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02-05-2006

Sono una persona di 48 anni e circa sei anni fa,

Sono una persona di 48 anni e circa sei anni fa, durante un ECG sotto sforzo per motivi di idoneità sportiva, mi sono stati riscontrati alcunui picchi strani nei tracciati a V5 e V6 al massimo dello sforzo e dunque dei battiti (180) per poi ritornare tutto nella normalità non appena terminato lo forzo. Recupero e tutto il resto è rientrato nella normalità. a seguito di questo evento, a cui non era stata data alcuna importanza perchè di sicuro si trattava di un falso positivo, ho eseguito comunque di mia iniziativa una prima scintigrafia risultata negativa. Doppo altro due anni ho ripetuto l'ECG sotto sforzo e mi è stata riscontrata di nuovo un'analoga anomalia. Anche in quell'occasione ho voluto ripetere una scintigrafia per scrupolo, e questa volta la visione 3D di nuova concezione ha evdenziato una piccolissima possibile ischemia del setto cardiaco (anche questa dichiarata dai medici un probabile falso positivo), sempre al massimo dello sforzo 173 battiti, che è poi rientrata immediatamente al termine dello sforzo. Oggi e premetto che pratico da sempre un intensa attività sportiva, calcio (oggi abbandonato per impegni familiari in favore del ballo), trekking (10/15 Km quasi tutte le domeniche) e ballo sportivo (6/8 ore di allenamento settimanale), per una visita sportiva tesa ad ottenere l'idoneità sportiva per agonismo di ballo, dove purtroppo ho mostrato la vecchia scintigrafia, mi viene richiesta una coronarografia. Vi informo anche che, dopo un intervento al tendine di achille DX e due mesi di gesso utilizzando come prevenzione solo due iniezioni di clexane 4.000 giorno), e non seguendo alcuna profilassi di immobilizzazione dell'arto operato quattro anni fa, ho subito una leggera embolia polmonare per un embolo partito alla puplitea, perfettamente riassorbito. Non ho mai avuto disturbi cardiaci se non qualche leggera extrasistole solo al cambio di attività (da un periodo di riposo ad una di intensa fatica e viceversa). Oggi ho eseguito altri esami per evitare di effettuare la suddetta coronarografia (eco dei vasi delle braccia e delle carotidi, TAC per la verifica dei depositi di calcio nelle coronarie, ECG sotto sforzo a 173 battiti raggiunti) tutti risultati perfettamente negativi, e con probabile nuova diagnosi di falso positivo, anche da parte dei cardiologi da me contattati. Siccome sembra però inevitabile che io debba effettuare questa benedetta coronarografia (prevista per il 25 di maggio p. v.) per avere l'idoneità sportiva, almeno secondo il medico sportivo da me contattato, Vi chiedo di farmi capire se sia giusto correre un rischio, che pure esiste, per un probabile nulla che sembra io debba avere nelle mie coronarie, o piuttosto non fare quel controllo e cercare un nuovo medico sportivo, evitando di tirare fuori quella vecchia scintigrafia che mi sta causando tanti problemi. Ringraziando anticipatamente spero di leggerVi quanto prima. Fabio.
Redazione Paginemediche
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Redazione Paginemediche
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La sua è una domanda molto complessa che merita una ampia riflessione. In medicina falso positivo vuol dire una evidenza strumentale di patologia non corrispondente alla realtà. Purtroppo talvolta l’elemento di confusione è generato da noi stessi operatori. Alcune metodiche non permettono di esprimere un giudizio certo per cui si rende necessario un altro esame per chiarire i dubbi. Il gold standard in questo caso sembra essere la coronarografia. Io non credo che un medico necessiti di garanzie provenienti esclusivamente dalla coronarografia per rilasciarle il certificato di idoneità al ballo! Credo piuttosto che l’esame trova giustificazione nel sospetto, quasi certo, di una presenza di coronaropatia. Tale dubbio comunque deve essere manifestato da uno specialista cardiologo. Non è una questione di rischio di esame, ma di appropriatezza di esame secondo le linee guida. Pertanto credo che lei debba affidare la sua problematica ad un centro cardiologico avanzato, dove verranno eseguiti tutti gli esami necessari di diagnostica non invasiva, quali per es. l’ecocardiografia da stress dobutamina o adenosina, lo studio della riserva coronarica, la risonanza magnetica con stress dipiridamolo, tutti privi di rischi da radiazioni ionizzanti, i quali non presentano elevata percentuale di falsi positivi. Con la diagnosi certa della sua normalità il cardiologo ed il medico sportivo troveranno una comunione di giudizio per rilasciarle la certificazione di idoneità al ballo.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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