Plicometria: come misurare il grasso corporeo

plicometria come misurare il grasso corporeo
Mara Pitari
Scritto da:
Mara Pitari
Giornalista & web content editor

Esiste un metodo semplice per calcolare quanto grasso abbiamo nel nostro corpo? Sì, è la plicometria: la tecnica di misurazione dello stato nutrizionale di una persona, attuata tramite la valutazione dello spessore delle pieghe (pliche) della sua pelle.

Plicometria per misurare il grasso corporeo

La plicometria si basa sul principio che ci sia una relazione tra il tessuto adiposo sottocutaneo e la massa corporea nel modo in cui si misura la profondità di alcune pieghe nella pelle. La misurazione si effettua attraverso una specie di regolo, il plicometro: una pinza con cui è possibile conoscere la massa grassa.

Il plicometro è costituito da una scala graduata, su cui si misura la pressione esercitata sulla piega: 10gr / mm2 circa – superficie di contatto sulla piega 6 x 11 mm. Lo strumento dovrebbe esercitare una pressione costante: la compressione non ottimale della plica causerà infatti errori in fase di rilevazione. Per questo esistono diversi modelli, da quelli più economici (circa 30 euro) in plastica a quelli professionali in metallo (circa 350 euro). I personal trainer utilizzano molto di frequente il plicometro che, bilancia domestica a parte, può essere molto utile per fare dei confronti tra un periodo e l’altro e capire se nel frattempo si è ingrassati.

Il plicometro: come funziona lo strumento per misurare la massa grassa

La percentuale di grasso corporeo (Bfp) di un essere umano è la massa di grasso divisa per la massa totale. Per le donne di età compresa tra 15 e 35 anni, la percentuale di grasso corporeo considerata “normali” va dal 17 al 25%; per gli uomini che hanno tra 15 e 35 anni di età, i valori normali sono tra il 9 e il 17%. È importante sottolineare che la plicometria ha un margine di errore, legato a diversi fattori: l’abilità dell’operatore (la misurazione non va effettuata da soli ma c’è sempre bisogno di un’altra persona); la quantità di grasso presente (se una persona è obesa o molto in sovrappeso, la misurazione diventa difficile); fattori individuali (spessore della cute, elasticità e comprimibilità del tessuto adiposo).

La plicometria richiede abilità e conoscenza: per misurare la plica addominale, per esempio, bisogna effettuare la compressione orizzontalmente, 2 centimetri a destra dell’ombelico; per misurare una plica tricipitale, si deve fare una rilevazione verticale sulla parte posteriore del braccio, a metà fra la spalla e il gomito, direttamente sopra il tricipite, e così via.

Plicometria per misurare il grasso corporeo: le linee guida

Per effettuare una misurazione corretta, bisogna seguire delle regole:

  • effettuare le misurazioni sul lato sinistro del corpo per convenzione;
  • tenere il plicometro con la mano destra e afferrare una plica tra pollice e indice della mano sinistra;
  • applicare il calibro alla base tenendolo a 90°;
  • con la plica ancora fra le dita rilasciare la pressione del calibro lentamente;
  • effettuare la lettura dopo 2 secondi;
  • ripetere la misurazione due volte (con almeno 2 minuti di intervallo per permettere alla pelle di distendersi) e poi fare la media. Se le due misurazioni variano tra loro più del 10% occorre eseguirne una terza.

Per approfondire guarda anche: “Obesità: la guerra mondiale”

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18/09/2018
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