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20-09-2007

Opportunità di reintervento


Gentile Dottore,
le scrivo nella speranza che possa ricevere un consiglio circa la mia
condizione di salute. Espongo come è scritto sui miei referti ospedalieri.
Nel giugno del 2005 ho subito il seguente intervento chirurgico:
"Colioscopia operativa- adesiolisi. Salpingovariolisi e salpingostomia
destra. Cromatosalpingoscopia: tuba sinistra pervia; tuba destra
parzialmente libera". Nel settembre del 2006 ho subito il seguente
intervento chirurgico: "Isteroscopia operativa: Resezione polipo
endometriale e di mucosa ispessita. Celioscopia operativa: Adesiolisi.
Salpingectomia destra. Salpingocromoscopia: tuba sinistra pervia". La
diagnosi di dimissioni è stata: Raccolta sacata del peritoneo parietale
pelvico della fossa iliaca destra del diametro 10 cm. Sactosalpinge destro
delle dimensioni 12x3 cm. Aderenze dell'annesso sinistro al peritoneo
parietale pelvico. Aderenze pelviche peritoneali diffuse. Polipo
endometriale del diametro cm 1". Diversamente dalla precedente, in questa
seconda operazione mi è stata asportata la tuba destra. Ora, a seguito di
ecografia pelvica, è stata individuata,"in fossa iliaca destra, in parte in
posizione retrouterina, una immagine anecogena con echi centrali di cm
6,57x4,69", per cui, a detta della mia ginecologa, dovrò operarmi una terza
volta. Questa notizia mi ha gettata nello sconforto. Non voglio sostenere
una terza operazione in tre anni. Ma, infine, quale è il mio male? E perchè non riesco a debellarlo, nonostante le cure antibiotiche?
Mi scuso per la lunghezza del mio scritto e confido in una veloce risposta.
Cordiali saluti,
Grazyna Czogala, 37 anni
grazyna_cz@yahoo.it

Filippo Dall'Orto
Risposta di:
Filippo Dall'Orto
Risposta
Gentile signora, ci scusiamo per il ritardo nella risposta, purtroppo imputabile a problemi tecnici. Penso le sia stato spigato che il suo problema è stato evidentemente un'infezione delle tube e quindi della pelvi, che ha provocato da un lato l'occlusione della tuba di destra e la sua dilatazione per la formazione di una raccolta intratubarica di liquido o pus, dall'altro la formazione di aderenze diffuse. Il fatto che la tuba residua sia pervia, non vuol dire purtroppo necessariamente che essa sia funzionante, e questo può essere importante se lei è desiderosa di avere una gravidanza. A questo proposito, considerando la sua età, andrebbe valutata l'opportunità di ricorrere alla fecondazione assistita. Ri guardo alla formazione anecogena che le è stata ora riscontrata a destra, se non è pertinente all'ovaio, è verosimile che possa trattarsi di un sierocele e cioè di una raccolta di liquido delimitata da aderenze peritoneali, visto che queste, nonostante siano state lisate nei precedenti interventi, possono comunqe facilmente riformarsi. Se così fosse e lei non dovesse essere sintomatica (cioè non dovesse avere alcun disturbo), l'ulteriore intervento potrebbe essere evitato. Anche qualora dovesse trattarsi di una formazione di pertinenza ovarica, andrebbe esclusa la natura funzionale della stessa. Una cisti funzionale, infatti, può anche scomparire da sola con i cicli mestruali successivi oppure effettuando per qualche tempo una terapia medica ovarostatica con estroprogestinici. Risposta a cura del Dott. Francesco Guida, Dirigente Medico U.O.C. Ginecologia e Ostetricia A.O.R.N. "A. Cardarelli" - Napoli
TAG: Ginecologia e ostetricia | Organi Sessuali | Salute femminile
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