidati dalla dottoressa Laura Raya, direttore del progetto da parte di U-tad. Insieme con lei, parteciperanno ricercatori di realtà virtuale, gamification, intelligenza artificiale, comunicazione, public speaking, visual design, ma anche psicologi e pedagoghi specializzati.
A prendervi parte anche le Associazioni di Asperger di Spagna, che offriranno supporto e daranno consigli sulle linee guida da seguire con i pazienti affetti dal morbo e sulla sua evoluzione sociale, essenziale per lo sviluppo e l'implementazione del sistema.
 
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