Strumenti a supporto della terapia nel paziente iperteso

strumenti a supporto della terapia nel paziente iperteso
Scritto da:
Dr.ssa Maria D'Avino
Specialista in Geriatria e Ipertensione

Intervista alla Dott.ssa Maria D’Avino. Dirigente Medico Responsabile UOSS di Diagnosi e Terapia dell’Ipertensione Arteriosa presso AORN A. Cardarelli di Napoli. 

1. Quali applicazioni esistenti possono aiutare nella gestione della compliance?

Se intendiamo applicazioni di smartphone, di Android e quant’altro, dei segnali da scaricare sul cellulare, dei segnali luminosi, dei segnali uditivi, in modo da attivare il paziente a ricordare di assumere la terapia: molto spesso i pazienti sono pazienti in trattamento politerapico soprattutto le persone anziane e quindi difficilmente ci si ricorda delle varie compresse da prendere. Quindi attivare delle applicazioni del genere può essere utile. Laddove non si possa attivare questo, cercare di ridurre al minimo le quantità di compresse al giorno, usare delle terapie, delle associazioni fisse in modo da somministrare…un paziente che magari prende due farmaci per trattare l’ipertensione – oggi esistono le associazioni fisse – può essere utile utilizzare un solo farmaco e quindi eliminare anche questo tipo di problematica. La compliance del paziente iperteso è una compliance difficile perché è legata all’aderenza e alla persistenza della terapia farmacologica, che sono due concetti completamente diversi ma che comunque vanno…va dato un supporto al paziente soprattutto quello in politerapia che oggi è quello più frequente tra i nostri pazienti.

2. Quali sono le caratteristiche di un'app per la gestione della compliance?

Le caratteristiche di un'app per la gestione della compliance sono appunto quelle che dicevo prima: un qualcosa che attiri il paziente al ricordo perché fondamentalmente molti pazienti hanno la difficoltà sia per quelli che sono ancora in età lavorativa e quindi presi dalla quotidianità riesce difficile ricordare o, come dire, ricordare e apportare un sistema per ricordarselo. Io dico spesso ai miei pazienti “la mattina faccia colazione e prenda il farmaco” e questa può essere una delle applicazioni banali, proprio la più semplice da poter utilizzare. E poi le applicazioni sugli smartphone, sui cellulari per poter cercare di evitare di dimenticarsi.  

3. Quali sono le più comuni motivazioni di scarsa compliance nutrizionale e farmacologica del paziente iperteso?

Le nutrizionali sono tante. È difficile adattare la dieta. Nella nostra cultura non c’è una dieta, o quanto meno nella nostra cultura c’è la dieta mediterranea che, se venisse rispettata così come è la nostra cultura, sarebbe la dieta più appropriata e che meno potrebbe dar fastidio al paziente iperteso. Però con i nostri tempi, che si corre, si va avanti in maniera frenetica durante tutta la giornata, è difficile rispettare la dieta mediterranea, ma poche sono le regole di vita che il paziente iperteso…In fondo sono cinque regolette: evitare il sale, o quanto meno non assumere sale in eccesso e il maggiore apporto di sale avviene attraverso le sostanze preconfezionate che sono quelle a più alto contenuto di sale: non è quello che si cucina in casa e si mangia in casa, è tutto quello che invece è già preconfezionato che ha un contenuto di sodio aumentato.

L’altra regoletta, banale e semplice, è quella di acquisire l’abitudine a bere, a bere due litri di acqua oligominerale al giorno che ci aiuta, trasporta con sé le sostanze nocive che introduciamo e che vengono espulse attraverso la diuresi; l’altra regoletta è una modica attività fisica che banalmente si può sostituire, cioè può essere sostituita dall’atto semplice di salire e scendere le scale, dal parcheggiare un attimo più lontano e fare quei 500 metri a piedi per arrivare al negozio, oppure banalmente fare una passeggiata che non deve essere la passeggiata per fare lo shopping ma una passeggiata a un passo un po’ più svelto, quella che io molto spesso dico deve arrivare…sta perdendo il treno e deve fare in modo di non perderlo, quindi quella semi corsetta che ci può aiutare a fare un minimo di attività fisica; l’altra regoletta è quella di non fumare perché purtroppo il fumo di sigaretta dà i suoi danni, conosciuti per quelli che sono l’arterioplastica, riconosciuti dai più.

Molto spesso i pazienti dicono “ma a me viene il tumore” e io dico “un momento, più che il tumore c’è la malattia cardiovascolare” che molti fumatori sottostimano o quanto meno non pensano.

4. Ipertensione e pediatria: quali accorgimenti adottare per crescere i bambini in modo sano?

Questa è un’altra fetta di popolazione che noi chiamiamo popolazione speciale come le popolazioni anziane, come le gravide. L’età pediatrica e giovanile è quella emergente in questo momento e le Società Scientifiche, l’American Heart, stanno tirando fuori dei documenti proprio per evitare che la popolazione pediatrica possa avere dei danni d’organi legati alla mancata diagnosi di ipertensione arteriosa e quindi aumentare la morbidità e la mortalità cardiovascolare. Bene, i bambini in età pediatrica, io lo ricordo da mamma quando il pediatra nel primo anno di vita non mi faceva aggiungere sale negli alimenti. E uno dei provvedimenti da adottare oltre a quelli dei pediatri è quello che questi bambini devono crescere nella maniera più sana: piuttosto che parlare di modifiche di stile di vita in questi bambini, probabilmente bisogna abituarli a non mangiare la busta di patatine, a non mangiare cose contenenti sale, a non essere bambini in sovrappeso. Quindi modificarle prima, cioè non andare proprio incontro a dover modificare lo stile di vita. 

28/03/2017
07/06/2016
TAG: Ipertensione | Malattie dell'apparato cardiovascolare | Interviste | Cuore
Scritto da:
Dr.ssa Maria D'Avino
Specialista in Geriatria e Ipertensione