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Esperto Risponde

Mi hanno diagnosticato a seguito di esame

Mi hanno diagnosticato a seguito di esame ecocardiografico transesofageo con tecnica multiplanare: Aneurisma del setto interatriale associato a FOP con shunt dx-sx durante manovra di Valsalva. Ectasia del seno coronarico sn. Aorta ascendente ai limiti superiori della norma. Arco Aortico nei limiti. Valvola aortica tricuspide. Calcificazione nodulare della cuspide posteriore. Volevo un parere se occorre intervenire con intervento chirurgico se si si deve intervenire subito? e quali sono i migliori centri per tali interventi?, vi sono delle cure alternative, ed a quali rischi vado incontro, sono molto preoccupata vi ringrazio anticipatamente attendo con Ansia la vostra risposta.
Risposta del medico
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E’ difficile esprimere un parere definitivo sui dati che mi riferisce. Certamente vi è la presenza di un aneurisma del setto interatriale (cioè una sua abnorme estroflessione verso l’atrio di destra) dove il rallentato flusso cardiaco potrebbe dare origine alla formazione di coaguli ematici e di successivi emboli per loro distacco. Ciò dipende comunque dalle dimensioni dell’aneurisma e può comunque essere fatta una profilassi con un antiaggregante o un anticoagulante. L’aneurisma del setto sembrerebbe poi lasciare una comunicazione tra i due atri che potrebbe dare un’indicazione ad una correzione chirurgica se la comunicazione fosse estesa per impedire il crearsi di un’ipertensione polmonare. In realtà mi sembra che tale comunicazione non sia rilevante visto che la sua evidenziazione è consentita soltanto dall’effettuazione di una particolare manovra provocativa e che sembrerebbe quindi irrilevante in normali condizioni. Vi sono poi due reperti anomali a carico dell’aorta (l’ectasia del seno coronario ed una calcificazione nodulare di una cuspide valvolare aortica) che, del tutto indipendenti dall’aneurisma del setto interatriale, non mi sembrano provocare particolari problemi (in particolare una difficoltosa meccanica nella chiusura della valvola aortica che non viene da Lei riferita nel referto e che quindi penso non esistere). Complessivamente quindi adotterei una strategia attendistica, controllando nel tempo il quadro ecocardiografico e concordando con chi la segue l’eventuale utilità di una terapia antiaggregante o anticoagulante.
Risposto il: 30 Novembre 2004