Esiste un metodo semplice per calcolare quanto grasso abbiamo nel nostro corpo? Sì, è la plicometria, un metodo non invasivo, rapido e relativamente economico, spesso utilizzato da nutrizionisti, medici sportivi e personal trainer per valutare la composizione corporea.
Se hai qualche chilo di troppo e vuoi tenere sotto controllo il tuo peso, prova il Diario del Peso, il programma digitale gratuito disponibile sull’APP di Paginemediche. Ti aiuta a calcolare il tuo BMI, valutare il profilo di rischio e monitorare i cambiamenti giorno dopo giorno, con obiettivi di benessere realistici e personalizzati. Attivalo ora.
Cos’è la plicometria
La plicometria è una tecnica utilizzata per stimare la percentuale di grasso corporeo attraverso la misurazione delle pliche cutanee, cioè lo spessore delle pieghe della pelle in punti specifici del corpo.
Questo metodo si basa sul principio che una parte significativa del grasso corporeo sia localizzata nel tessuto sottocutaneo. Misurando tale spessore con uno strumento chiamato plicometro, è possibile stimare la quantità totale di grasso corporeo mediante formule standardizzate.
Cosa misura la plicometria
La plicometria non misura direttamente il grasso totale, ma lo spessore del grasso sottocutaneo. I valori ottenuti vengono poi inseriti in formule matematiche che permettono di calcolare la percentuale di grasso corporeo.
La percentuale di massa grassa rappresenta il rapporto tra massa grassa e peso corporeo totale.
Indicativamente:
- nelle donne tra 15 e 35 anni i valori considerati nella norma sono tra il 17% e il 25%;
- negli uomini della stessa fascia di età i valori normali sono tra il 9% e il 17%.
Questi parametri possono variare in base all’età, al livello di attività fisica e alle caratteristiche individuali.
Come si esegue la plicometria
Lo strumento utilizzato per eseguire la plicometria è il plicometro, una pinza calibrata che misura lo spessore della plica cutanea in millimetri. Per ottenere risultati attendibili è fondamentale che lo strumento venga utilizzato correttamente e che la pressione applicata sia costante.
Le misurazioni vengono effettuate in punti standardizzati del corpo. Ad esempio:
- Plica addominale: si misura orizzontalmente, circa 2 cm a destra dell’ombelico.
- Plica tricipitale: si misura verticalmente nella parte posteriore del braccio, a metà tra spalla e gomito.
In genere si rilevano più pliche e si calcola la media dei valori per stimare la massa grassa complessiva.
Linee guida per una plicometria corretta
Per effettuare una misurazione corretta, bisogna seguire delle regole:
- eseguire le misurazioni sempre sul lato sinistro del corpo (per convenzione);
- afferrare la plica tra pollice e indice;
- applicare il plicometro a 90° rispetto alla piega cutanea;
- con la plica ancora fra le dita rilasciare la pressione del calibro lentamente;
- effettuare la lettura dopo 2 secondi;
- ripetere la misurazione due volte (con almeno 2 minuti di intervallo per permettere alla pelle di distendersi) e poi fare la media. Se le due misurazioni variano tra loro più del 10% occorre eseguirne una terza.
Quanto è affidabile la plicometria?
La plicometria è un metodo utile per monitorare i cambiamenti nel tempo, ma presenta un margine di errore legato a diversi fattori:
- esperienza dell’operatore;
- quantità di grasso corporeo (in caso di obesità la misurazione può essere meno precisa);
- caratteristiche individuali della pelle e del tessuto adiposo.
Pur non essendo accurata quanto metodiche di rilevamento della composizione corporea più avanzate come la DEXA, la plicometria rimane uno strumento valido, soprattutto in ambito sportivo e nutrizionale, per valutare l’andamento della massa grassa nel tempo.





