23-07-2003

Sono un medico di 85 anni in buone condizioni

Sono un medico di 85 anni in buone condizioni fisiche ed intellettuali (faccio più volte nella settimana marce di 10-15 km e sono un discreto giocatore di bridge agonistico). Le analisi e i'ECG sono nella norma. Un'ecografia delle logge pararenali e la ricerca dell'acido vanilmandelico e delle catecolamine urinarie sono risultate negative. Da oltre 10 anni soffro di una forma di ipertensione arteriosa estremamente labile, nella giornata può accadere anche più volte che la px vada da 210/100 a 120-110/60 e questo senza che accusi nessuna sintomatologia e non in rapporto a stress psichici o fisici, anzi il lavoro abbastanza gravoso in giardino o il footing me la abbassa. In mattinata e nel primo pomeriggio ho i picchi più alti per poi diminuire verso le ore 13 ed in serata. I pasti poi me la abbassano notevolmente, a volte ho 190/95 e dopo il pranzo a mezz'ora di distanza 110/60. Come Terapia assumo cardura 4 mgr. in quanto non tollero i betabloccanti per una notevole Bradicardia sinusale, gli ace inibitori per Edema del volto ed i calcioantagonisti per edemi periferici, assumo qualche volta dei diuretici. Ho interpellato il prof. Clemenzia della clinica medica di Roma e giacchè avevo i picchi più alti il mattino mi ha consigliato di prendere il cardura la sera. Questa mia situazione non potrebbe dipendere da una nevrosi d'ansia per cui sono stato in trattamento psicoanalitico e poi in terapia di sostegno per 20 anni, che ho sospeso da qualche anno e da cui sono apparentemente guarito? Cordiali saluti.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Quasi sicuramente la sua diagnosi è quella giusta. Tenga conto, inoltre, che oltre alla misurazione della pressione arteriosa, per il monitoraggio dell’efficacia della terapia è consigliabile la valutazione ed il monitoraggio nel tempo del danno d’organo.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato respiratorio | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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