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10-04-2006

Egr. dottore la paziente è affetta da diabete

Egr. dottore la paziente è affetta da diabete mellito, e su consiglio del diabetologo si è sottoposta ad una TOMOSCINTIGRAFIA MIOCARDICA DOPO SFORZO E A RIPOSO (SPET). sulla diagnosi noto un disaccordo tra due cardiologi interpellati, le sarei grato di spiegarmi il referto, e le dovute indicazioni terapeutiche da seguire in merito all'esame in questione: TOMOSCINTIGRAFIA MIOCARDICA DOPO SFORZO E A RIPOSO (SPET) con Tc99m-tetrofosmina 269+888 MBq cod. 92.09.2
la paziente è stata sottoposta a test da sforzo al tappeto rotante. All'apice dello sforzo è stato iniettato il radioisotopo. le immagini sono state acquisite secondo il protocollo stress/rest. E' stata usata tecnica SPET con ricostruzione delle immagini secondo l'asse lungo verticale, orizzontale e l'asse corto. Si è eseguita successivamente la ricostruzione finale secondo il diagramma polare di Bullseye. rilevazione dopo stress: deficit di perfusione di lieve entità a livello del segmento basale del setto. rilevazioni a riposo: nelle immagini a riposo si osserva una buona perfusione delle pareti deficitarie dopo sforzo. CONCLUSIONI: ischemia del segmento basale del setto. ANGIOCARDIOSCINTIGRAFIA ALL'EQUILIBRIO cod. 92.05.4 con Tc 99m Tetrosmina 296+888 MBq l'esame e stato eseguito all'equilibrio con tecnica Gated-spet stress-rest. la funzionalità ventricolare di sinistra appare nei limiti della norma: parametri cardiaci a riposo. volume, 29 ml EDV: 59 ml ESV: 59 ml ESV: 25 ml Frazione d'eiezione stress: 57% le immagini di cinetica parietale non mostrano alterazioni della cinesi di parete. sicuro di un vs. assenso, anticipatamente ringrazio. michele.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
L’esame (SPECT) ha evidenziato una piccola zona di ischemia inducibile (cioè, che si determina solo durante sforzo e che non è presente a riposo) a carico del setto interventricolare, che è una delle pareti del cuore. Se la paziente non ha disturbi tipo dolore toracico, credo che sia indicato solo proseguire con la terapia medica, ricontrollando questo esame (o un suo equivalente, ad esempio un ecocardiogramma da stress farmacologico) nel tempo; il consiglio è però quello di affidarsi a un bravo cardiologo, perché il paziente diabetico, essendo ad alto rischio cardiovascolare globale per definizione, ha spesso bisogno di assumere delle terapie cardiologiche (ad esempio, i farmaci anticolesterolo, o i farmaci per la pressione) anche se non accusa alcun disturbo.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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