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Obesità infantile: i fattori di rischio
3 minuti di lettura

Obesità infantile: i fattori di rischio

Cattiva alimentazione, sedentarietà e, in alcuni casi, disfunzioni ormonali: i principali fattori di rischio dell'obesità infantile.
In questo articolo:

L'obesità infantile è un problema di notevole rilevanza sociale: un bambino che mangia troppo sarà anche, con molta probabilità, 'un adulto obeso', con una maggiore possibilità di complicanze (diabete, ipertensione, difficoltà motorie, difficoltà nella respirazione nonché difficoltà psicologiche).

Un disagio psicologico dovuto al proprio aspetto può presentarsi già in tenera età, con vergogna e rifiuto del proprio aspetto, a ciò si aggiunge il rischio di diventare vittima di scherzi da parte di compagni ed 'amici'. Questo disagio può inoltre contribuire all'insorgenza di un disturbo del comportamento alimentare.

Principali fattori di rischio

L’obesità infantile ha una genesi multifattoriale, ossia ha origine da un insieme di cause che interagiscono tra loro:

  • un'eccessiva e cattiva alimentazione
  • una ridotta attività fisica 
  • fattori di tipo genetico/familiare.

Spesso si associa l'obesità a fattori predisponenti o ad alterazioni ormonali che si ripercuotono sul metabolismo; in realtà i casi di obesità legati ad alterazioni ormonali quali ipotiroidismo o disfunzioni surrenali sono meno del 3%; mentre un ruolo chiave è svolto dai genitori/familiari.

Iperalimentazione

Un’iperalimentazione nei primi anni di vita oltre a causare un aumento di volume delle cellule adipose (definito ipertrofia adipocitaria), determina anche un aumento del loro numero (ossia iperplasia adipocitaria); ne consegue che, da adulti la predisposizione all'obesità sarà maggiore e perdere peso o mantenerlo nei limiti risulterà molto più difficile perché sarà possibile ridurre le dimensioni delle cellule, ma non sarà possibile eliminarle.

Il riempimento gastrico è un potente fattore di sazietà, pertanto fare attenzione ai cibi ad alta densità energetica (merendine, snack, etc...) e preferire cibi a bassa densità energetica che riescono a fornire sazietà apportando poche calorie (verdura, frutta, legumi). Inoltre preferire sempre cibi freschi che rispetto ai cibi già pronti hanno il vantaggio di contenere più sostanze nutritive e meno conservanti e/o additivi.

Sedentarietà

I giochi all'aria aperta quasi sono scomparsi, l'educazione fisica nelle scuole è molto limitata e a casa i giochi si risolvono quasi tutti al computer o videogiochi, azzerando quell'attività fisica (correre, arrampicarsi, rotolare) che permette un corretto sviluppo dell'organismo con una corretta distribuzione della massa grassa e della massa muscolare nonché aiutare a bruciare calorie.

Già può essere d'aiuto un’attività aerobica leggera, come una pedalata in bici al parco, in cui il bambino si diverte e resta in salute.

L'esempio dei genitori

Non si può parlare di educazione alimentare se i genitori non iniziano per primi a seguire una dieta equilibrata; è difficile immaginare che un bambino sia l'unica persona della famiglia a mangiare un contorno di insalata quando tutti gli altri preferiscono un contorno fritto o comunque dei cibi elaborati.

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