Logo Paginemediche
  • Programmi
  • Visite
  • Salute A-Z
  • Chi siamo
  • MediciMedici
  • AziendeAziende
Adolescenza, crescita e problemi

Adolescenza, crescita e problemi

Cercare un dialogo con i propri figli è una buona soluzione per superare insieme il periodo critico e ribelle tipico dell'adolescenza.
In questo articolo:

Chi sono gli adolescenti e che cosa si intende per adolescenza

L'adolescenza (dal latino “adolescere” = “crescere”) è per definizione quel periodo di transizione della vita che segue la fanciullezza e precede l'età adulta e che convenzionalmente va dagli 11 ai 18 anni per le femmine e dai 14 ai 21 anni per i maschi. Si tratta di un arco caratterizzato da una serie di modificazioni somatiche oltre a essere un momento chiave per lo sviluppo psicosociale dei caratteri sessuali.

L'adolescenza rappresenta un periodo particolarmente delicato dell'esistenza di un individuo durante il quale si evidenziano comportamenti spesso comuni: non ancora adulto ma non più bambino, l'adolescente osserva il suo corpo che cambia, a volte, senza avere gli strumenti per comprendere e gestire tale cambiamento, può vivere una fase conflittuale con i genitori e interrogarsi sulla propria identità sociale e sessuale. Dei problemi tipici dell’adolescente, che richiedono competenze interdisciplinari specifiche, si occupa l’adolescentologia, branca della pediatria che si occupa dei soggetti in età adolescenziale.

La salute degli adolescenti

La Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA) stima che in Italia circa 300.000 ragazzi tra i 15 e i 17 anni soffrano di almeno una patologia cronica, che non viene adeguatamente curata probabilmente a causa di un minore monitoraggio da parte dei medici e delle famiglie dovuto all’indipendenza dell’individuo.

Inoltre, secondo il rapporto sulla Strategia Globale per le donne, bambini e adolescenti Salute 2016-2030: guida per sostenere l’azione nei Paesi dell’Organizzazione mondiale della sanità (i cui risultati sono stati riportati da Quotidiano Sanità), nel corso del 2015 si sono registrati circa 1,2 mln di morti nella fascia di età compresa tra 10 e 19 anni per diverse cause. In primis gli incidenti stradali che hanno provocato 115.000 decessi seguiti, nell’ordine, dalle infezioni alle vie respiratorie inferiori, dai suicidi e da pratiche di autolesionismo, diarrea e annegamento. Anche le complicazioni legate alla gravidanza nel novero delle cause di decesso tra gli adolescenti verificatesi, per più di due terzi, in paesi a basso e medio reddito in Africa e Sud-Est asiatico.
Circa 3000 morti al giorno, la maggior parte di queste, secondo l’Oms, prevenibili con adeguati servizi sanitari, con l’istruzione e con il sostegno sociale.

I disturbi psicopatologici

Secondo la Società Italiana di Pediatria, “gli studi epidemiologici indicano che un adolescente su cinque va incontro ad un disturbo psicopatologico”. I più frequenti sono i disturbi d’ansia e depressivi e l’abuso e dipendenza da sostanze mentre il suicidio è una delle cause di morte più comune tra i giovani. Si tratta di argomenti complessi gestiti dal neuropsichiatra infantile ma, come si legge ancora sulle pagine della SIP, il pediatra ha un ruolo fondamentale nel riconoscere e comprendere i primi segni della depressione da condividere con lo specialista.

Leggi anche:
Riconoscere la Depressione è il primo passo per intraprendere un percorso di cura efficace - intervista alla Dr.ssa Simona Carniato, Specialista in Psicoterapia.

I disturbi dell’Alimentazione nell’età adolescenziale

Durante l’età evolutiva, l’alimentazione deve supportare l'accrescimento dell'organismo attraverso l'apporto dei nutrienti appropriati all’aumentato fabbisogno energetico. Le ragazze adolescenti, in particolare, nel momento del loro sviluppo necessitano di un maggiore apporto di ferro e di calcio.

Soprattutto è importante osservare e saper intervenire nella correzione di comportamenti alimentari irregolari che nell'età adolescenziale possono andare dal consumo di junk food, al salto dei pasti, fino a veri e propri disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, ortoressia). Questi ultimi rappresentano un fenomeno che solo nel nostro Paese, secondo gli studi, riguarda 2,3 milioni adolescenti. 

Salute riproduttiva e comportamenti sessuali

In un Paese come l’Italia dove la natalità ha raggiunto il record di livelli negativi, il tema della fertilità non è più un tabù tuttavia, come riporta Andrea Borini presidente Sifes e Mr sulle pagine di Sanità24, “l’informazione in materia è superficiale e inesatta”. I giovani sono poco preparati sul tema della fertilità e si affidano al Web per colmare le lacune: per il 37,4% dei ragazzi che nel 2016 hanno preso parte all’indagine dal titolo “I Giovani e la Fertilità” la Rete è la prima fonte di informazione su questi temi. Basti pensare, per esempio, che negli ultimi anni la diagnosi precoce in ambito andrologico si è ridotta, probabilmente a causa della scomparsa della “visita di leva” che per i giovani maschi ha rappresentato per anni l'unica forma di screening. Di conseguenza si registra un aumento di malattie andrologiche non diagnosticate e facilmente prevenibili e curabili.

Riguardo alla malattie sessualmente trasmesse, queste risultano in continuo aumento nel mondo mentre si abbassa sempre di più l’età in cui si presentano. La tendenza soprattutto dei giovani ad avere più partner sessuali fa sì che a livello globale la popolazione tra i 15 e i 24 anni risulti una delle fasce più esposte a questo gruppo di malattie infettive e che una adolescente su 20 presenti un’infezione batterica acquisita per via sessuale.

Secondo una ricerca Censis “Adolescenti e Millennials: la sessualità e la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e dell’Hpv” (2017) non è sempre chiara la distinzione tra contraccezione e prevenzione: infatti, se il 70,7% dichiara di usare il profilattico come strumento di prevenzione, il 17,6% per le stesse ragioni dichiara di fare ricorso alla pillola anticoncezionale, concependola erroneamente, quindi, non come metodo contraccettivo bensì come strumenti di prevenzione.

Il ruolo dei genitori nel processo di crescita di un adolescente

In virtù della complessità del periodo di transizione dell’adolescenza, il ruolo dei genitori non è semplice. Accusati talora di indifferenza, talora di invadenza, il “trucco” sta nella ricerca di un dialogo aperto senza pregiudizi né prevenzioni: parlare, capire quali sono le amicizie e le frequentazioni, cercare un punto di incontro mantenendo fermo il gioco dei ruoli genitore/figlio: il rapporto tra genitori e figli adolescenti è un terreno lastricato di difficoltà e addossare le colpe esclusivamente ai “fenomeni biologici” sarebbe riduttivo.

Piuttosto è importante che gli adolescenti di domani vengano “preparati” a vivere a quella che sarà, seppure transitoria, una nuova condizione fin da quando sono bambini: famiglia, scuola e network di relazioni devono lavorare per tempo nella costruzione di rapporti saldi e solide certezze.

Leggi anche:
L’Anoressia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare (DCA) che emerge di frequente in fase adolescenziale. Ecco come riconoscere i sintomi.

Fonti:

Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2020
7 minuti di lettura

L’hai trovato utile?

Condividi

Iscriviti alla newsletter di Paginemediche
Unisciti ad una community di oltre 50mila persone per ricevere sconti esclusivi e consigli di salute dai nostri esperti.
Ho letto l'Informativa sulla Privacy e acconsento al trattamento dei miei dati personali