Search

I medici più attivi

Ultimi articoli

Obesità infantile: i fattori di rischio

obesita infantile i fattori di rischio
Scritto da:
Dr. Daniele Grumiro
Specialista in Nutrizione e Scienze dell'alimentazione e Scienza dell'alimentazione

Obesità infantile: generalità

L'obesità infantile è un problema di notevole rilevanza sociale: un bambino che mangia troppo sarà anche, con molta probabilità, 'un adulto obeso', con una maggiore possibilità di complicanze (dislipidemie, diabete, ipertensione, difficoltà motorie, difficoltà nella respirazione nonché difficoltà psicologiche).

Un disagio psicologico dovuto al proprio aspetto può presentarsi già in tenera età, con vergogna e rifiuto del proprio aspetto, a ciò si aggiunge il rischio di diventare vittima di scherzi da parte di compagni ed 'amici'. Questo disagio può inoltre contribuire all'insorgenza di un disturbo del comportamento alimentare.

La situazione in Italia

I dati del Ministero della Salute hanno mostrato in Italia una situazione molto sfavorevole. Dopo la grave obesità presente in America, in Europa la situazione non è da meno con la maggior Incidenza localizzata in Italia. I bambini tra i 6 e gli 11 anni con problemi di eccesso ponderale sono ben 1 milione e centomila; un'obesità del 12% e un 24% di sovrappeso, quindi più di un bambino su tre ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per la sua età; sono questi i dati emersi dal progetto 'Okkio alla salute' realizzato dal Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Speriore di Sanità/Cnesps che vede coinvolti diversi enti e istituzioni, tra cui il Ministero dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca, le Asl, l'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN), le Regioni e le Province autonome, con lo scopo di descrivere nel tempo l'evoluzione dello stato nutrizionale dei bambini delle scuole primarie nonché le caratteristiche dell'ambiente scolastico.

La distribuzione in Italia vede una più bassa tendenza al sovrappeso-obesità nelle regioni del Nord e decisamente più alta al Sud con la maggior percentuale per la Campania che presenta un 28% per quanto concerne il sovrappeso e un 21% per l'obesità.

Principali fattori di rischio

L’obesità infantile ha una genesi multifattoriale, ossia ha origine da un insieme di cause che interagiscono tra loro; in primo luogo un'eccessiva e cattiva Alimentazione, a cui si aggiunge una ridotta attività fisica e infine, fattori di tipo genetico/familiare. Spesso si associa l'obesità a fattori predisponenti o ad alterazioni ormonali che si ripercuotono sul metabolismo; in realtà i casi di obesità legati ad alterazioni ormonali quali ipotiroidismo o disfunzioni surrenali sono meno del 3%; mentre un ruolo chiave è svolto dai genitori/familiari.

Un’indagine ISTAT di qualche anno fa ha dimostrato che circa il 25% di bambini ed adolescenti in sovrappeso ha un genitore obeso/sovrappeso, mentre se entrambi i genitori vertono in una condizione di sovrappeso/obesità allora la percentuale sale al 34%, rendendo ancora più chiara l'importanza della famiglia nell'insorgenza dell'obesità infantile.

Non si può parlare di educazione alimentare se i genitori non iniziano per primi a seguire una dieta equilibrata; è difficile immaginare che un bambino sia l'unica persona della famiglia a mangiare un contorno di insalata quando tutti gli altri preferiscono un contorno fritto o comunque dei cibi elaborati.

Iperalimentazione

Un’iperalimentazione nei primi anni di vita oltre a causare un aumento di volume delle cellule adipose (definito ipertrofia adipocitaria), determina anche un aumento del loro numero (ossia iperplasia adipocitaria); ne consegue che, da adulti la predisposizione all'obesità sarà maggiore e perdere peso o mantenerlo nei limiti risulterà molto più difficile perché sarà possibile ridurre le dimensioni delle cellule, ma non sarà possibile eliminarle.

Il riempimento gastrico è un potente fattore di sazietà, pertanto fare attenzione ai cibi ad alta densità energetica (merendine, snack, etc...) e preferire cibi a bassa densità energetica che riescono a fornire sazietà apportando poche calorie (verdura, frutta, legumi). Inoltre preferire sempre cibi freschi che rispetto ai cibi già pronti hanno il vantaggio di contenere più sostanze nutritive e meno conservanti e/o additivi.

Sedentarietà

I giochi all'aria aperta quasi sono scomparsi, l'educazione fisica nelle scuole è molto limitata e a casa i giochi si risolvono quasi tutti al computer o videogiochi, azzerando quell'attività fisica (correre, arrampicarsi, rotolare) che permette un corretto sviluppo dell'Organismo con una corretta distribuzione della massa grassa e della massa muscolare nonché aiutare a bruciare calorie. Già può essere d'aiuto un’attività aerobica leggera, come una pedalata in bici al parco, in cui il bambino si diverte e resta in salute.

12/10/2017
21/01/2013
TAG: Bambini | Dieta | Nutrizione | Obesità | Scienza dell'alimentazione
Scritto da:
Dr. Daniele Grumiro
Specialista in Nutrizione e Scienze dell'alimentazione e Scienza dell'alimentazione