BLSD, ovvero cosa fare in caso di arresto cardiaco

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BLSD è l’acronimo di ‘Basic Life Support Defibrillation’ ed è l’insieme delle manovre da compiere in caso di arresto cardiaco, che corrisponde allo standard nei corsi di formazione per soccorritori.
Tecniche fondamentali perché i numeri dimostrano come l’arresto cardiaco improvviso sia un evento più frequente di quello che si pensa: in Italia, ad esempio, c’è un’incidenza di 50 - 60mila casi ogni anno. Per di più, l’arresto cardiaco colpisce soprattutto le persone più giovani, spesso ignare di soffrire patologie che causano la brusca interruzione della capacità del cuore di pompare il sangue nell’organismo e sono vari i fattori di rischio, tra cui menzioniamo il fumo, l’ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa, diabete, obesità, stress, vita sedentaria ed età.

A causa dell'arresto cardiaco avviene il blocco dell’ossigenazione dei tessuti che si manifesta con la perdita di coscienza. Si tratta di una situazione di emergenza che, se presa in tempo, può risolversi in maniera positiva (altrimenti è alto il rischio di danni cerebrali irreversibili). Come? Innanzitutto, va chiamato immediatamente il 118 e, nell’attesa che arrivi un’ambulanza, occorre attuare manovre che sostituiscano le funzioni vitali interrotte - chiamate BLS: Basic Life Support- utilizzando, ove possibile, un defibrillatore (DAE).

 

Cosa fare in caso di arresto cardiaco

Come abbiamo scritto poc’anzi, il primo segno evidente di un arresto cardiaco è la perdita di conoscenza, a causa della quale si ha un’immediata perdita del tono muscolare. Inoltre, se la persona è in posizione supina, il rischio è l’ostruzione delle prime vie aeree in seguito alla caduta all’indietro della mandibola e della lingua. Quindi, occorre liberare le vie aeree, con la manovra dell’iperestensione della testa (ovvero la sua eccessiva estensione) e il sollevamento del mento. Così facendo, bisogna capire se la persona stia respirando o meno e, per sapere ciò, si può usare la manovra del Guarda - Ascolta - Senti, altrimenti nota come GAS, ovvero guardare il sollevamento del torace, ascoltare rumori respiratori, sentire il flusso dell’aria, osservare se la persona si muove o tossisce.

Siamo, dunque, in presenza di arresto cardiaco se la persona non solo è incosciente ma la respirazione non è normale e non c'è traccia di movimenti o colpi di tosse. Accertato questo, è necessario intervenire immediatamente con respirazione artificiale e massaggio cardiaco, nel caso in cui non ci sia possibilità di usare il defibrillatore, in attesa dei soccorsi, che vanno allertati tempestivamente, avendo cura di descrivere accuratamente la situazione e le condizioni dell'infartuato. Bisogna inoltre essere accurati nella descrizione del luogo nel quali ci si trova, per permettere ai soccoritori di trovarci facilmente. 
Nell'attesa dei soccorsi è importante continuare il massaggio cardiaco senza farsi prendere dal panico.


Per approfondire guarda anche: “Tachicardia Ventricolare“



La catena della sopravvivenza

Infine, strettamente collegata alla BLS c'è la catena della sopravvivenza, costituita da quattro anelli, l’uno conseguenza dell’altro:
  • Accesso precoce al sistema di emergenza italiano, chiamando il 118;
  • Inizio immediato delle procedure di BLS;
  • Defibrillazione sul posto da parte della squadra di emergenza;
  • Trattamento intensivo da parte del personale medico e/o infermieristico.
 
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