Udito: il senso di chi è riconoscente

udito il senso di chi e riconoscente
Scritto da:
Prof. Grazia Aloi
Specialista in Psicologia e Psicoterapia e Psicologia clinica

L'udito è il senso preferito da chi, in generale, è capace di prestare attenzione agli altri. Le persone che preferiscono l'udito ad altri sensi sono individui che riconoscono e rispettano l'alterità e sono capaci di riconoscenza verso gli altri.

Ecco alcune delle caratteristiche tipiche di chi attribuisce particolare importanza all'udito.

1. Considera i concetti di esclusione/inclusione come intercambiabili

Da piccolo è stato escluso dalle conversazioni maggiormente 'intime', quali quelle avvenute tra i genitori nella loro camera da letto e a lui, bambino ignaro e contemporaneamente curioso, non restava che origliare per auto-includersi e sentirsi parte del gioco; quindi, persona autodeterminata a non farsi escludere da nessun evento ritenuto interessante o proficuo per se stesso e che fa dell'inclusione un fatto di quasi sopravvivenza. Ama i gruppi numerosi in quanto più facile, dopo l'assenso, un'inclusione a lungo tempo e le relazioni nelle quali non sia determinante una prestazione specifica per 'esserci', ma sia sufficiente – in entrambi i casi – avere un buon ascolto verso tutti, da cui apprendere per stare sempre in pista.

Persona quindi capace di prestare Orecchio a due o più distinte conversazioni, per non perdersi nulla di niente e per poter 'entrare e uscire' con la maggior semplicità possibile e sempre in grado di sapere a che punto si sia, in una singola situazione e, in generale, con la presunzione che tutto funzioni così. Curiosità, intraprendenza e timidezza costituiscono il contrasto caratteristico, così come bulimia/anoressia. In genere, le orecchie sono scoperte dai capelli, come messaggio chiaro per gli altri. Le orecchie, quali rappresentanti dell'udito così prezioso, sono attentamente tenute sempre sotto controllo. Può esercitare la professione di otorino, di intermediario di affari, di presentatore, di tecnico del suono, di ballerino.

2. Organizza il suo comportamento secondo canoni protettivi

Crede che l'udito sia il solo mezzo per stare bene e al sicuro e quindi crede di dover tenere le orecchie ben aperte non certo per non perdere il filo di discorsi o conversazioni o riflessioni per il gusto di essere presente, bensì perché nessuna parola gli sfugga, nel dubbio che essa possa essere contro di lui o contro i suoi cari o, addirittura, in casi molto estremi, contro la salvezza del mondo. Si tratta di una non patologica forma di 'paranoia' essenziale per concedersi forme di partecipazioni passive senza impegno alcuno se non quello di attivare al massimo protezioni rispetto all'impegno che le relazioni richiedono.

Per contro, pur di udire cosa hanno da dire gli altri, tutto è consono e quindi il soggetto può trasformarsi in eccellente salottiero o confidente o chiacchierone, purché l'impegno emotivo sia minimo e poco dispendioso e, al contrario, purché il ritorno sia elevato. La persona può soffrire di irritazioni del Canale uditivo o di otiti per un uso frequente ed eccessivo di bastoncini. Di mestiere può essere un eccellente uditore nelle più svariate occasioni e tribune, oppure giornalista o cronista o addetto agli uffici stampa, attivo claque in trasmissioni televisive, oppure segretario, organizzatore di eventi, venditore di dischi.

3. Avverte difficoltà nella reazione a stimoli emotivi inibenti

Ha dovuto affinare l’udito per far fronte a situazioni di paura e oggi si trova nelle medesime situazioni di paura/ansia generalizzata, senza capacità di discernimento. Può trattarsi di un adulto che è stato maltrattato quando era bambino, di ex militare, chi ha subito qualche trauma o è stato vittima di eventi catastrofici naturali, o di persona diffidente per estrema difesa, scettica per reazione.

Persona in difficoltà a collegare tutti i sensi e che 'sente' davvero solo con l'udito, talmente tanto che la tensione nervosa a volte la rende come se fosse insensibile al dolore e le terminazioni attive fossero solo quelle delle trasmissioni uditive. In genere, questo soggetto protegge le orecchie in tutti i modi, ad esempio con cuffie per musica, berretti, telefonini incollati, capelli lunghi o comunque con oggetti che le coprano. L'emotività è così tanto concentrata sull'udito che è quasi impossibile pensare di procurare danno, quindi le visite dall'otorino sono molto frequenti e cadenzate con appuntamenti regolari. Il mestiere preferito sarà quello che fa fare tutto tranne mettere in atto l'udito, quindi mansioni di scrittura, trascrizioni e traduzioni di testi, lavori manuali di qualsiasi genere, comprese le professioni da svolgere in silenzio o quasi, bibliotecario, fotografo, chierico.

3. Considera e attua la riparazione quale strumento evolutivo

Vorrebbe 'non voler sentire niente', se ciò fosse possibile: magari adulto che da bambino è stato abbandonato materialmente o non, che ha pianto a squarciagola senza essere sentito e accudito. Oggi predilige l’udito per la 'legge del taglione': a volte può non voler sentir ragione di niente e il suo parere può essere esercitato come assoluto e definitivo. Spesso, nel mondo si comporta come se fosse l'unico detentore di potere assoluto, come se avesse le redini e le sorti di chiunque e ciò può rendere la persona estremamente 'cattiva' oppure – per sublimazione – estremamente amorevole, servizievole e caritatevole.

A volte, il soggetto si sente in difficoltà con se stesso per gli intimi sentimenti di astio represso e si auto assolve oppure ricorre ad aiuti esterni. Le relazioni sociali ed affettive spesso possono essere sul filo del rasoio fintanto che la stanchezza psicologica non travolge, determinando ribaltamenti decisivi in grado di nuove aperture gradite. Spesso 'malaticcio' di mal d'orecchio, con otiti purulente o fischi fastidiosi tipo acufeni o vertigini.

Comunque persona intimamente prepotente, prevaricatrice, depressa, affettivamente bisognosa ed assolutamente anche il contrario di tutto ciò. Ama tenere le orecchie coperte. Può esercitare varie professioni e mestieri riparatori: giudice o giustiziere, avvocato o fuorilegge a vario titolo, donatore di Sangue e volontario in genere, pediatra o veterinario, badante di bambini o di animali, insegnante, pedagogista, sociologo, costruttore e arredatore di case, mobiliere.

4. Utilizza e predilige modalità di apprendimento agevolato

Desidera inserirsi nel mondo con capacità indirette – ossia con capacità non da se stesso provenienti, quindi si comporta un po’ come Alice nel paese delle meraviglie, beatamente ascoltatore e osservatore con meraviglia per la continua scoperta che le cose accadono. Molto spesso si tratta di persona abbastanza frustrata, per motivi personali, sociali e professionali e proprio per questo tenta di cogliere l'aspetto utilitaristico dell'ascolto; per lui, l'ascolto è funzionale alla ricerca di informazioni nuove da poter utilizzare a proprio favore, sperando che l'opportunità di un qualsiasi apprendimento piova tra le mani per il semplice fatto che lui è in 'ascolto' e poco importa del valore conoscitivo in sé.

Difficilmente parla di sé o intrattiene conversazioni non finalizzate. Così come è tanto 'avaro' nel concedere informazioni, tanto è 'avido' nel richiederle, 'buttando via' tutto ciò che gli risulta incomprensibile, superfluo e inutile per il suo modo di vivere. Nella percezione fisica, le orecchie sono considerate come 'ricevitori' personali che devono sempre ben funzionare.

A prova e per mantenerle 'attive' e pronte all'uso, può tenere i telefonini sempre incollati, magari due contemporaneamente; per lo stesso motivo predilige i capelli corti e le orecchie scoperte e per garantirsi l'uso smodato di auricolari e la possibilità di sottoporsi a quantità di stimoli uditivi, esse sono sempre ben curate. Rare le infezioni del condotto uditivo e le otiti. Grazie alla spiccata curiosità di 'portare a casa', può fare l'informatore e l'investigatore, il poliziotto, il giornalista, l'accompagnatore, il traduttore e l'interprete, il ricercatore, l'ambulante, il commerciante in genere.

5. Trasforma l'astrazione in modalità di concretezza abituale

Ama perdersi nell'astrazione più totale e si pone nel mondo con parecchia superficialità rispetto alle regole, anche quelle attribuibili alla semplice educazione, per cui  parla ad alta o a bassa voce con la massima noncuranza, perché essenzialmente non se ne rende conto. Il suo udito è 'insensibile' e ritiene che anche quello degli altri lo sia, pertanto non ha molta consapevolezza di infastidire o di non farsi sentire. Può essere un soggetto dal carattere rude o debole da molti punti di vista, psicologico compreso.

Si trascura molto, non ascolta inviti di nessun genere e predilige l'udito perché può 'spegnerlo' a piacimento, a differenza degli altri sensi che funzionano suo malgrado, vista compresa. Da pessimo uditore nella relazione, si trasforma in ottimo ascoltatore del suo bisogno di silenzio 'a comando'. È la persona che sa molto più di chiunque altra sapersi tirar fuori nel bel mezzo di qualsiasi conversazione, lasciando tutti almeno sorpresi della sua capacità di 'andarsene' in maniera quasi 'patologica'.

Può richiamare alla mente un adulto che da bambino ha avuto stati di autismo non molto gravi e pertanto trascurati dai familiari. È come se non avesse le orecchie e l'udito fosse una 'cosa' che c'è senza che ci si debba chiedere tanto da dove provenga e perché ci sia, quindi le orecchie sono sane o malate per conto loro, senza nessuna preoccupazione o prevenzione al riguardo. I lavori preferiti sono assolutamente indipendenti dall'ascolto fino e può amare i mestieri in cui si entri e si esca dall'ascolto con la più assoluta disinvoltura.

6. Differisce le risposte sociali in tempi appropriati

Ama ascoltare più che parlare, in quanto il silenzio può essere elaborato in tempi differiti, piuttosto che la parola, la quale in genere richiede risposte immediate o quanto meno rapide. È propositivo, amabile e affabile compagno di conversazioni. Ricercato come confidente e consigliere, può però invaghirsi narcisisticamente di tali chiamate sociali e, a volte, rendersi meno saggio di quanto gli si chieda o non sia capace, in quanto si perde un po' nel desiderio di essere rispondente alle aspettative e di dare prova di sé.

Altrettanto, è una persona che, quando racconta, lo fa con particolare attenzione all'uso di parole, come per non deludere mai gli ascoltatori. Per lui, l'udito viaggia nell'aria con percettibile fine attenzione che fa la differenza nella qualità del vivere, cioè l'udito è il suo veicolo di trasmissione e di accomunamento per eccellenza nella socialità ed è dall'udito che egli fa derivare il resto delle percezioni. Si comporta come un adulto maturato in ambiente adeguatamente accogliente rispetto alle sue richieste di considerazione e di partecipazione e come un adulto che è stato sufficientemente 'ascoltato' al punto da pensare e ritenere che l'ascolto sia il regolatore delle relazioni importanti e che attraverso un buon udito concreto e attento le cose della vita siano più o meno facilmente accessibili e comprensibili.

Persona attenta alla salute in genere, non ha più probabilità di altre di avere problemi d'udito. Le sue orecchie sono orecchie attente e gode di ottima memoria uditiva, sempre allenata. Le professioni privilegiate possono essere quelle di musicista, medico, analista, sacerdote, avvocato e tutte quelle in cui l'ascolto delle esigenze degli altri sia determinante.

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