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Fame nervosa: come combatterla

fame nervosa come combatterla
Mara Pitari
Scritto da:
Mara Pitari
Giornalista & web content editor

Non riuscire a smettere di mangiare, senza fare caso alla quantità e alla qualità del cibo ingerito. Quegli attacchi di fame fuori orario, spesso dettati dalle emozioni (ansia, tristezza, noia, rabbia, senso di colpa e così via) e che portano a una incontrollabile voracità, costituiscono quella che normalmente viene definita “fame nervosa”, ossia l’impulso che porta a consumare cibo in modo compulsivo e automatico.
Non si tratta di una vera fame, dettata da normali meccanismi fisiologici, ma di una reazione legata a meccanismi psichici. Si può combattere, lavorando su se stessi.

 

Fame nervosa: per combatterla bisogna fare spazio dentro di sé. No a diete e farmaci

Spesso ricerchiamo nel cibo un appagamento che non riusciamo a trovare (o semplicemente a vedere) in altri aspetti della nostra vita: sicurezza, affetto, leggerezza, gioia. Per questo la fame nervosa non conosce sazietà e i meccanismi di controllo dell’appetito risultano completamente alterati. Evitare di sgranocchiare tutto il giorno e di abbuffarsi durante e fuori dai pasti è possibile a piccoli passi.

In che modo? Indagare le cause della fame nervosa è il primo step per liberarsene. Diete, farmaci e terapie spesso si rivelano inutili a placare quegli stati d’animo che il cibo sembra “coccolare”, trattandosi di rimedi esterni a un problema che viene soltanto da dentro.

Aprirsi con la mente, rendersi disponibili ad approfondire le ragioni che producono emozioni negative e tanto intollerabili da trasformare il cibo in un sedativo, sono invece i modi sani e costruttivi di affrontare il problema. Quando arriva quell’attacco di voracità allora è bene fermarsi un momento a riflettere su come ci si sente. Tristi? Arrabbiati? Stressati?

Chiedersi che emozione si sta provando magari aiutandosi con penna e taccuino aiuterà a capirsi meglio e anche a combattere, in maniera più serena, quel bisogno continuo di cibo. Ci si può chiedere successivamente perché ci si sente tristi o arrabbiati. Che cosa ci fa sentire così ansiosi. Come mai siamo sempre stressati e irritabili. Che cosa durante il giorno ci renderebbe più felici? Imparare a osservare le emozioni, sostare in loro, con loro, e saper aspettare è il modo positivo di guardarsi dentro e capire che forse, quel desiderio di cibo, potrebbe essere desiderio di altro, erroneamente “confuso” con qualcosa da ingurgitare.

Fame nervosa: combatterla con gli stimoli positivi

Il desiderio si può dunque direzionare altrove, trasformarlo in qualcosa di appagante che non sia un alimento: una passeggiata, una visita a un amico, un’idea da sviluppare, una gita da programmare e tanto altro.

Lo sport, per esempio, è un preziosissimo alleato: calma l’impulso, ci fa sentire meglio, è appagante e aiuta l’autostima. Lo yoga e la meditazione lavorano anche in tal senso. È bene anche evitare di riempire il frigorifero e le dispense di alimenti golosi e ipercalorici da arraffare senza criterio al primo sintomo di fame.

Banditi dolciumi, caramelle, prodotti da forno, bibite zuccherate e gasate, patatine, insaccati. Se non si può fare a meno di ingerire qualcosa, meglio deviare su frutta secca e altri cibi sazianti ma salutari. Naturalmente essere in grado di controllare cosa mangiare è tutt’altro che semplice, quando a guidare l’appetito non è il fisiologico bisogno di nutrirsi ma uno stato emotivo.

Allora, lasciando da parte diete e regimi alimentari troppo severi, ci si può aiutare cercando di rispettare il principio dei cinque pasti al giorno (tre principali e due spuntini) e mangiare senza mettere in pratica particolari rinunce ma scegliendo il cibo in maniera oculata. Quando il corpo si sentirà meglio (meno pesantezza, addome più sgonfio) anche la mente ne gioverà.

Per approfondire guarda anche: “Dieta e nutrizione: verdure”

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TAG: Adolescenti | Adulti | Benessere psicofisico | Disturbi dell'umore | Disturbi dell'alimentazione | Giovani | Nutrizione | Psicologia | Salute mentale | Scienza dell'alimentazione
Mara Pitari
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