Salve ho fatto i turni per 8 anni, tra cui il lavoro nottuno fino al 2011 (1 settimana 6:00-14:00 1 sett. 14:00-22:00 ed 1 sett. 22:00-6:00 a rotazione). Nonostante abbia riferito al medico competente aziendale, per ben 2 anni di fila, che non riuscivo a dormire proprio più, non più di 3-4 ore indipendentemente dal turno e week end compresi, per quest'ultimo era tutto nella norma. Finché nel 2011 dopo un crollo psicofisico fui costretto ad andare in cura dallo psichiatra della mia struttura sanitaria locale, che mi diagnosticò una depressione maggiore a causa di insonnia cronica, stato ansioso, agorafobia con attacchi di panico ed un probabile "disturbo da disadattamento sul lavoro" . Fui seguito per quasi un anno con antidepressivi (entact), zolpidem ed occasionalmente xanax. Così finalmente il medico competente dal 2011 mi esentò dal turno notturno. Il problema è che la depressione è stata curata, ma l'insonnia cronica è rimasta; mi fecero capire che sarebbe stato utile rivolgersi ad un centro disturbi per il sonno, ma preferii gestirmi il sonnifero, tanto che dal 2011 il mio medico condotto ancora mi prescrive zolpidem ed occasionalmente lo xanax (che prendo a bisogno molto raramente).Quest'anno (a detta sua non è più necessaria) il medico competente aziendale decide di togliermi l'esenzione dal turno notturno! Nonostante io sia ormai "dipendente" dal sonnifero per dormire (tra l'altro non è più neanche efficace come i primi anni che lo prendevo) ed assuma a bisogno xanax (con prescrizione del mio medico), vi chiedo ma non è strano che il medico del lavoro mi ritenga idoneo al lavoro notturno?! E se mi ritrovassi ancora, a causa del lavoro notturno, con un ulteriore aggravamento di questo mio maledetto problema nel dormire, tanto da dover tornare in psichiatria oppure a farmi ricoverare da un centro per problemi del sonno, il medico competente ne sarebbe responsabile, considerando che la documentazione dei miei problemi e prescrizioni la conosce? Spero di essere stato chiaro nell'esporre il problema.