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20-01-2014

infezioni e farmaci biologici valutazione

Sono sottoposta a terapia con farmaco biologico, influximab - ogni 8 settimane -perché affetta da spondilite anchilosante, con prima crisi acuta nel novembre 2007. Diagnosticata nel maggio 2008, ho iniziato la terapia subito dopo. In quest'ultimo anno ho sofferto di influenze più lunghe ed anche adesso ho un'otite acuta che, dopo 6 giorni di antibiotico e cortisone, ancora non passa. È possibile che la terapia con un biologico, comunque immunosoppressore, modifichi a lungo andare la risposta del sistema immunitario? In ogni caso, ritengo davvero utile l'utilizzo del biologico, almeno nel mio caso, però mi chiedevo se non ci siano nuove tecniche di utilizzo del biologico. Grazie per l'attenzione.
Risposta di:
Dr. Gianfranco Ciboddo
Specialista in Medicina interna e Reumatologia
Risposta

L' infliximab è un farmaco che blocca una molecola il TNF resposabile di gran parte dell' infiammazione nella spondilite anchilosante. E' molto efficace, ma è un potente immunosoppressore: ciò spiega la maggiore incidenza di infezione della paziente. Non mi sembra che le infezioni della paziente siano particolarmente gravi e penso che valga la pena di proseguire la terapia, facendo attenzione alla diagnosi precoce di malattie infettive intercorrenti.

Anche gli altri farmaci biologici sono soggetti allo stesso problema

TAG: Medicina interna | Reumatologia
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