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Arresto cardiaco

Mio padre (42anni) è deceduto l'anno scorso perchè affetto da una Cardiomiopatia dilatativa ipocinetica al ventricolo sinistro. è mancato per Arresto cardiaco una mattina a casa con mancanza di ossigeno. Perchè i dottori che l'hanno seguito non dicono alla famiglia che sarebbe meglio seguire dei corsi per massaggio cardiaco e di respirazione e magari tenere delle bombole di Ossigeno a casa? Sarebbe cambiato qualcosa?
Risposta del medico
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L’arresto cardiaco è stato causato probabilmente da una grave aritmia che rende il cuore incapace di eseguire la sua funzione di pompa ed in questo senso incapace di mandare ossigeno in circolo a tutto il corpo. L’ossigeno a domicilio purtroppo non poteva salvare Suo padre ma un intervento rapido dei soccorsi istruiti alla rianimazione cardiopolmonare poteva essere efficace. In alcune realtà si fanno dei corsi di rianimazione ai familiari di pazienti a rischio di arresto cardiaco. L’intervento che ha la più grande possibilità di salvare la vita del paziente rimane comunque il defibrillatore impiantabile, un dispositivo che viene applicato al paziente in maniera invasiva (piccolo intervento chirurgico) con indicazioni ben precise e che interviene bloccando in maniera elettrica l’aritmia che è causa dell’arresto.
Risposto il: 12 Ottobre 2004