Andare dall’oculista periodicamente è una buona prassi a tutte le età. Anche per chi ci vede bene, controllare lo stato di salute dell’occhio, che è un organo esposto a moltissime sollecitazioni ogni giorno, è un modo per preservare la propria salute oculare dal rischio di malattie.

In cosa consiste la visita oculistica? L’esame riguarda la valutazione funzionale della capacità visiva e l’osservazione biomicroscopica dei vari segmenti dell’occhio (anteriore e posteriore) al fine di determinare la presenza di eventuali fattori di rischio o patologie oculari (come degenerazione maculare o glaucoma). La visita dallo specialista degli occhi dunque non serve soltanto a misurare la nostra capacità visiva, ma anche a valutare lo stato di salute dei nostri occhi.

Quando fare una visita oculistica?

Gli esperti, a pochi giorni dalla Giornata mondiale della Vista, celebrata il 10 ottobre scorso con tanti check up gratuiti in tutte le città, consigliano di sottoporsi a una visita oculistica alla nascita, a un’altra entro i tre anni di vita del bimbo e poi a ogni passaggio di ciclo scolastico. Questi sono gli step fondamentali dello screening durante le fasi della crescita.

Da adulti, invece, la visita oculistica periodica va fatta in relazione al tipo di attività svolta e alle condizioni oculari individuali, su indicazione dello specialista. Come consiglia la Società Oftalmologica Italiana, dopo i 40 anni, all’insorgenza della presbiopia, è fondamentale una visita oculistica completa da ripetere ogni due anni. Oltre i 60 anni, i controlli oculistici dovrebbero essere effettuati ogni giorno.

Alla domanda di molti neogenitori dunque su qual è l’età giusta per portare un bambino alla sua prima visita oculistica, la risposta degli oculisti è di farlo a qualunque età se ci sono problemi, ma il primo controllo va effettuato prestissimo: alla nascita, e comunque entro i tre anni.

Come si svolge la visita oculistica e in cosa consiste

La visita oculistica è un esame di breve durata (si conclude in circa mezz’ora) e non richiede particolare preparazione. Chi porta però le lenti a contatto deve rimuoverle qualche giorno prima della visita: almeno 7 giorni prima le lenti rigide; almeno 5 giorni prima le lenti morbide o usa e getta.

Come si svolge nello specifico la visita?

  1. In primo luogo viene effettuato un esame obiettivo delle palpebre e una valutazione biomicroscopica del film lacrimale, congiuntiva, cornea, cristallino e retina. Vengono poi effettuati dei test specifici, alcuni dei quali svolti con il supporto dell’assistente in oftalmologia (ortottista), che servono a rilevare diverse informazioni utili al medico per effettuare la diagnosi: la motilità oculare, da effettuare sempre nei bambini o negli adulti quando il paziente riferisce di vedere doppio o quando c’è il sospetto di una patologia di natura neurologica; l’acutezza visiva, cioè la capacità dell’occhio di leggere lettere o vedere un’immagine di dimensioni ben definite a una certa distanza. Il test viene solitamente effettuato utilizzando un sistema a proiezione o con l’aiuto di un monitor.
  2. Lo specialista si concentrerà inoltre sulla funzionalità pupillare, verificando la dimensione, la forma e la reattività alla luce da parte delle pupille; la pressione intraoculare, attraverso cui viene verificata la pressione e indirettamente lo stato del deflusso dell’umor acqueo, il liquido presente nell’occhio. Una pressione troppo elevata è un fattore di rischio per lo sviluppo di gravi lesioni irreversibili del nervo ottico (glaucoma).
  3. Si esamina infine il fondo oculare e attraverso l’esame oftalmoscopico del segmento posteriore si analizzano il vitreo (gel presente all’interno dell’occhio) il nervo ottico e la retina. L’oculista applica nell’occhio del paziente un collirio che ha l’effetto di dilatare la pupilla.
    La visita oculistica non ha controindicazioni se non gli effetti del collirio utilizzato per dilatare le pupille prima della visita. Per circa due ore, il medicinale provoca un offuscamento visivo ed è consigliabile perciò non guidare l’auto nelle ore successive al controllo.