Rifiutano il cibo, si abbuffano e poi si provocano il vomito o ricorrono a lassativi per placare i sensi di colpa. Sono le donne che soffrono di bulimia e anoressia.

Quello dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) – così vengono definiti bulimia e Anoressia - è un problema sempre più discusso ed affrontato perché in forte crescita nei paesi occidentali. Un problema che va considerato anche dal punto di vista sessuologico e ginecologico, viste le forti relazioni di causa-effetto che esistono tra un comportamento disordinato con il cibo e la sessualità femminile, con conseguenze, rilevanti, sulle scelte contraccettive.

Bulimia, anoressia e sessualità

Un sondaggio a cura della Prof.ssa Graziottin e del Prof. Jannini, realizzato online su 1730 donne, di cui il 7% con Diagnosi di un Disturbo del Comportamento Alimentare, ha messo ben in evidenza la stretta relazione tra questo genere di disturbi e la sessualità femminile:

  • il 25% delle donne con DCA ha la tendenza a cambiare spesso partner contro il 5% delle donne che non ha problemi con il cibo;
  • il 58% vive la propria sessualità in modo libero e un po’ frenetico o per riempire un vuoto contro il solo 15% delle altre donne;
  • diminuzione del desiderio, difficoltà di eccitazione, insoddisfazione sessuale e altri disturbi della sessualità sono presenti in modo più marcato nelle donne con rapporti conflittuali con il cibo;
  • non solo. I dati del sondaggio mettono in evidenza che i DCA si accompagnano a chiari segni di disagio psicosessuale e a difficoltà emozionali. Il 37% delle donne prova vergogna del proprio corpo durante il rapporto sessuale e il 46% ha difficoltà a lasciarsi andare.

Anoressia e Bulimia non sono solo Disturbi del Comportamento Alimentare ma veri e propri disturbi sessuali - sottolinea il Prof. Emmanuele A. Jannini, Professore di Endocrinologia e Coordinatore del primo Corso di Laurea in Sessuologia dell'Università Italiana, all’Aquila. La bulimia è spesso caratterizzata da un’ossessione per la forma fisica e dalla rappresentazione 'sessuale' del proprio corpo che si cerca di raggiungere con diete rigide, impraticabili. Compaiono così le abbuffate e le conseguenti 'condotte eliminatorie' con cui si elimina il cibo attraverso l’abuso di lassativi, diuretici o il Vomito autoindotto”.

La bulimia poi non è solo alimentare ma anche sessuale. Il disagio psicologico all’origine della bulimia sfocia, infatti, non solo in comportamenti di tipo compulsivo nei confronti del cibo ma anche nei confronti dell’alcol o di altre sostanze e del sesso, nella così denominata bulimia sessuale.

Anche l’anoressia, caratterizzata dal rifiuto del cibo e dalla sua eliminazione con lassativi, diuretici o vomito, può essere considerata come un sintomo di disagio sessuale: una ricerca dello status infantile presessuale, caratterizzata dalla perdita delle mestruazioni (amenorrea), ottenuta, più o meno coscientemente, attraverso la diminuzione del peso” – conclude il Prof. Emmanuele A. Jannini.

Secondo l’esperto è possibile identificare tre tipologie di anoressia. Accanto, infatti, all’anoressia conclamata in cui non si manifesta il ciclo mestruale e c’è un sostanziale disinteresse/rifiuto per l’attività sessuale, sono frequenti le forme precliniche e borderline: le prime precedono la vera e propria anoressia conclamata, le seconde sono lo stadio successivo alla forma conclamata, in cui si sta iniziando a superare il problema con il cibo. Entrambe sono comunque caratterizzate da condotte di eliminazione, presenza di un ciclo mestruale irregolare (oligomenorrea) e attività sessuale.

Contraccezione orale a rischio. Solo 1 donna su 2 lo sa

I frequenti episodi di vomito autoindotto e l’abuso di lassativi rendono la scelta contraccettiva un problema particolarmente rilevante per le donne con disturbi alimentari che assumono contraccettivi orali. Il vomito autoindotto, l’accelerato transito intestinale e la diarrea causati dall’uso di lassativi possono, infatti, compromettere l’assorbimento intestinale degli ormoni steroidei contenuti nel contraccettivo orale.

Le donne possono così trovarsi esposte, inconsapevolmente, al rischio di gravidanze indesiderate. E come emerge dal sondaggio queste donne spesso non sono consapevoli di questi rischi. Più del 60% delle donne con diagnosi di un disordine alimentare non è consapevole, infatti, che il DCA riduce l’efficacia del contraccettivo orale. Come sottolineano gli esperti, per queste donne la soluzione più adatta può essere un metodo ormonale non orale, come il cerotto contraccettivo che non richiede di essere assorbito per via gastrointestinale.