09-02-2006

Dottore, le scrivo per chiederle un consiglio sul

Dottore, le scrivo per chiederle un consiglio sul caso si mio padre. 83 anni Portatore di pace maker bicamerale ed affetto di diversi anni di Insufficienza renale di grado medio/grave (creatinina 2,8-azonetima oltre 100) che tiene sotto controllo solo con dieta aproteica. Da diversi anni gli è stato riscontrato un'Aneurisma dell'aorta sottorenale inizialmente di 4,7 cm, ma in fase di un ultimo ricovero del dicembre scorso sembra essersi esteso a quasi 8 cm. I medici da noi sentiti si sono dimostrati scettici sulla possibilità di operazione anche solo endovascolare date le condizioni generali e soprattutto renali. Cosa fare, c'è qualche centro in Italia che operi in questo campo con tecniche a basso rischio per il paziente? Vi ringrazio per ogni consiglio mi vorrete dare. Distinti saluti.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Il problema del suo babbo è di certo delicato: l’indicazione all’intervento per un’aneurisma dell’aorta addominale delle dimensioni da lei citate è certo soprattutto tenendo conto dell’evoluzione della situazione nel tempo. Non posso addentrarmi in valutazioni più precise, in quanto sarebbe necessario avere un quadro ben delineato della anatomia della malformazione: di certo età e situazione renale sono fattori di rischio non indifferenti se pur non rappresentano una controindicazione assoluta all’intervento: in ogni caso non esistono centri in cui la procedura possa venire eseguita a “basso rischio”. In ogni modo il posizionamento di un’endoprotesi (intervento meno invasivo) non è sempre possibile (dipende dalle caratteristiche anatomiche della malformazione) e nel caso specifico di suo padre è controindicato perché richiede l’uso di mezzo di contrasto che è nefrotossico e che peggiora significativamente l’insufficienza renale. Bisogna quindi ricorrere all’intervento chirurgico che con una buona assistenza anestesiologica e perioperatoria può avere dei rischi accettabili: d’altra parte il rischio che corre suo padre è che l’aneurisma si rompa e in quelle condizioni la mortalità dell’intervento può arrivare anche al 40%.