10-12-2003

Salve,sono stata milano il 31/05 c.a. al convegno

Salve,sono stata Milano il 31/05 c.a. al convegno sulla Sindrome di Marfan. E' stato interessantissimo, e avevo chiesto che rischi avrei corso se fossi voluta restare incinta.Mi hanno risposto oltre ai rischi, che prima di affrontare una gravidanza, avrei dovuto essere operata, per poter rinforzare l'aorta, che è dilata a 40mm.Volevo gentilmente delle informazioni più dettagliate al riguardo, se era possibile.Dopo quanto potrei affrontare la gravidanza e se correrei ancora rischi?E che rischi si corrono durante l'operazione?Vi ringrazio se mi rispondete, è un argomento che mi sta molto a Cuore...(non è un gioco di parole )
Roberta
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Grazie per averci contattati. Mi ricordo del colloquio avuto il 31.05 e La risento con piacere. Affrontare una gravidanza rappresenta una delle situazioni più belle che si conoscano ma è necessario farlo in modo consapevole. Per questo, se la futura mamma è portatrice di sindrome di Marfan è opportuno considerare che esiste un rischio correlato alla dilatazione aortica. Se questa è inferiore ai 40 mm, si considera univocamente che la gradidanza può essere affrontata bene, pur programmando un controllo ecocardiografico mensile a partire dalla sesta settimana di gestazione e mantenendo una terapia betabloccante (che non influisce sul feto in senso teratogeno o sullo sviluppo e sul parto). Se la dilatazione aortica è maggiore di 40 mm, poichè il rischio di dissecazione è reale in corso di gravidanza, si consiglia di provvedere prima con l'intervento cardiochirurgico. E' importantissimo, valutare direttamente la situazione aortica per definire il tipo di intervento fattibile (risparmio della valvola aortica nativa o impianto anche di una protesi valvolare?) perchè nel caso in cui sia possibile conservare la valvola nativa, sostituendo solo la parete aortica dilatata, non è necessaria alcuna terapia anticoagulante (un vantaggio per la gravidanza), a differenza di quanto invece sarebbe necessario con l'impianto di una protesi meccanica. L'intervento cardiochirurgico, eseguito in condizioni di elezione (quindi non in urgenza e con una funzione cardiaca normale) non presenta particolari rischi e quindi, se necessario è fattibile programmando la gravidanza dopo almeno 6 mesi dalla convalescenza post-operatoria. Ormai le persone operate che hanno affrontato la gravidanza con successo e senza problemi sono numerose. Esiste inoltre l'esperienza anche sul tipo di parto e sul tipo di analgesia da effettuare, se necessaria. Per questo, oltre a comunicarle che il 13 dicembre si terrà al Buzzi, in aula magna, alle 11 un incontro pre-natalizio, La invito a contattarci nuovamente per valutare direttamente tutta la Sua documentazione ed affrontare nel modo più corretto questa bellissima decisione che avete preso. A presto
TAG: Genetica medica | Malattie rare
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