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Quarta, quinta e sesta malattia

quarta quinta e sesta malattia

Scarlattina, morbillo, varicella e rosolia sono le più famose malattie esantematiche, eppure ve ne sono delle altre, poco conosciute ma ugualmente fastidiose, che vengono designate nell'ordine in cui sono state scoperte: sono la quarta, la quinta e la sesta malattia. Si tratta di malattie sostanzialmente innocue, tranne la quarta, provocata da un batterio che potrebbe portare a complicazioni se non definitivamente debellato.

La quarta malattia

È una malattia del tutto simile alla scarlattina, ma con un quadro clinico nettamente più attenuato, tant’è vero che viene definita anche scarlattinetta (o malattia di Dukes). La quarta malattia viene provocata dallo Streptococco beta-emolitico di gruppo A, colpisce in prevalenza bambini, ma può colpire anche gli adulti. 
La sintomatologia tipica è caratterizzata da febbre, arrossamento alla gola, talvolta accompagnato da placche, ed esantema, costituito da piccolissimi puntini rossi in rilievo e molto vicini tra loro; la loro intensità, però, è minore. La durata è anch’essa ridotta e sono presenti sintomi aspecifici quali malessere, cefalea, astenia.
La modalità di contagio sono le stesse della scarlattina e la terapia è antibiotica, associata ad antipiretici nel caso di febbre, mentre non sono state descritte complicanze, essendo una malattia molto benigna a risoluzione spontanea.

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La quinta malattia

Il megaloeritema infettivo, detto anche “V malattia” (la classificazione numerica delle malattie esantematiche è la seguente: I malattia = morbillo, II malattia = scarlattina, III malattia = rosolia, IV malattia = scarlattinetta), è una malattia infettiva acuta caratterizzata dalla comparsa di un arrossamento maculo-papuloso al volto con aspetto “a farfalla” e agli arti con aspetto “a carta geografica”, che colpisce prevalentemente i bambini di età compresa tra 2 e 12 anni, spesso in forma epidemica, nei mesi tardo-invernali e primaverili. La malattia, benigna e a risoluzione spontanea, conferisce immunità permanente.

La quinta malattia è causata dall’infezione da parte di un piccolo virus simile a quello del morbillo, il Parvovirus B19.

Il tempo di incubazione non è ancora del tutto definito, oscillando da 5 a 15 giorni. In genere nel periodo che precede l’eruzione non sono presenti sintomi, ma il bambino può accusare talora disturbi aspecifici (febbre moderata, malessere, cefalea, astenia, rinofaringite). Poi compare l’eruzione alle guance, a chiazze rilevate rispetto alla cute circostante, che confluiscono alla radice del naso mentre la zona periorale e mentoniera resta indenne: il bambino assume quindi l’aspetto di un clown da circo, con un’unica grossa maculo-papula arrossata al volto (da cui il termine medico di megaloeritema), che in alcuni testi di pediatria è paragonata all'effetto di uno schiaffo sulle guance. La cute in quella zona è calda e indurita e il bambino può accusare sensazione di prurito.

Dopo 1-2 giorni l’eritema impallidisce ed inizia la seconda fase della malattia, con disseminazione di maculo-papule agli arti superiori, compresi il dorso delle mani, le cosce ed i glutei, risparmiando il tronco. Le macule tendono ad impallidire al centro, da cui l’aspetto a carta geografica, ed è comune l'ingrossamento dei linfonodi occipitali e retroauricolari. Lo sfogo cutaneo tende ad impallidire e riacerbarsi spontaneamente, e l’intero processo può arrivare anche alla durata di un mese, mentre generalmente si risolve in una decina di giorni.

Le complicazioni sono molto rare e consistono prevalentemente in poliartralgie, che colpiscono soprattutto i pochi adulti che contraggono l’infezione.

Non esiste una terapia specifica e si può adottare una terapia sintomatica solo nei pochi casi in cui il corredo sintomatologico è imponente: antipiretici, analgesici per la cefalea e le artralgie. Gli antibiotici sono inutili e potenzialmente dannosi, per cui devono assolutamente essere evitati.

La sesta malattia

È una malattia infettiva acuta tipica del lattante e del bambino piccolo, chiamata anche exanthema subitum o roseola infantum, caratterizzata da febbre elevata per la durata di 3 giorni, seguita da scomparsa della febbre e comparsa di un’eruzione maculosa o maculo-papulosa che dura solamente 12-24 ore.  

L’agente virale responsabile della malattia è un virus del gruppo Herpesvirus 6, la cui contagiosità è stata dimostrata mediante la trasmissione da malato a sano attraverso siero prelevato durante la malattia.

La contagiosità è scarsa, tant’è vero che non si sono mai verificate vere e proprie epidemie, come per le altre malattie esantematiche, se non piccole epidemie in comunità di lattanti (asili nido). La malattia compare più spesso in primavera ed in autunno, con una predilezione (90%) per i bimbi di 6-36 mesi. Eccezionalmente può colpire anche gli adulti. 

Il periodo di incubazione è difficile da stabilire dal momento che la malattia è poco contagiosa, ma è stato ipotizzato una durata di 7-14 giorni. L’esordio è improvviso, con febbre che raggiunge velocemente i 39°- 40°C e perdura tre giorni, con caduta per crisi (cioè improvvisamente) al quarto giorno. Il solito corredo di sintomi aspecifici può accompagnare la febbre: rinite, vomito, anoressia, agitazione, ingrossamento dei linfonodi occipitali e retroauricolari. Con la caduta della febbre compare l’eruzione, data da piccole macchie o maculo-papule di colorito roseo, non confluenti. L’inizio interessa il collo ed il dorso, estendendosi in poche ore a tutto il tronco e agli arti superiori; il volto e gli arti inferiori sono per lo più risparmiati. Dopo 1-2 giorni l’esantema scompare senza desquamazione.

Le complicanze sono molto rare, di natura neurologica: a parte le convulsioni febbrili nel momento dell’ipertermia, sono stati descritti quadri di meningismo, scomparsi spontaneamente senza reliquati.

Non esiste una terapia e vale quanto detto per la quinta malattia. Pur se la legge sanitaria non lo prevede, è opportuno che il lattante ammalato che frequenti un asilo-nido venga tenuto a casa fino a guarigione, per evitare la diffusione ai suoi coetanei.

Sindrome mani piedi bocca

È la malattia esantematica più recentemente catalogata, descritta nel 1957 in Nuova Zelanda, causata dall’infezione da parte di un virus appartenente alla famiglia dei Coxsackie o degli Enterovirus.

La contagiosità della malattia mani piedi bocca è elevata e nascono pertanto epidemie nei luoghi di affollamento di bambini (asili, scuole dell’infanzia, scuole primarie). Il virus si trasmette attraverso la tosse, le goccioline di saliva, le secrezioni nasali e le feci, per cui in ambiente caratterizzato da elevata presenza di bambini piccoli si comprende facilmente come la trasmissione sia elevata.

Il periodo di incubazione è di 3-7 giorni, dopo di che compare il caratteristico esantema: piccole papule e vescicole nella zona periorale, alle mani (dorso e palmo) e alle piante dei piedi. Dopo qualche giorno le lesioni guariscono con desquamazione senza lasciare alcuna cicatrice.

Non esiste alcuna terapia e vale quanto detto per la quinta malattia. In presenza di febbre si possono utilizzare antipiretici, mentre solo raramente è necessario ricorrere ad antistaminici per combattere il prurito.

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20/02/2017
02/12/2010
TAG: Pediatria | Bambini | Malattie infantili