Combattere i depositi di grasso con l'anidride carbonica

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I chili di troppo, la bilancia, le diete: sono milioni le donne nel mondo che inseguono il sogno di un corpo perfetto al prezzo del minimo sacrificio possibile. L’ultima novità in materia è la carbossiterapia, una tecnica che prevede l’utilizzo di anidride carbonica iniettata nelle zone critiche del corpo dove maggiormente si deposita il grasso.

L’anidride carbonica non risulta pericolosa per l’organismo: la sostanza, infatti, è prodotta naturalmente dalle cellule, viene assorbita dal flusso sanguigno ed espulsa dai polmoni. Cosce, ginocchia e addome: in queste zone vengono iniettate piccole quantità di CO2 che agisce dilatando i vasi sanguigni e aumenta la quantità di Ossigeno che arriva nelle cellule.

L’anidride carbonica “uccide” le cellule grasse mentre l’ossigeno aiuta a liberarsi del fluido presente tra le cellule: in questo modo l’organismo è spinto a bruciare il grasso in eccesso.

L’utilizzo della CO2 nella medicina estetica non è nuovo. Già negli anni Trenta in Francia si faceva uso dell’anidride carbonica in ambito termale ma solo nel 1997, su iniziativa di Carlo D’Aniello, presso l’Università di Siena sono partiti i primi progetti di ricerca per verificare le applicazioni della terapia in ambito propriamente clinico.

Oggi a Siena, capofila nello studio della tecnica della carbossiterapia, i risultati di una recente analisi condotta su 48 donne hanno confermato una riduzione media di 2 cm delle cosce, 1 cm delle ginocchia e 3 della circonferenza addominale.

I risultati piuttosto incoraggianti hanno spinto gli scienziati della Northwestern University ad annunciare l’avvio di un secondo trial su donne in sovrappeso. Ma è possibile che le iniezioni di Anidride carbonica possano mandare in pensione anni di dieta e di sfiancanti sedute in palestra?

A fare chiarezza è il padre di questa tecnica, Cesare Brandi, ricercatore presso la Clinica universitaria di Chirurgia Plastica del Policlinico di Siena, il quale precisa che, sebbene la carbossiterapia sia un metodo che favorisce la riduzione delle adiposità localizzate in realtà non faccia dimagrire.

In sintesi, la carbossiterapia “scioglie i grassi” dei cosiddetti “cuscinetti” delle zone critiche - come cosce, glutei e addome - ma, affinché si possa parlare di reale dimagrimento, va sempre associata a una dieta equilibrata e ad una sana attività fisica.

Particolare attenzione va posta inoltre sull’esecuzione: la carbossiterapia va praticata solo da personale altamente specializzato, in centri medici autorizzati.

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Il punto di vista
Chirurgia plastica‚ ricostruttiva ed estetica

Per le adiposità localizzate a mio avviso la prima opzione è la liposcultura che è risolutiva in quanto si vanno ad eliminare completamente le cellule di grasso che come è risaputo sono in numero stabilito e non hanno alcuna attività mitotica.

Nel caso che la liposcultura non sia indicata ( per svariati motivi che se vuole poi le illustrerò) o non venga accettata come soluzione dalla paziente, l’unica alternativa che ritengo valida per un parziale miglioramento ( non risolutiva come la lipo) è un ciclo di mesoterapia ( utilizzando un tipo di fosfatidilcolina o altri prodotti di ultima generazione specifici al caso ma non il vecchio mix di farmaci che si utilizzava in passato) associato ad una dieta equilibrata, attività fisica specifica e massaggi che possono essere manuali se ben eseguiti o effettuati con macchinari (tra i quali i più seri, sempre secondo il mio parere, sono l’LPG ed in alcuni limitati casi la cavitazione). In definitiva non ritengo di alcuna utilità la carbossiterapia che tra l’altro non è una metodica di recente scoperta.

03/01/2018
01/03/2010
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