Olfatto: il senso di chi ha buon naso per la sessualità

olfatto il senso di chi ha buon naso per la sessualita
Scritto da:
Prof. Grazia Aloi
Specialista in Psicologia e Psicoterapia e Psicologia clinica

L'olfatto è il senso preferito da chi, in generale: partecipa al mondo all'insegna dell'erotizzazione 

degli eventi di vita, ossia si aspetta che le azioni e le reazioni abbiano influenze emotive di godimento istintivamente attraenti o repulsive.

In particolare:

  • Attribuisce alle sue convinzioni credenza e validitàassolute

Ha "buon naso" per la sessualità: non è detto che sia un amante brillante/un amante focoso, ma sicuramente è una persona curiosa ed interessata al sesso, particolarmente sensibile alle terminazioni nervose. Può essere un soggetto pignolo, ordinato e molto attento ai rituali. Soggetto ansioso e se obbligato a continui spostamenti o viaggi si porta dietro molto di più del necessario, per placare l'agitazione della mancanza delle abitudini.

Difficilmente si lascia ingabbiare in consigli non richiesti e si protegge, si medica, si cura in proprio ritenendosi all'altezza dei bisogni, che magari solo lui capisce. Spesso mette le dita nel naso, in segno di penetrazione in se stesso e negli altri. In base all’esperienza personale, prova piacere in odori ritenuti comunemente sia piacevoli che assolutamente sgradevoli. Molto attento all'odore dei fluidi naturali.

In genere, indipendentemente dalla foggia dell’abito, può portare il foulard oppure il farfallino al collo della camicia, quale richiamo amoroso. Il suo naso può subire colpi o ferite involontarie e può avere deviazione del setto o gobbe. Classico soggetto che comunque mai ricorrerebbe alla rinoplastica. Il suo naso può essere sede di rossori e frequenti screpolature, che curerà con metodo e attenzione che da solo troverà utili. Può essere un buon venditore, un commerciante, un disegnatore, uno stilista, un intenditore d'arte, un antiquario, un verniciatore, un imbianchino, un pittore, un investigatore.

  • Esplora la vita con imponenza concettuale autoreferenziale

Si considera intellettual-chic con caratteristiche da intenditore: odora la polvere dei libri, del legno, dei materiali in genere, specie se vecchi o antichi, ma può pure essere un modesto feticista trasformato in curioso. Soggetto a cui si dice volentieri che ha “la puzza sotto il naso” per intendere l'aria di alterigia che lo caratterizza; a volte si rende indisponente con il suo “mettere il naso” dovunque per curiosità da lui viste come creative (per i suoi fini) ma che risultano invadenze ingiustificate. Ne sa sempre una di più di tutti e ritiene di non essere richiesto mai abbastanza per pareri, consulenze e opinioni su qualsiasi argomento.

Chiede fiducia a tutti incondizionatamente ma difficilmente la concede e da parte sua diffida non poco; ritiene che gli oggetti (i libri in particolare) siano decisamente più affidabili delle persone. Incontra mal volentieri le persone in ambienti non mondani, ama i salotti e le chiacchiere collettive; gioca con piacere a carte, convinto che difficilmente non troverà la carta o la strategia azzeccata per vincere. Ama pure il gioco degli scacchi e da solo si esercita. Non chiede compagnia personale se non per affermare un suo qualsivoglia sapere e non facilmente ammette di aver necessità di stare con qualcuno.

'Fiuta' sempre dove c'è bisogno di un cicerone, di un consigliere, di un tuttofare. Tutto ciò risponde ad un senso, auto- attribuito, di superiorità. Si soffia il naso rumorosamente. Può ammalarsi di raffreddori da allergia. Può esercitare il mestiere di venditore di formaggi, stare all’alpeggio, essere un intenditore di filati, un buon pasticcere, un ingegnoso, consulente, arbitro, testimone di perizie, giurato, avvocato, insegnante, religioso, ricercatore di mercato, cacciatore di teste.

  • Considera gli odori evocazioni determinanti a conformare il futuro

È nostalgico ed ha bisogno di consolazione 'olfattiva'. È la persona deprivata oppure troppo gratificata dal seno materno e ha bisogno della rievocazione dell’odore del seno e del latte, a volte per calmarsi e addirittura per addormentarsi. Se sta bene nell'attualità, si convince che il futuro sarà positivo e, viceversa, se sta male pensa che il futuro gli riservi aspetti negativi, che cerca di scongiurare rintanandosi nei ricordi di momenti tranquilli e sicuri della protezione di qualcuno che si sia preso cura di lui.

Delega e confida sull'intervento di persone o elementi esterni per il suo benessere. Superstizioso e amante di oroscopi, premonizioni e oracoli in genere. Si auto interpreta sogni e fatti accadutigli e ne fa delle linee guida. Avverte, 'sente' con il naso ancor prima che con gli altri sensi e il suo cervello si muove di conseguenza, un po' a comando, e ogni odore diventa il principio promotore, un'idea per le azioni importanti.

Prima di ogni grande decisione può concentrarsi stando in apnea o al contrario facendo inalazioni o suffumigi. Difficilmente prende il raffreddore (tranne quello virale) perché il naso è troppo importante e va protetto. Di mestiere può fare il fioraio o il profumiere, il sommelier, può essere appassionato camminatore alla ricerca di Funghi, cuoco, istruttore di nuoto o di tecniche orientali in genere, avere un negozio di golfini di tenera lana e di biancheria o una drogheria, può essere astrologo, astronomo, venditore di oggetti ricordo e gadget, scrittore di libri gialli o noir, poliziotto, creatore di programmi particolari per computer.

  • Utilizza la sensorialità olfattiva come 'io' vicario conduttore

Ama le esplorazioni fisiche, geografiche, mentali, culturali, intellettuali sia nel genere 'alto' del loro senso che in quello 'basso' che porta decadenza. Bambino diventato adulto con il divieto di stare a lungo a dondolarsi in bagno o in cucina, oppure viceversa bambino troppo esposto ad odorare i profumi intensi della mamma e della casa. Va 'dove lo porta il naso' nel vero senso della parola, senza grosse riflessioni sulle azioni e la loro congruenza.

Non gli importa granché delle opinioni degli altri, in quanto difficilmente prende in considerazione le proprie. Il naso, in quanto Organo dell'olfatto, è il suo alleato, il migliore amico e confidente, se lo tocca spesso quasi a verificare che ci sia sempre. 'Nutre' l'olfatto come parte di sé e può aspirare tabacco, ancor più che fumare sigarette, come se desse 'cibo', con immenso piacere e ritualmente pregusta la piacevolezza del profumo della sua qualità preferita e si sazia inebriato dalle emozioni provate in ciò. Tanto 'uso' può portare alla conseguenza che, spesso, il naso si infiammi e goccioli e, in tal caso, usa fazzoletti di stoffa, mai di carta.

Può essere un consumatore di cocaina per il solo fatto di dare piacere al naso aspirando e si affida alla conseguente reazione come 'dono' del suo olfatto, che lo guida e lo porta in situazioni ritenute piacevoli, oppure – viceversa - lo toglie da situazioni spiacevoli. Naviga a vista e non progetta nulla a lunga durata. Se necessario, usa occhiali ben appoggiati e vistosi, quasi ad 'arredare' il naso.

Se possibile, non lavora o fa lavori saltuari; in ogni caso non ha una 'sua' professione: può fare di tutto e di più in base a dove tira il fiuto; ad ogni modo le sue preferenze andranno per occupazioni tipo guide turistiche per territori vergini o predatori, oppure impertinente 'venditori' di fumo, o ricercatore - ispettore di qualsiasi genere.

  • Confonde i ruoli per mancanza di esplorazioni esperienziali

Considera l’olfatto attraente ma anche, come senso principale, un po’ pericoloso e, in genere, lo abbina agli altri quale supporto, pur avendone molta 'passione', che però è una passione proibita. È la persona che da bambino, e soprattutto da adolescente, probabilmente non ha provato a fare i classici giochi che misuravano, attraverso la resistenza al grado di sgradevolezza e persistenza dell’odore, il 'potere', come si usa nei giochi di iniziazione tra adolescenti, pertanto potrebbe non aver avuto, né chiesto, l'autorizzazione ad 'esserci'. Da adulto continua a non giocare molto con il naso/olfatto e non lo utilizza granché.

L'olfatto è il tramite inconscio delle frustrazioni per esperienze negative o per la delusione o il rimorso di esperienze mai sperimentate, quindi esso diventa un tabù che porta a non comprendere bene che cosa ci si possa fare con il 'fiuto'.

Provare direttamente con la sensorialità significa, per questo soggetto, mettersi in un ruolo attivo da protagonista che invece preferisce delegare (farsi aiutare da) agli altri sensi e farsi 'raccontare', quindi difficilmente odorerà e basta, ma assaggerà e toccherà (se possibile). Ossia, confonde/unisce olfatto-gusto-tatto e ne fa una cosa sola, impoverendosi di esperienza partecipativa e chiede agli altri sensi, vista e udito, di suffragarlo nella comprensione del 'dentro' (olfatto-gusto-tatto) che avverte come importante per la sua consistenza psicologica, e del 'fuori' (vista-udito) come restituzione dell'accettazione sociale della sua soggettività.

È, di conseguenza, un soggetto incline alla tranquilla monotonia e alla non sperimentazione vivace delle cose. Può avere continui raffreddori, rinite, sinusite se non addirittura il setto deviato. Per contro, di mestiere può fare il cuoco o lo scrittore di ricette, l'otorinolaringoiatra, l'educatore sanitario, il sociologo, il massaggiatore, l'ortolano.

  • Delega all'olfatto una funzione protettiva e demiurgica

'Tira su' i dispiaceri, asciugandoli nella manica, in cerca della scappatoia per non usare i fazzoletti, ossia per non crescere. Persona abbastanza disadattata psicologicamente, ma anche gnomo appeso per il naso a guardare la neve cadere e l'arrivo di Babbo Natale.

Ama inebriarsi, quasi senza saperlo o rendersene conto, con sostanze che entrano in circolo a partire dall’olfatto e dal naso, per intontire tutti i sensi e per andare avanti senza grosse difficoltà o disperazioni personali. Non si chiede grossi perché e tira dritto per la sua strada cercando consolazioni varie, ma senza richieste e, anzi, sa essere una persona comunque gradevole perché non disturba.

Immerso nella sua tristezza un po' stravagante, va in giro col naso all'insù. Soggetto mentalmente non molto in grado di amalgamare, di unificare e comporre e ciò avviene anche per la percezione sensoriale, a maggior ragione per l'olfatto che lo aiuta ad avvertire poco l''odore' del mondo, cioè l''odore' della sofferenza, quindi non sentire con il naso significa non sentire con il Cuore, e con questo significato l'olfatto è il senso preferito, ossia come se potesse anestetizzare tutto, non filtrando attraverso le narici. Quindi, narici/filtro. Proteggendosi dagli odori, tutto gli piace o non gli piace, cioè gli è indifferente.

Naso con mucose sensibili e quindi irritabili. Può essere scrittore e raccontatore di fiabe, novelliere, costruttore di giocattoli, disegnatore di fumetti, sceneggiatore, alchimista, custode al cimitero, ai giardini pubblici, alle scuole.

  • Ricava dall'esperienza olfattiva l'intraprendenza e la versatilità

Affida all'olfatto la curiosità della scoperta, del riempimento dei polmoni di mondo. È la persona che sa che ogni cosa ha un suo odore, anche le situazioni, e si rapporta ad esse con maturità esperenziale e innovatrice, sia per confermare che per scoprire. Il suo naso costituisce il regolatore delle emozioni se non addirittura degli affetti e ciò gli crea – e gli attribuisce – saggezza sulle mosse da intraprendere che quasi mai si verificano errate o vane.

Persona in grado di valutare, dar credito e accettare che sia il suo olfatto a dirgli da che parte tira il vento ed essere consapevole, e capace, di sottoporre a critica e ragionamento costruttivo la sensazione prima di accettarla per quello che è, ossia in grado di considerare le ipotesi, a partire dal 'fiuto', pur senza sottrarsi all'ebbrezza della novità.

Ha fiuto fino e di questo si vanta e se ne inorgoglisce, facendo diventare il suo naso il testimone delle sue capacità o dei suoi successi. Sa che se usa il naso come 'giocattolo', ad esempio nelle schermaglie amorose o negli scherzi conviviali basati sulla capacità di narrare storie di naso e di odori, otterrà simpatia e giovialità, come se il suo naso potesse parlare e raccontare di lui. Ama decifrare e codificare, in base a parametri tutti suoi di tipo olfattivo/evocativo, ricordi personali legati sia all'infanzia che all'attualità.

'Annusa' in maniera positiva, non invadente, gli altri, e altrettanto fa con se stesso, come metodo conoscitivo. Altrettanto con gli eventi di vita. Si ammala di raffreddori di stagione e fa di tutto per mantenere salva la sua integrità olfattiva. Di professione e mestiere può essere un buon educatore, genitore o nonno in prestito. Buon economista, analista, inventore, ricercatore, costruttore di qualsiasi cosa, scopritore e inventore, lavoratore autonomo.

16/09/2015
02/05/2013
TAG: Psicologia | Salute mentale
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Prof. Grazia Aloi
Specialista in Psicologia e Psicoterapia e Psicologia clinica