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Noci, bacche e carne: studi a confronto sulla Paleodieta

noci bacche e carne studi a confronto sulla paleodieta
Rosaura Bonfardino
Scritto da:
Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere
Il suo nome racchiude già in sé il suo senso più recondito. Con il termine ‘Paleodieta’ si intende infatti quello stile alimentare che avrebbe tenuto in forma l'uomo per 2 milioni di anni. Una dieta caratterizzata essenzialmente da frutta, verdura, semi, noci e radici in grande quantità, carne, pesce e uova e che "censura" latticini, cereali, legumi e zuccheri. Si tratta di un regime alimentare che prevede il consumo esclusivo di cibi che mangiavano i nostri antenati del Paleolitico. Un tipo di alimentazione che da più parti è stato considerato il più appropriato ma che secondo alcune ricerche non farebbe bene al corpo.
 

Primo studio

L'accusa? Quella di fare ingrassare. Ma non solo. Il primo attacco era venuto tre anni fa da un articolo pubblicato sulle pagine di Scientific American, che raccontava le riflessioni raccolte nel libro ‘Paleofantasy’ della biologa evoluzionista Marianne Zuk dell'università di Riverside in California. Per la studiosa, infatti, la dieta paleolitica non si può considerare adatta anche all'uomo moderno perché specie animali e vegetali di oggi non sono più le stesse rispetto al passato. Tempo in cui l'uomo era ben lontano dal soffrire di malattie cardiovascolari, obesità, tumori.
 

Secondo Studio

In base a uno studio pubblicato sulla rivista Lancet, condotta analizzando poco meno di 150 mummie risalenti fino a 4mila anni fa e rinvenute dall'Egitto al Perù, buona parte degli uomini del passato avrebbe presentato chiari segni di aterosclerosi dei vasi sanguigni.
 

Terzo studio

A rincarare la dose nel febbraio scorso uno studio, pubblicato su Nature Nutrition and Diabetes, che ha riacceso il dibattito sulla controversa dieta fra scienziati. I ricercatori dell’Università di Melbourne, guidati dallo specialista di diabete Sof Andrikopoulos, attraverso uno studio condotto sui topi, hanno appurato che in sole 8 settimane si è verificato un aumento corporeo del 15 per cento. Mangiare bacche, noci e carne farebbe dunque ingrassare e la ‘dieta dei cavernicoli’ sarebbe da evitare.
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Il parere degli esperti

Se infatti si credeva che la Paleodieta potesse avere effetti positivi sul sistema immunitario, sulla glicemia, sul sonno, sul peso ma anche sulla pelle, Andrikopoulos è rimasto piuttosto sorpreso dai risultati ottenuti, almeno sui topi. “I topi grassi - spiega lo studioso a Corriere Salute - sono diventati ancora più grassi e il controllo del glucosio è peggiorato. La dieta paleo non è necessariamente adatta per tutti. Se una persona è preoccupata per il proprio peso e stato di salute, dovrebbe ottenere consigli professionali personalizzati da medici o nutrizionisti”.
«Come ogni altro essere vivente, nel nostro lungo percorso evolutivo abbiamo subito cambiamenti - scrive Marianne Zuk -. Diversi esempi chiariscono che l'evoluzione di alcuni nostri tratti, correlati al cibo e non solo, non si è fermata all'età della pietra e anzi, è stata molto rapida».


Per approfondire guarda anche “Dieta e nutrizione“
23/03/2016
23/03/2016
TAG: Scienza dell'alimentazione | Dieta
Rosaura Bonfardino
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Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere