L’ESPERTO RISPONDE

terapia con testosterone

Salve,a seguito della rimozione chirurgica dei testicoli (tumore), mi è stato prescritto, in piano terapeutico, TU - Nebid (da circa 9 mesi a questa parte) ogni 10-12 settimane.Il livello di testosterone, rilevato incirca alla 9a settimana di ogni ciclo, si è attestato sempre attorno ai 2-2,5 ng/ml.Il TU dovrebbe mantenere un livello di plateau fino alla 8a-9a settimana. Malgrado ciò, a ridosso della 6a settimana di quest'ultimo ciclo, ho effettuato delle analisi aggiuntive (a causa di affaticamento, nervosismo, vampate di caldo, difficoltà erettili, crescita della barba a chiazze) ed il testosterone si è attestato a livelli insufficienti (~2ng/ml).Ho il dubbio di non aver mai raggiunto un livello ottimale di testosterone poiché, a differenza di quanto indicato dal foglio illustrativo, non ho effettuato la seconda iniezione di "precarica" a 4 settimane da quella iniziale (poiche' concomitante con 2 cicli di PEB?) ed avverto fin dall'inizio della cura parte dei sintomi elencati sopra.E' possibile effettuare ora la precarica e verificare tramite prelievo se riesco a raggiungere livelli di testosterone normali?Nel caso in cui debba cambiare farmaco, cosa mi consiglia?Mi è stato detto che la formulazione TE non è ottimale poiché i livelli sierici sono molto piccati e quella orale può coadiuvare neoplasie epatiche. Le soluzioni TU, gel e cerotto, invece, sono più utilizzate e sembrano meno rischiose. È d'accordo?Nel particolare, posso pensare di affiancare il TU ad una soluzione in gel nei periodi in cui il solo TU non e' sufficiente?Il rischio d'insorgenza di tumore alla prostata puo' essere derivato dalla concentrazione di testosterone troppo alta o anche da un utilizzo intensivo dei farmaci, seppur non raggiungendo picchi troppo alti di testosterone nel sangue?Grazie, cordiali saluti
Risposta del medico
Prof.ssa Paola Grilli
Prof.ssa Paola Grilli
Specialista in Chirurgia generale e Endocrinologia e malattie del ricambio

 Gentile paziente, le consiglio di rivolgersi ad un andrologo specialista al fine di valutare varie opportunità terapeutiche anche in funzione della diagnosi operatoria.

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