Frode alimentare: come possiamo combatterla?

frode alimentare come possiamo combatterla

La frode alimentare è un inganno che viene praticato ai danni del fruitore del prodotto che si traduce, generalmente, con l'intenzionale adulterazione degli alimenti con ingredienti meno costosi al fine di ottenere un guadagno economico.

Tale meccanismo è noto fin dai tempi dell'epoca romana, ma è nei tempi moderni che si è sviluppata maggiormente ottenendo una attenzione sempre più grande da parte dei consumatori e delle autorità preposte alla Vigilanza alimentare. Si deve ricordare che la prima legge sulla adulterazione degli alimenti (Legge per la prevenzione dello Adulterazione degli articoli di cibi e bevande) è stata promulgata in Gran Bretagna nel 1860 ed è rimasta in vigore, in forme diverse, fin da allora.

Nell’ambito della frode alimentare dobbiamo considerare anche la sicurezza alimentare (che si occupa della accidentale contaminazione degli alimenti) e la difesa del cibo dal 'bioterrorismo' (che si occupa di manipolazione intenzionale delle derrate alimentari da parte di gruppi terroristici).

È stata fatta una stima che tra il 5 ed il 7% della fornitura alimentare degli Stati Uniti è contraffatta, ma si riconosce che la percentuale potrebbe essere maggiore. "Sappiamo quello che abbiamo sequestrato alla frontiera, ma non abbiamo idea di ciò che non è stato controllato", ha detto John Spink, un esperto di cibo e frodi alimentari alla Michigan State University.

Ma cosa si intende per frode alimentare? Come è stato già detto, con il termine di frodi alimentari si intende un comportamento scorretto che viene commesso quando il cibo è deliberatamente immesso sul mercato, a scopo di lucro, con l'intenzione di ingannare il consumatore. Dal punto di vista tecnico/scientifico le frodi alimentari si suddividono in:

  • adulterazioni;
  • sofisticazioni;
  • falsificazioni;
  • contraffazioni.

Ma, nella pratica quotidiana, i due meccanismi principali sono:

- la vendita di cibo che è inadatto e potenzialmente dannoso:

  • riciclo dei sottoprodotti di origine animale di nuovo nella catena alimentare;
  • confezionamento e vendita di carne bovina e pollame con una origine sconosciuta;
  • vendita consapevole di beni che sono oltre il termine della data di scadenza;

- l’assenza deliberata (o la mistificazione) degli ingredienti presenti nel cibo che, se non necessariamente pericolosa per il consumatore, induce in errore il consumatore stesso circa la natura del prodotto, come ad esempio:

  • prodotti sostituiti con un'alternativa più economica, per esempio, il salmone d'allevamento venduto come selvatico e il riso Basmati adulterato con varietà di riso meno costoso;
  • false dichiarazioni circa l'origine degli ingredienti, cioè la loro provenienza geografica, vegetale o animale.

Negli ultimi anni ci sono stati molteplici episodi di frode alimentare, in Europa e negli USA, con danni più o meno rilevanti per la salute del consumatore. Ma lo scandalo che ha destato più scalpore si è svolto in Cina.

Nel 2008, i funzionari cinesi hanno riferito che il latte adulterato con melamina, una sostanza chimica che determina nel latte un contenuto proteico superiore, ha causato il ricovero in ospedale di 900 neonati per problemi renali. Quando sei di quei bambini sono morti, una 'tempesta di fuoco' dei media ha portato alla luce le molteplici frodi alimentari nel territorio cinese e scatenato un'ondata di panico negli Stati Uniti.

Nonostante lo scandalo del latte adulterato con melamina ed i 900 neonati ricoverati con sei morti, la maggior parte degli esperti in materia concorda sul fatto che le frodi alimentari non rappresentano rischi significativi per la salute in generale. Infatti, dobbiamo considerare che l'intento è quello di truffare la gente, non di farli ammalare.

Ma nonostante questo, l’adulterazione è una procedura estremamente pericolosa: non è difficile immaginare le possibili conseguenze dell’olio d'oliva adulterato con olio di arachidi quando viene servito involontariamente a qualcuno con un'Allergia alle arachidi! Il rischio è uno shock anafilattico.

Ma come si combattono le frodi alimentari? Il recente sviluppo di strumenti di alta tecnologia - tra cui il test del DNA - ha reso più facile scoprire le frodi che avrebbero potuto passare inosservate fino un decennio fa. Il DNA può essere estratto da cellule di pesce e carne e da altri alimenti, come il riso e persino il caffè. I tecnici possono quindi identificare le specie confrontando il DNA da un database di campioni. Un altro strumento molto valido è l’analisi del rapporto degli isotopi, in grado di determinare le sottili differenze tra il cibo: se un pesce è d'allevamento o selvatico o se il caviale è venuto dalla Finlandia o da un corso d'acqua degli Stati Uniti, per esempio.

La lotta alle frodi alimentari potrebbe, in un certo senso, essere paragonata alla lotta al doping nello sport agonistico, nel senso che è una sfida continua tra coloro che fanno uso di sostanze illecite e chi cerca di scoprirle negli atleti. Ma nonostante gli enormi sforzi prodotti dalle autorità competenti contro le frodi alimentari, i risultati non sono eccezionali; quindi, il modo migliore per i consumatori di proteggere se stessi, è quello di rimanere informati.

Per esempio, imparare a conoscere il pesce: come dovrebbe apparire e quale sapore dovrebbe avere, quando è di stagione e quanto dovrebbe costare (così come si dovrebbe sapere che non esiste un salmone selvaggio dell’Atlantico in quanto è in via di estinzione e non disponibile in commercio).

Infine, un altro concetto importante è la confusione esistente sul mercato circa la differenza tra 'naturale' e 'biologico'. I consumatori ritengono che 'naturale' sia quell’alimento la cui produzione è regolata dal governo e 'biologico' quando non lo sia: ebbene è esattamente il contrario. Infatti, il termine 'naturale' viene utilizzato solo nelle campagne pubblicitarie, mentre per prodotto alimentare biologico si intende un alimento ottenuto adottando tecniche di coltivazione appropriata e senza l'uso di sostanze chimiche di sintesi, come fertilizzanti, anticrittogamici, diserbanti, O.G.M., ecc.; sono consentiti concimi naturali come il letame, il sovescio, estratti di piante, e insetti antiparassitari.

Il termine 'biologico' fa riferimento ad un alimento la cui produzione è sottoposta ad una rigorosa regolamentazione governativa con standard di produzione specifici. E molti ritengono che alcune aziende stanno approfittando di questa confusione.

A cura di:

Dott. Renato Caviglia - Medico Chirurgo specialista in Gastroenterologia

05/08/2015
30/11/2011
TAG: Scienza dell'alimentazione | Nutrizione