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Obesità infantile

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Purtroppo non soltanto per gli adulti, ma anche e soprattutto per i bambini, l'obesità sta diventando una vera e propria Epidemia con cui gli stati più sviluppati devono avere a che fare.

La principale causa, secondo i nutrizionisti, è lo squilibrio tra l'introito di calorie ed i grassi bruciati. In pratica non solo mangiamo di più, ma soprattutto bruciamo molto meno. La dieta, quindi, non è l'unica leva su cui fare affidamento; a questa va abbinata una sana attività fisica.

Chiaramente, anche l'educazione alimentare gioca un ruolo di primo piano. La dieta volta a diminuire le calorie va bene per riacquistare il peso forma, ma bisogna poi cambiare totalmente stile di vita per avere risultati accettabili e soprattutto duraturi.

Il rischio dell'obesità infantile è che questi bambini restino obesi anche nell'età adulta e che soffrano quindi di patologie tipicamente legate all'obesità, quali il Diabete, le malattie cardiovascolari, l'ipertensione, l'artrosi, la calcolosi biliare, alcuni tipi di tumori.

Fermare il sovrappeso e l'obesità in età evolutiva è essenziale, poiché una sovralimentazione porta non solo all'aumento del volume delle cellule adipose, ma anche e soprattutto ad un aumento della quantità di queste cellule. Questo significa che, in età adulta, questi bambini avranno una predisposizione all'accumulo di grassi e troveranno numerose difficoltà nel dimagrire e mantenere il peso forma perché potranno agire sul volume delle cellule adipose, ma non potranno mai disfarsene.

L'educazione alimentare è il primo passo verso la risoluzione del problema. Al bambino va insegnato a prediligere i carboidrati al posto dei grassi; sì quindi a pasta, pane, riso, che vengono assimilati più lentamente e lasciano per più tempo una certa sensazione di sazietà; no ai grassi animali e agli Zuccheri soprattutto (dolciumi e bibite gassate sono le preferite in questa età).

Tutto questo va ovviamente concordato con il pediatra, che sarà in grado di valutare il rischio ed eventualmente di rimandare ad uno specialista nutrizionista l'assistenza dietologica del piccolo paziente.

Alla dieta, in ogni caso, va associata una certa attività fisica, non per forza agonistica o ad alti livelli, ma che permetta al bambino di non restare a lungo inattivo. Se predilige qualche sport in particolare, è opportuno stimolarlo anche a frequentare corsi di calcio, nuoto o qualsiasi altro sport gradisca. È anche utile proporgli anche semplici passeggiate all'aria aperta o in bicicletta, purché egli non resti per troppo tempo davanti alla televisione o al computer. Chiaramente, un buon esempio dato dai genitori può essere incoraggiante.

Ai genitori che si trovano in casa un bambino sovrappeso o addirittura obeso, è possibile dare qualche consiglio per contrastare questa situazione:

  • eliminare le bevande ricche di zuccheri con quelle non zuccherate: se il bambino preferisce qualcosa di particolare, è possibile proporgli succhi di frutta o the non zuccherati;
  • proporre sempre durante il pasto verdure e frutta fresca;
  • non insistere se il bambino non vuole mangiare;
  • evitare porzioni troppo abbondanti;
  • non proporre per merenda prodotti confezionati o estremamente calorici;
  • limitare l'introito di proteine attenendosi soltanto ad un unico tipo di secondo piatto;
  • limitare il condimento e preferire le cotture a vapore o al forno;
  • non saltare mai la prima colazione;
  • proporre il pesce almeno due volte durante la settimana;
  • evitare che il bambino passi troppo tempo seduto davanti alla televisione o al computer e stimolarlo a passeggiate e/o a attività sportive;
  • stimolarlo al movimento: no all'ascensore, sì alle scale; no all'auto, sì ad andare a piedi; ecc.
16/10/2015
09/10/2013
TAG: Scienza dell'alimentazione | Nutrizione | Obesità | Bambini | Dieta