19-07-2006

Salve, scrivo perchè si è verificata una

Salve, scrivo perchè si è verificata una situazione incresciosa che pone me e mia madre di fronte a un bivio in merito alla terapia da seguire. Mia madre (Età: 53) soffre di crisi d'ansia molto forti, sebbene rare, da molti anni e solo adesso che si stanno verificando più di frequente abbiamo preso l'iniziativa di consultare un neurologo. Prima di accedere al primo incontro ho pensato di richiedere la prescrizione delle analisi di base al medico di famiglia siccome mia madre negli anni ha acquisito una dipendenza da alchool (intesa come vino in dose non sueriore al bicchiere e 1/4 al giorno a suo dire) forse dovuta a mio avviso anche come conseguenze di uno stato depressivo non curato. Poichè anni fa ha dovuto seguire terapie disintossicanti perchè i valori del fegato erano molto alterati il medico di famiglia ha pensato anche ad una ecografia dell'addome. I risultati ricevuti prima dell'incontro con il neurologo hanno mostrato una situazione epatica molto grave (segnalata ovviamente del medico di famiglia): Ferritina 720 ng/mL; Transaminasi GOT 244 U/L, GPT 165 U/L; Bilirubina totale 1,37 ng/dL(diretta 0,46; indiretta 0,91); GAMMA GT 345 U/L. dalla ecografia lieve ingrossamento del fegato nei limiti dei margini regolari ed una iperecogenicità steatosica. Ovviamente il medico curante ha subito provveduto alla prescrizione di una terapia disintossicante con flebo costituite da: soluzione al glucosio 5%; 2 fiale di TAD; Liponorm compressa. Successivamente ci siamo recati dal neurologo consigliato da un amico di famiglia. Abbiamo spiegato la situazione epatica e segnalato il fatto che mia madre ha ripreso da 4 mesi circa a bere di nuovo la dose di cui sopra di vino, durante l'incontro abbiamo lasciato che mamma si aprisse e stabilisse un contatto con il neurologo al quale ha spiegato le motivazioni che la inducono a tale gesto. Il neurologo valutata la gravità della situazione epatica ma credo cosciente della confessione di mamma ha integrato la terapia disintossicante del medico curante con lievi antidepressivi che a suo dire contribuiscono ad evitare le crisi ad aiutarla in questa fase depressiva che sta attraversando e ad evitare che ricaschi alla tentazione del vino. La cura data dal neurologo è la seguente: sostituzione della pillola della pressione a causa di una massima troppo elevata (70-170) quindi da NORVASC a PRELECTAL Forte; flebo con soluzione fiseologica con 2 fiale di TAD + 1 fiala di EPARGRISEOVIT; CITALOPRAM gocce 5 alle 18 di igni giorno per una settimana e 10 alla settimana successiva; BROMAZEPAM gocce 15 a sera; BYODINORAL 300; esclusione di Liponorm. Premesso che il neurologo ci ha fatto una buona impressione e ci ha anche dato dell'ottimismo asserendo che con molta probabilità nel giro di 15 gg se la terapia fosse seguita bene si sarebbe apprezzato un rientro dei valori, ci siamo recati dal medico di famiglia. Il quale senza mezzi termini si è opposto alla terapia del neurologo dalla soluzione fiseologica a cui lui preferisce quella al glucosio fino al byodinoral. A solamente assecondato in merito al CITALOPRAM e al BROMAZEPAM ma con grande perplessità. Io ovviamente mi sono lasciato condizionare anche se devo dire che il medico di famiglia non lo stimo molto per una serie di motivi ed anche perchè ha indotto mia madre per i suoi modi a non aprirsi per nulla durante le visite intimorita dalla sua reazione o dal suo umore. A ogni modo mi sono lasciato condizionare e sebbene ora sarei più propenso, avendo valutato molte delle indicazioni trovate on-line, a seguire la teapia del neurologo non nascondo che non riesco ad impormi perchè un margine di dubbio ce l'ho. Ecco la motivazione per cui vi scrivo vorrei un parere da un epatologo in merito alla bontà della terapia che vi ho segnalato, ma prenotare una visita da un altro specialista credo che confonderebbe ancora di più le cose... Grazie.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Il nostro giudizio clinico in merito al caso che descrive è solo di tipo generico in quanto il nostro intervento, ovviamente limitato e parziale, non può sostituirsi a quello del medico curante e dello specialista neurologo. Fatte queste premesse, ci sentiamo di essere in accordo con il neurologo nel ritenere utile, se non indispensabile, utilizzare farmaci antidepressivi ed ansiolitici in una situazione in cui, verosimilmente, l’aspetto psichico è di fondamentale importanza nel tentativo di sospensione dalla assunzione di bevande alcoliche. Infatti è possibile che si sia instaurata una sorta di dipendenza dall’alcol che potrebbe risultarte difficile da eliminare senza alcun aiuto esterno.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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