Osteoporosi: perché è importante evitare le cadute

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L’osteoporosi è una malattia a causa della quale le ossa diventano meno dense e, quindi, così deboli da essere più soggette a fratture. Senza prevenzione e trattamenti adeguati, l’osteoporosi può progredire anche in assenza di dolori e sintomi evidenti, fino alla rottura delle ossa. In questi casi, le fratture associate alla patologia possono richiedere molto tempo per guarire e causare, nei casi peggiori, invalidità permanente.

L’osteoporosi, inoltre, non è una malattia che colpisce essenzialmente gli anziani, al contrario di quanto si pensa. Infatti, anche se è più comune nelle donne bianche o asiatiche di età superiore ai 50, può verificarsi in tutte le persone in ogni fase della vita: la perdita di tessuto osseo può cominciare già a partire dai 25 anni. Chiunque soffra di osteoporosi, maschio o femmine, giovane o anziano, è a rischio di fratture da cadute.
È innegabile, comunque, che l’osteoporosi colpisca maggiormente le donne e il 30% di esse sono quelle in menopausa.

I fattori di rischio dell'osteoporosi

Considerando che l’osteoporosi non ha sintomi, le persone potrebbero non essere consapevoli del fatto che stanno subendo una diminuzione della densità ossea e le cadute possono essere particolarmente pericolose per chi non sa di avere ossa deboli.
Alla luce di quanto descritto fin qui, è ovvio che la prevenzione delle cadute sia molto importante per le persone con osteoporosi, tenendo in considerazione questi aspetti:

  • La maggioranza dei fianchi fratturati è dovuta all’osteoporosi;
  • La frattura dell’anca aumenta la probabilità di morte in una persona anziana nel primo anno dopo l’infortunio e, passati i 12 mesi, la stessa persona avrà bisogno di cure a lungo termine in istituti specializzati;
  • La maggior parte delle cadute capita alle donne nelle proprie case, soprattutto di pomeriggio.
  • Un sessantacinquenne su tre cade ogni anno.

Ecco, invece, i fattori che aumentano il rischio delle cadute:

  • La debolezza muscolare intorno all’articolazione dell’anca;
  • L’aumento dell’instabilità quando si sta in piedi;
  • L’assunzione di più di tre farmaci;
  • L’anzianità.

Come prevenire le cadute?

Prevenire le cadute per chi soffre di osteoporosi diventa un imperativo. Ecco alcuni utili suggerimenti:

  • Contattare un fisioterapista o terapista occupazionale e invitarlo a casa propria per ricevere consigli su come ridurre i rischi che possono causare le cadute;
  • Eliminare ciò che potrebbe far cadere in casa, come i tappeti (o utilizzare adesivi per tenerli ancorati al pavimento), i mobili sporgenti e le corde in cui si potrebbe inciampare;
  • Collocare tappetini anti scivolo sulla parte inferiore della vasca da bagno o della doccia;
  • Assicurarsi che la casa sia bene illuminata e tenere una torcia con batterie nuove vicina al letto.
  • Conservare gli oggetti di uso frequente in basso cosicché siano facili da raggiungere. Se posti in alto, infatti, potrebbe essere necessario l’uso di uno sgabello o di una scala, aumentando le probabilità di cadere;
  • Indossare scarpe con il tacco basso e, preferibilmente, con le suole di gomma per ridurre le possibilità di scivolare sulle superfici lisce;
  • Prendersi cura dei propri piedi: se doloranti, infatti, possono influenzare la capacità di restare stabili;
  • Se necessario, usare un bastone o deambulatore;
  • Attenzione in strada: guardare per terra per evitare marciapiedi dissestati;
  • Analizzare gli effetti collaterali dei farmaci che si assumono. Alcuni potrebbero aumentare il rischio di cadute. Esempio: un anti depressivo può causare in alcune persone un calo della pressione sanguigna e lo svenimento;
  • Rimanere fisicamente attivi: svolgere esercizi per rafforzare i muscoli e per aiutare l’equilibrio.

La campagna Stop alle fratture

Per chi volesse saperne di più sull’osteoporosi, sul web meritano una segnalazione le attività di Stop alle Fratture, campagna educazionale realizzata con il supporto non condizionante di Eli Lilly Italia, rivolta alle donne sopra i 50 anni per informarle sulle possibili conseguenze dovute alla fragilità scheletrica.

Non solo informazioni ma anche la possibilità di conoscere il proprio rischio fratturativo attraverso il Defra Test online, un test di autodiagnosi per valutare il rischio personale di fratturarsi nei successivi 10 anni, al momento rivolto solo alle donne.


Per approfondire guarda anche: “L'osteoporosi, un problema non solo al femminile“

 

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