Morbillo: sintomi, complicanze e terapie

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Medicina generale

Il morbillo è la più appariscente di tutte le malattie esantematiche infantili, in quanto caratterizzata da febbre molto elevata, tosse, congiuntivite, esantema ed eruzione mucosa (enantema).

Le cause del morbillo

Il morbillo è causato dall’infezione da parte di un paramyxovirus, che possiede un altissimo potere contagiante, pari quasi a quello della varicella (un convivente con un bambino ammalato di morbillo, se ancora non l’ha contratto, difficilmente sfugge al contagio), esercitato tramite contatto diretto prolungato ed inalazione delle goccioline microscopiche di saliva che vengono emesse dal malato durante i violenti accessi di tosse.

Epidemiologia

Nel 1963 è stata introdotta negli Stati Uniti la vaccinazione contro il morbillo: da quel momento la malattia ha presentato un’incidenza diminuita del 99%, anche se sono ancora comparse epidemie (nel 1971, 1976, 1986 e 1989). Prima della vaccinazione, praticamente tutti i bambini contraevano il morbillo in età pre-scolare, e tale situazione si verifica ancora nei paesi in via di sviluppo e nei paesi che non hanno attuato una politica sanitaria così rigorosa come gli USA.

I benefici del vaccino sono indubitabili, primo tra tutti la riduzione dei decessi di circa il 75%, nonostante ogni anno si verifichino ancora adesso nel mondo circa 20 milioni di casi di morbillo. Per chiarire l’importanza della vaccinazione, basti ricordare che nel 1980 i morti da morbillo sono stati 2.6 milioni; nel 2013 solamente 96.000, quasi tutti di età inferiore ai 5 anni. La mortalità del morbillo riguarda circa lo 0.2% dei contagiati.

Segni e sintomi del morbillo

Il tempo di incubazione è di 11 giorni, dopo di che compaiono i primi sintomi: febbre elevata, sensazione di malessere, cefalea. In poche ore il malato accusa fotofobia e congiuntivite, quest’ultima soprattutto a carico delle palpebre. Contemporaneamente iniziano i segni tipici del raffreddore: starnuti, tosse produttiva e ipersecrezione nasale. A questo stadio della malattia, che dura fino a 4 giorni, compare un enantema tipico ed esclusivo del morbillo: la presenza di macchioline biancastre sulla mucosa della guancia, a livello del I molare superiore. Si tratta del segno di Köplik, patognomonico, che precede l’eruzione cutanea di un giorno e dura fino a 2 giorni dopo la comparsa dell’esantema. Raramente, le macchioline di Köplik possono essere rilevate anche sulla mucosa palpebrale e su quella vaginale. 

L’eruzione inizia dietro le orecchie o sulla faccia e sul collo, dapprima come eritema maculare, per poi diffondersi rapidamente al tronco ed agli arti. Mani e piedi possono essere risparmiati e lo sfogo rapidamente si trasforma da maculare in papulare, con tendenza alla confluenza, assumendo un colore rosso più intenso. La pressione sulle macchie con un vetro di occhiale non ne provoca l’impallidimento, come invece accade nell’eruzione di natura allergica.

morbillo

Dopo mediamente 5 giorni, la manifestazione cutanea scompare seguendo lo stesso ordine cranio-caudale della comparsa, lasciando spesso una finissima desquamazione cutanea che non coinvolge mai mani e piedi.

La febbre è sempre molto alta (40°C - 41°C) e può durare anche 6 giorni, accompagnata da tosse umida e dal reperto ascoltatorio tipico di una bronchite: segni che possono persistere per giorni anche dopo la fine dello stadio febbrile.

Una linfoadenite generalizzata è comune, come in molte malattie infettive febbrili, mentre nell’adulto possono essere presenti nausea e vomito.

Complicanze del morbillo

Costituiscono il pericolo, talora grave, e sono annunciate dalla persistenza della febbre oltre il sesto giorno. Le due complicanze più frequenti sono l’otite media e la polmonite, anche se l’evenienza più drammatica è costituita dall’insorgenza di un’encefalite demielinizzante, che si può manifestare fino a 14 giorni dopo l’inizio della malattia. I sintomi sono drammatici: ricompare la febbre che era scomparsa, insorge cefalea intensa, vomito e rigidità nucale. A breve si manifestano convulsioni e stato soporoso. Nel 10% dei pazienti il decesso è inevitabile e oltre il 50% dei sopravvissuti presentano sequele permanenti neurologiche di gravità variabile.

Decorso della malattia

Il morbillo, se non avvengono complicazioni, è una malattia che presenta guarigione spontanea. I casi fatali sono quasi sempre il risultato di una polmonite da sovrainfezione batterica negli adulti o nei bambini al di sotto dell’anno di vita. Negli anziani una causa di morte è l’insufficienza cardiaca congestizia, mentre la prognosi è particolarmente grave nei pazienti immunodepressi. Fortunatamente l’uso di antibiotici riesce a diminuire drasticamente i casi mortali, ma occorre notare che il ricorso agli antibiotici non ha alcuna efficacia preventiva.

Cura e terapia del morbillo

Non esiste una terapia specifica e il cardine dell’assistenza si basa sulla terapia sintomatica: riposo a letto, codeina contro la tosse e le mialgie, antipiretici, assunzione abbondante di liquidi. La luce intensa non danneggia l’apparato visivo, ma può recare sollievo ai pazienti affetti da fotofobia importante (ecco il motivo per cui, a livello popolare, si mettevano le tende rosse alle finestre: riducendo la luminosità della stanza con pesanti tendaggi il malato aveva indubbiamente un sollievo; che poi le tende fossero rosse o verdi o nere era assolutamente ininfluente).

Gli antibiotici, come detto, non hanno alcun effetto preventivo, per cui il loro uso nel morbillo non complicato è assolutamente da evitare.

Come prevenire il morbillo

A parte l’evitare il contatto con ammalati, l’unica forma possibile di prevenzione è data dalla somministrazione del vaccino MPRV, a base del virus vivo attenuato, che produce immunità tramite infezione. L’efficacia protettiva è del 98%-99% ed è opportuna una seconda dose di rinforzo (prima che venisse consigliata la seconda dose i casi di insuccesso dell’immunizzazione erano molto più frequenti). Come per tutti i vaccini, l’insorgenza e la durata dell’immunizzazione che ne deriva possono essere differenti in base a numerosi fattori, tra cui l’età della somministrazione, la mancanza del richiamo, la presenza di un deficit immunitario, l’uso di farmaci che ostacolano l’immunità, l’uso di un vaccino ucciso anziché uno vivo.

Le controindicazioni alla vaccinazione sono date da gravidanza, deficit immunitario, leucemia, tumori maligni sistemici, tubercolosi in fase attiva, uso di farmaci che diminuiscono l’immunità (cortisonici, antimetaboliti).

Un ultimo aspetto riguardante il vaccino: la sua sicurezza. A parte l’allarmismo creato da ignoranza o interessi commerciali, occorre precisare che il vaccino a base di virus vivo crea, di fatto, la malattia che deve prevenire, ovviamente in forma molto attenuata. È però comune l’insorgenza di febbre e in qualche caso di rash cutaneo dopo la vaccinazione. Questo fenomeno non deve essere interpretato come un “danno” del vaccino, ma semplicemente come una dimostrazione della sua efficacia nell’indurre la formazione anticorpale.
Per quanto riguarda la pericolosità per la vita che da qualche pseudoscienziato è stata ipotizzata, è sufficiente ricordare un dato numerico che pone fine al problema: il vaccino può causare un decesso su 1.000.000 di vaccinati; il morbillo causa un decesso su 1.000-2.000 ammalati.

 

Per approfondire guarda anche: “Morbillo“

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