Eutanasia, come funziona e in quali paesi è ammessa

eutanasia come funziona e in quali paesi e ammessa
Massimo Canorro
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Massimo Canorro
Giornalista & web content editor

Si definisce “attiva” e consiste nella somministrazione di un’iniezione letale da parte del medico su richiesta del paziente. Il riferimento è all’eutanasia, che ha lo stesso obiettivo finale della Dichiarazione anticipata di trattamento (dichiarazione che il soggetto decide di fare quando è in grado di intendere, in proiezione di una futura situazione in cui si trovasse in condizioni gravissime e non fosse più in grado di disporre di sé) e del suicidio assistito (in questa fattispecie il paziente chiede al medico di prescrivere il mix di farmaci letali, solitamente una bevanda. Il medico non agisce in modo diretto ma collabora col malato, che ingerisce autonomamente il mix letale): quello di garantire il rispetto della volontà del soggetto in merito alle scelte sul fine vita.

A favore o contro l'eutanasia 

Chi è a favore dell’eutanasia sostiene che è un modo per garantire la libertà umana, ma soprattutto la dignità di ognuno. A volte ci sono patologie talmente devastanti da rendere la vita un martirio non solo per il malato, ma anche per chi gli sta intorno. Se lo si decide, si deve poter essere liberi di porre termine ad una sofferenza che non conosce guarigione.
Si scagliano contro l’eutanasia, invece, coloro che sostengono che la vita umana deve essere tutelata fino al suo termine naturale, e che nessuno, nemmeno la persona direttamente interessata, può arrogarsi il diritto di porle fine.

La vicenda di Fabiano Antoniani, conosciuto come Dj Fabo, morto in Svizzera lo scorso 27 febbraio attraverso una forma di suicidio assistito, ha riportato in primo piano la discussione su un tema ampio e delicato. Un argomento che ha interessato in questi anni l’Europa e il resto del mondo, tracciando una linea tra paesi che hanno legalizzato differenti procedure di accompagnamento alla morte e di interruzione della vita e paesi che, invece, hanno proseguito a bandirla etichettandola come omicidio.

La situazione in Europa tra divieti, eutanasia e suicidio assistito

In Olanda, nell’aprile del 2001, è stata approvata la prima legge al mondo che permette eutanasia e suicidio assistito. L’eutanasia - ovvero procurare la morte di una persona consenziente, malata oppure menomata in maniera irreversibile - è applicabile a malati terminali, persone affette da patologie incurabili oppure sofferenze psicologiche gravi. L’interruzione di vita è concessa dai 12 anni in su, ma fino ai 16 è indispensabile il consenso genitoriale.

In Belgio il ricorso all’eutanasia è legale dal 2002 mentre dal 2014, unico paese al mondo, è permessa anche sui minori senza limiti di età. In Lussemburgo, la normativa - entrata in vigore nel marzo 2009 - prevede che non venga sanzionato penalmente e non possa dar luogo ad un’azione civile per danni “il fatto che un medico risponda ad una richiesta di eutanasia”.

In Svizzera, il paese nel quale ha scelto di morire Antoniani, la legge permette il suicidio assistito se prestato senza motivi “egoistici”: il medico aiuta il paziente a morire dandogli i mezzi per porre fine alla propria vita senza intervenire direttamente. Questa opportunità è garantita anche ai cittadini stranieri e la procedura costa circa 10-13 mila euro.

In Spagna sono ammessi eutanasia passiva e suicidio assistito (ma non l’eutanasia attiva); anche in Francia è vietata l’eutanasia attiva, mentre è parzialmente ammessa quella passiva. Nell’aprile 2010, in Svezia l’autorità nazionale ha dato il via libera all'eutanasia passiva (con interruzione - omissione di trattamenti medici), mentre l’eutanasia attiva è proibita. Nel giugno dello stesso anno, in Germania, la Corte di giustizia tedesca si è espressa a favore dell’eutanasia passiva: pur non essendoci una normativa specifica anche l’eutanasia attiva è ammessa se è limpida la volontà del paziente.
In Danimarca è riconosciuta solo la Dichiarazione anticipata di trattamento, mentre in Gran Bretagna anche l’aiuto al suicidio è perseguito per legge - al pari di ogni forma di eutanasia - ma un giudice può autorizzarlo in casi estremi.

Che cosa dice la legge nel resto del mondo

Negli Stati Uniti, dal 1997, il suicidio assistito è legale nello stato dell’Oregon. Da allora legislazioni analoghe sono state adottate in California, Montana, Vermont, Washington e nel Distretto di Columbia. Dallo stesso anno anche in Colombia, grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale, l’eutanasia è legale per i malati terminali. Legale è anche il suicidio assistito, che dal 2016 lo è anche in Canada (in questo caso, però, in forma più restrittiva).

Il Giappone non ha ancora approvato una legge sull’eutanasia, ma due sentenze (del 1962 e del 1995) hanno gettato le fondamenta per la pratica legale dell’eutanasia attiva e passiva. L’Australia non ammette l’eutanasia, ma consente la Dichiarazione anticipata di trattamento.

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