20-03-2017

Stanchezza cronica

Salve, due anni fa ho cominciato a scambiare il giorno con la notte, non per mia volontà, infatti anche quando provavo a stare sveglia di giorno e a dormire di notte, non riuscivo assolutamente, La notte mi sentivo molto attiva, esattamente come se fosse stato giorno. Dopo un anno la situazione si è modificata in peggio, dormivo per circa 17 ore e stavo sveglia 7 ore, non ricordo se quando stavo sveglia era sempre giorno oppure se era sempre notte, quelle poche ore che stavo sveglia ero iperattiva, mi annoiavo facilmente e uscivo avevo molta energia. La situazione rimase cosi per un anno.

A metà di gennaio di quest'anno ho cominciato a sentirmi molto stanca anche in quelle poche ore nelle quali sto sveglia. Sono in cura da uno psichiatra da prima che cominciasse questa storia, gliene ho sempre parlato perché pensavo che fossero gli effetti collaterali degli psicofarmaci, ma lui mi ha sempre garantito che nessuno nella sua carriera ha avuto questi effetti collaterali, su mia insistenza mi ha prescritto una visita neurologica verso ottobre 2016, ho fatto la risonanza magnetica e l'elettroencefalogramma, i risultati sono negativi.
Da qualche mese ho anche tutti i linfonodi delle ascelle dolenti. A quale specialista mi devo rivolgere, un internista, a uno specialista dei disturbi del sonno, al medico di base? In famiglia e lo psicologo non hanno mai dato la minima importanza a questa situazione, liquidandomi come pigra e depressa, ma il mio umore è alto, certo soffro di disturbo post traumatico da stress, questo è indubbio, a livello profondo sono infelice, ma non sono depressa nel senso della depressione come malattia, perché io per esempio quando mi alzo ho tanti desideri progetti interessi, ma è il corpo che non risponde più e mi inchioda al letto. Spero di essermi spiegata; attendendo una risposta le porgo cordiali saluti.

Risposta

Gent.ma il quadro clinco riportato in modo poco felice può dipendere sia da una non ottimale valutazione psichiatrica con cure, di conseguenza, poco utili sia da una sua struttura di personalità poco stabile rispetto al contesto ed eventi in modo tale che risponderebbe agli eventi in modo troppo ansioso, con tensione, rimuginazione, continui pensieri anche notturni.
Mi sembra che uno psichiata psicoterapeuta ad approccio cognitivo comportamentale possa essere più utile, una volta eseguiti altri eventuali esami di laboratorio e/o strumentali per infiammazione linfonodi. Nella sua zona (essendo a distanza di ca 200 km) non saprei indicare eventuali psichiatri psicoterapeuti ad approccio cognitivo comportamentale per poter mettere in atto un percorso terapeutico integrato psicoterapia con eventuali farmaci.

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