Nell'ottobre 2009 sono stato licenziato per assenze ingiustificate, ritardi ed omesse timbrature effettuate a fine 2008 e nel corso del 2009. In sede di mia audizione (avvenuta mentre ero in malattia), prima che mi venisse irrogata la sanzione, avevo detto di essere seguito da uno psicoterapeuta ed avevo allegato un paio di certificazioni mediche... Leggi di più (mio medico curante con diagnosi ansia e sindrome depressiva e Pronto Soccorso/visita psichiatrica/ansia). Nonostante ciò sono stato appunto licenziato. Da documentazione medica in mio possesso (certificati, visite, relazioni, test) risulta che nel 1997, causa disturbo dell'adattamento all'ambiente militare, sono stato riformato dal servizio di leva, che soffro di disturbi depressivi e d'ansia sin dall'anno 2000, a fine 2009 e nel 2010 (dopo il licenziamento) mi sono state riscontrate (da psichiatri e da un medico legale ai quali mi sono rivolto) "depressione maggiore ricorrente e disturbo bipolare di tipo II sulla base di disturbo di personalità nas e dell'adattamento", da una perizia psichiatrica effettuatami nel maggio 2012 è stato riscontrato un "disturbo narcisistico di personalità". Ho fatto una causa di lavoro (ricorso). Il Giudice ha richiesto una CTU psichiatrica. Lo psichiatra nominato ha depositato nel maggio 2012 relazione con la quale ha concluso che nel periodo delle assenze soffrivo di "disturbo di personalità nas con prevalenti tratti narcisistici e di disturbo dell'adattamento" e che tali patologie "possono spiegare e far comprendere la ridotta capacità di critica e le condotte che ho avuto in quel periodo". Entrambi i CTP sono risultati d'accordo con le conclusioni del CTU. Nonostante questo ho perso la causa perché, dalle motivazioni della sentenza, il Giudice ha sostanzialmente detto che, nonostante il datore di lavoro fosse a conoscenza, ancorché in modo generico, delle mie condizioni di salute nel 2009 (considerati i primi certificati da me prodotti in sede di audizione prima del licenziamento), la CTU non ha accertato che i sopra citati disturbi abbiano generato, indotto, causato i miei comportamenti del tempo (assenze da lavoro) ma li "possono spiegare e far comprendere" come appunto dice la CTU e che pertanto ero libero di autodeterminarmi e che con uno sforzo del volere avrei potuto e dovuto evitare perlomeno la maggior parte delle assenze. Queste in sostanza le motivazioni del rigetto del ricorso. Volevo con la presente chiedere un illustre Vostro parere in merito. Ringrazio sentitamente e in attesa di riscontro porgo distinti saluti.