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Malattie professionali: quando il lavoro fa male alla salute

malattie professionali quando il lavoro fa male alla salute
Walter Giannò
Scritto da:
Walter Giannò
Giornalista esperto in salute e benessere

Per avere una vita dignitosa occorre lavorare: un diritto su cui, in Italia, si fonda addirittura la Repubblica, come solennizzato dall'articolo 1 della Costituzione. Il lavoro, però, non è immune da rischi: non solo quelli che possono provenire dalla mancata sicurezza ma (soprattutto) quelli che possono determinare l'insorgenza di malattie, anche gravi.

Il riferimento è alle patologie professionali, ovvero qualsiasi malattia cronica che si verifica a causa del lavoro ed è, in genere, identificata quando ne viene dimostrata la prevalenza in un dato ambito lavorativo rispetto alla popolazione in generale.
La malattia professionale, inoltre, si distingue dall’infortunio sul lavoro perché quest’ultimo si verifica in modo tendenzialmente immediato sulla salute del lavoratore, mentre la prima si sviluppa nel tempo per l’esposizione a un fattore di rischio.

Un elenco delle malattie professionali - chiamate anche tecnopatie - aggiornato al 2010, è stato organizzato e diffuso dall’International Labour Organization (l'agenzia dell'ONU che si occupa di promuovere il lavoro dignitoso).
Questo elenco divide le patologie legate al lavoro nelle seguenti macro-categorie:

  • Malattie professionali causate dall’esposizione ad agenti derivanti dalle attività lavorative (chimici, fisici e biologici), nonché da infezioni e parassiti;
  • Malattie professionali che colpiscono gli apparati: patologie respiratorie, della pelle, disordini muscolo-scheletrici, disturbi mentali e comportamentali;
  • Tumori di origine professionale;
  • Altre malattie.

Le malattie professionali più diffuse

Definite le malattie professionali, ecco quelle più diffuse, in relazione a determinati ambiti professionali:

  • Riduzione dell’udito: malattia causata dall’esposizione prolungata ai rumori intensi. Diffusa, di conseguenza, tra i lavoratori metalmeccanici, del legno e i marmisti, per via dei macchinari utilizzati durante le fasi lavorative. Si tratta della patologia professionale più indennizzata in Italia (tra il 2000 e il 2004, per citare un dato, le ipoacusie e le sordità hanno rappresentato il 32% delle malattie professionali denunciate e il 42% degli indennizzi).
  • Asma bronchiale e alveolite allergica: malattie che colpiscono l’apparato respiratorio, causate dall’inalazione di polveri o sostanze nocive tali anche da scatenare reazioni allergiche. Sono patologie che riguardano in particolare modo i lavoratori del settore industriale che producono gomme, plastiche, vernici e del settore agricolo a contatto con polveri da fieno, farine, peli di animale e composti chimici e organici;
  • Malattie della pelle: dermatiti, ulcerazioni, tumori. Patologie collegate ai lavoratori del settore edile (per via dell’uso di cemento e altri materiali come il gesso, il marmo e la calce viva);
  • Malattie da radiazioni solari: riguardano soprattutto i lavoratori che lavorano all’aperto, come i muratori, gli agricoltori, gli operai dei cantieri stradali e gli addetti ai stabilimenti balneari.
  • Ernia del disco lombare: patologie causate dalle vibrazioni trasmesse al corpo. Queste colpiscono, ad esempio, gli autisti.
  • Sindrome del tunnel carpale: riguarda chi lavora molto con il mouse del computer e chi è impiegato nel settore tessile e calzaturiera, per via delle costanti sollecitazioni del polso.

Cosa fare in caso di malattia professionale?

Un lavoratore che subisce un infortunio sul lavoro o una malattia legata alla propria professione, deve darne immediata comunicazione al datore di lavoro che, a sua volta, deve presentare la denuncia all’INAIL, l’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro, per avviare l’iter di tutela assicurativa (importante, ad esempio, per coprire le eventuali spese mediche).

La denuncia, comunque, può essere effettuata anche dal solo lavoratore se il datore di lavoro omette di farlo, o quando una malattia professionale insorge dopo la cessazione del lavoro.
Alla denuncia, infine, va allegato il certificato medico che deve contenere il domicilio dell’ammalato, il luogo dove si trova ricoverato e una relazione dei sintomi della malattia.


Per approfondire guarda anche: “Sindrome del tunnel carpale“

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La sordità totale o parziale è causata da molteplici fattori e consiste nella perdita dell'udito.
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TAG: Medicina del lavoro | Salute sul lavoro | Polmoni e bronchi | Pelle
Walter Giannò
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