La dipendenza da Internet e da tablet è un fenomeno allarmante e in crescita tra le nuove generazioni.
I bambini dovrebbero giocare all’aria aperta, in compagnia dei coetanei, fare sport e impegnarsi in molte altre attività, anche tra le mura domestiche, insieme ai genitori. E invece è sempre di più il tempo speso davanti ad uno schermo, in completo isolamento. E spesso i giochi preferiti dai bambini, anche molto piccoli, sono violenti, troppo impegnativi, e scatenano Ansia, rendono irritabili e nervosi. Alla fine diventano una vera e propria dipendenza. Quali sono i campanelli d’allarme da non sottovalutare?

Li elenca Federico Tonioni, responsabile dell’area delle dipendenze da sostanze e comportamentali del Policlinico Gemelli di Roma, presso il quale è stato aperto un centro pediatrico multidisciplinare per la psicopatologia da web.

  • Il bambino si estranea completamente, non si accorge di chi gli sta intorno e non ascolta quando gli viene rivolta la parola;
  • Se è costretto a staccarsi dal dispositivo è innervosito ed insofferente;
  • Approfitta di ogni momento possibile per accendere il dispositivo;
  • Non ha altri hobby o passioni;
  • Tende a stare di più su Internet invece che con gli amici;
  • Trascura altri doveri come la scuola;
  • Ha disturbi dell’appetito e consuma pasti molto in fretta per collegarsi prima possibile;
  • Ha disturbi fisici come mal di testa, disturbi del Sonno, occhi arrossati.

È necessario intervenire tempestivamente. Per evitare che si arrivi a dieci, undici anni, dipendenti dal tablet e da internet. I primi segni si manifestano già in tenera età e i genitori devono essere attenti, partecipi, devono dare loro stessi il buon esempio e impegnarsi per offrire ai bambini alternative valide e costruttive e per imporre dei limiti.

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Per offrire proprio ai genitori i giusti strumenti per prevenire e combattere le dipendenze da tablet dei loro bambini sono nati i gruppi di supporto “Incomincio da 3” presso il Sert di Genova Quarto, in collaborazione con la cooperativa sociale Minerva.
 
E proprio un’educatrice di Minerva, Roberta Facchini, spiega che i primi segni di un comportamento anomalo e di dipendenza si presentano già nei primi anni di vita e che bisogna giocare in anticipo, modificando stile educativo e imponendo regole precise.