Come ridurre i rischi del Papilloma Virus

come ridurre i rischi del papilloma virus
gosalute walter gianno avatarWalter Giannò Giornalista esperto in salute e benessere

Il Papilloma Virus (HPV) è un’infezione virale - la più frequente - che si trasmette tra le persone attraverso il contatto pelle a pelle. La causa principale di contagio, infatti, avviene tramite un rapporto sessuale diretto (vaginale o anale) o orale (in rari casi, invece, una madre infetta può contagiare il proprio bambino).

I papilloma virus, nel dettaglio, sono piccoli virus a DNA e, ad oggi, ne sono stati identificati oltre 100 tipi che infettano l’uomo e, tra questi, circa 40 sono risultati associati a patologie del tratto ano-genitale, sia benigne che maligne.
Ecco perché gli HPV si dividono in due tipi:

  • A basso rischio (non-oncogeni): causano lesioni genitali benigne a basso rischio di trasformazione maligna;
  • Ad alto rischio (oncogeni): causano lesioni genitali ad alto rischio di trasformazione maligna.

Nella maggioranza dei casi, l’HPV va via da sé, non dando alcun segno o sintomo: ciò significa che le persone infette, in maniera inconsapevole, ne hanno potenzialmente contagiate altre. Solo in poche situazioni, invece, il virus resta dov’è e, di conseguenza, può causare gravi problemi alla salute, ad esempio attraverso la comparsa di verruche su genitali e gola o, ancora peggio, lo sviluppo di tumori, come quello cervicale (in Italia ne vengono diagnosticati 3.500 all’anno) o orofaringeo.
Le verruche, per intenderci, di solito appaiono come una protuberanza piccola o grande, sollevata o piatta, o a forma di cavolfiore.

In relazione al cancro, invece, doveroso rimarcare che quello causato dall’HPV spesso non mostra sintomi fino a quando non raggiunge un livello di crescita significativo (anche dopo decenni).

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Nella maggior parte dei casi il Papilloma virus non ha sintomi evidenti e specifici. L'HPV test ne verifica la presenza.

I test

Ecco perché è fondamentale la diagnosi attraverso la somministrazione di test. La prima raccomandazione per le donne, quindi, è di eseguire un Pap-test già all’età di 21 anni, così da scongiurare o identificare la presenza di cellule anomale che possano dare luogo al cancro cervicale o ad altri problemi correlati al papillomavirus. Mentre, alle donne che hanno un’età compresa dai 30 ai 64 anni  si consiglia di sottoporsi a screening ogni cinque anni.

A tal proposito, si ricorda che il pap test è uno screening citologico cervicale che consente di identificare le lesioni precancerose e di intervenire prima che evolvano in carcinoma. Si stima, inoltre, che il pap test eseguito a intervalli regolari di 3-5 anni riduca il rischio di sviluppare un tumore cervicale invasivo di almeno il 70%.

Oltre al pap-test, poi, oggi si può ricorrere anche all’HPV test che ha lo scopo di ricercare il DNA di HPV ad altro rischio oncogeno (da sottolineare che il test HPV è disponibile solo per la diagnosi nelle donne, mentre manca uno strumento simile per gli uomini e, in futuro, sostituirà nelle donne adulte il Pap-test).

Chi rischia

Chiunque pratichi rapporti sessuali può essere a rischio di contagio: è, infatti, impossibile sapere anzitempo chi sia soggetto a problemi legati al virus, pur se è evidente che i soggetti a maggiore rischio sono quelli con un sistema immunitario più debole.

In funzione di ciò, il primo modo per prevenire l’HPV è utilizzare il preservativo in lattice durante i rapporti sessuali (magari da evitare quelli con partner occasionali).

Anche se - giusto sottolinearlo - è possibile contrarre il virus pure senza penetrazione, pertanto l’uso del preservativo, sebbene riduca il rischio di infezione, non lo elimina totalmente dal momento che l'HPV può infettare anche la cute non protetta dal profilattico.

Il vaccino

Altro modo per fermare il virus è il vaccino anti-HPV, consigliato già ai ragazzi e alle ragazze che hanno compiuto 11 o 12 anni, dal momento che è proprio in questa fascia che è stato riscontrato il massimo beneficio. La somministrazione del vaccino prima dell'inizio dei rapporti sessuali è, infatti, particolarmente vantaggiosa perché induce un'efficace protezione prima di un eventuale contagio con il virus HPV, che si acquisisce di norma subito dopo l'inizio dell'attività sessuale, e perché la risposta del nostro sistema di difese (sistema immunitario) in questa fascia di età è maggiore di quella osservata nelle ragazze e nelle donne in altre fasce di età.

Al momento, sono disponibili due vaccini preventivi contro l’HPV: l’uno quadrivalente e l’altro bivalente, autorizzati in Europa, rispettivamente, nel 2006 e nel 2007, ambedue indicati contro le lesioni genitali precancerose della cervice uterina, della vulva e della vagina, e del cancro della cervice uterina.

Entrambi i vaccini assicurano una protezione molto elevate (90% - 100%) e sono sicuri: si segnalano solo effetti collaterali di lieve entità (dolore, rigonfiamento e rossore al braccio in cui è stato somministrato il vaccino, mal di testa e febbre bassa).
In Italia, si ricorda, a vaccinazione è offerta attivamente e gratuitamente alle ragazze nel dodicesimo anno di vita dal 2007, con un’adesione di circa il 70%.

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Per approfondire guarda anche: “Papilloma Virus: i sintomi“

01/03/2017
07/06/2016