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21-06-2006

Circa 10 anni fa ho iniziato una terapia contro

Circa 10 anni fa ho iniziato una terapia contro l'ipertensione, iniziando con farmaci leggeri (zestril), fino ad arrivare ad oggi ad assumere diversi farmaci quali: Coaprovel 300 una compressa al mattino, cardura da 2mg una cp al mattino, concor 10 una cp al mattino, cardiospirina una cp dopo il pranzo (con protezione per lo stomaco una cp ogni due o tre giorni), e per finire la sera una cp di norvasc 10 che assumo regolarmente da settembre 2005, (scoprendo proprio in questi giorni un arrossamento agli arti inferiori e un leggero gonfiore ). Da circa due anni al cambio di stagione tra l'estate e l'inverno ho avuto un rialzo della pressione con conseguente aumento del dosaggio dei farmaci, e degli effetti collaterali che essi producono. Le cause della mia ipertensione sono da ricercare forse a motivi legati al mio stato emotivo, stress, da lavoro ed ereditarietà ed anche al sovrappeso che ho raggiunto negli ultimi anni (sono alto 1,72 e peso circa 97 kg). Ad oggi la mia pressione è regolare e tutti gli esami fatti in questi anni hanno dato sempre esito negativo (eco doppler alle carotidi, elettrocardiogramma, anche da sforzo, visite cardiologiche, analisi ect ect). Da due anni pratico come sport la corsa in bici a livello amatoriale due o tre volte la settimana x due ore al giorno, praticando anche una dieta il più possibile povera di grassi e iposodica. La mia domanda è questa; sto assumendo forse troppi farmaci? Sarà possibile in un futuro più o meno prossimo ridurre i dosaggi? A che cosa vado incontro col passare degli anni, dato che io e il mio suocero usiamo gli stessi farmaci? Grazie
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Il fatto che i Suoi valori di pressione sono di solito regolari (ad eccezione dei cambi di stagione) e che gli esami eseguiti sono negativi è la prova dell’efficacia del trattamento antiipertensivo che sta praticando. Certamente nel tempo sulla base dei valori dei pressione e degli eventuali effetti collaterali si possono effettuare modificazioni nella terapia. Si può anche provare a ridurre qualcosa, specie nei mesi estivi, a patto che i valori non superino i 140/90 mmHg. Certamente se lei scendesse di peso potrebbe anche fare a meno di qualche farmaco. Non vedo problemi nel fatto che assuma gli stessi farmaci di suo suocero. Il trattamento antiipertensivo nel tempo ridurrà, ma non può eliminare, la probabilità di andare incontro ad un problema cardiovascolare.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato respiratorio | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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