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Chirurgia estetica low cost? No grazie

chirurgia estetica low cost no grazie

Recente la rivelazione dell’onorevole Margherita Boniver, deputata del Pdl e Presidente della Commissione bicamerale Schengen, di essere stata sfigurata da un preparato semipermanente a base di acido ialuronico, iniettato nelle pieghe naso-labiali. 

Ulteriore esempio negativo è la super maggiorata entrata di recente nella casa del Grande Fratello. Cristina del Basso, ventunenne che è passata da un quarta a una sesta di reggiseno è il classico esempio di ciò che una giovane donna non dovrebbe fare. Il corpo a vent’anni è ancora in via di sviluppo e il risultato finale è quello di avere un seno sproporzionato rispetto al resto del corpo e delle forme che alla lunga possono risultare insopportabili alla stessa donna.

Cresce il numero di persone che si affidano al bisturi e alla Chirurgia low cost. Proprio per arginare il fenomeno il Ministero ha istituito un’anagrafe su Protesi mammarie e filler iniettivi. Obiettivo: raccogliere dati su tutti gli INTERVENTI effettuati, sui risultati e i centri operativi per realizzare non solo un database che ad oggi non esiste, ma anche fornire un elenco di strutture sicure e certificate.

Gli esperti non sconsigliano in assoluto di affidarsi alla chirurgia estetica, ma sottolineano l’importanza di controllare bene l’esperienza del medico, il luogo in cui ci si opera e di verificare che vengano rispettate tutte le principali norme di sicurezza e di igiene. Chiedere un preventivo, verificare il curriculum del medico, avere la garanzia della presenza dell’ anestesista e chiedere il numero del medico per l’assistenza 24 ore su 24 (in caso di emergenze nel post-operatorio) sono solo alcune delle principali norme da seguire.

Il punto di vista
Dermatologia e venereologia

Nessuna procedura invasiva: il lifting diventa soft grazie a laser, luci pulsate e radiofrequenze.

25/11/2015
23/01/2009
TAG: Chirurgia plastica‚ ricostruttiva ed estetica