Diabete di tipo 2 nei bambini: in arrivo le linee guida

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Insieme all’incidenza dell’obesità tra i bambini sono in preoccupante aumento le malattie ad essa correlate. Primo fra tutti il diabete di tipo 2.

Fino ad oggi considerata una patologia ad esclusivo appannaggio degli adulti, il Diabete di tipo 2 sta colpendo negli ultimi anni un numero sempre crescente di bambini e adolescenti, al punto che gli esperti hanno stilato delle linee guida specifiche per il trattamento di questa patologia nei bambini che sono state pubblicate poche settimane fa sulla rivista scientifica Pediatrics.

Il Diabete di tipo 2 è causato essenzialmente da uno stile di vita scorretto: sedentarietà e dieta sbagliata rappresentano i principali fattori di rischio per i bambini. Agire, quindi, sulla prevenzione resta l’arma più efficace per combattere il diabete di tipo 2 che, se trascurato, può aumentare il rischio di numerose patologie anche in età adulta, prime fra tutte quelle del sistema cardiovascolare.

Ecco le principali indicazioni fornite dagli esperti dell’American Academy of Pediatrics, dell’American Diabetes Association, della Pediatric Endocrine Society, dell’American Academy of Family Phisicians e dell’Academy of Nutrition and Dietetics:

  • innanzitutto spazio alla prevenzione e all’informazione su un corretto e sano stile di vita: l’obesità e il sovrappeso in Italia riguardano rispettivamente l’11% e il 23% dei bambini. Ciò vuol dire che è importante educare prima di tutto i genitori a dare l’esempio, ad agire nella direzione di una dieta sana ed equilibrata e a stimolare i bambini a fare sport e attività di movimento. Stefano Del Prato, Presidente SID, Società Italiana di Diabetologia, non transige: se si sottovalutano l’obesità e il diabete i bambini saranno costretti ad assumere farmaci in dosi sempre maggiori nel corso della vita per proteggere reni, occhi, cuore e vasi sanguigni dai danni causati dal diabete. Si tratta di un’eredità che non è giusto lasciare ai bambini.
  • In caso di diabete di tipo 2 le terapie di prima linea sono: Insulina quando il bambino ha elevati valori della glicemia o si presentano delle complicanze (chetoacidosi). L’insulina va somministrata anche in assenza di una chiara e netta diagnosi di diabete.
  • Metformina e un radicale cambiamento dello stile di vita in caso di diagnosi.
Il punto di vista

Come già affermato nell’articolo è indispensabile l’approccio educativo, psicologico, le prescrizioni dietetiche e l’attività fisica (previa visita del medico dello sport). Le persone con attività fisica moderata regolare hanno un riduzione di circa il 30 % del rischio di DM 2 (Diabete Mellito di tipo 2); nel caso specifico del cammino veloce, ma anche con altri tipi di esercizio di moderata intensità come il golf, la bicicletta a

La scuola è il luogo ideale di formazione ed educazione in età infantile. È opportuno inserire l’insegnamento di attività motoria nelle scuole elementari e aumentare le ore di educazione fisica nelle scuole medie integrandola nel curriculum scolastico; da un punta di vista urbanistico sarebbe opportuno promuovere pedibus, mobilità a piedi o in bicicletta, città del cammino; nell’area turistico-ambientale sarebbe opportuno aprire vie per un turismo salutare a piedi o in bicicletta.

Personalmente ho svolto diverse lezioni anche con videoproiettore in diverse scuole elementari, medie inferiori e superiori ed ho notato un notevole interesse tra gli studenti. Ho svolto, circa cinque anni fa, attività di prevenzione diabetologica per circa due anni presso l’ASL N. 2 di Caltanissetta in due paesini, San Cataldo e Vallelunga.

Ho contattato i presidi e svolto attività didattica basata sulla conoscenza del diabete mellito e delle sue complicanze e soprattutto spiegando cosa si intende per  adeguata alimentazione. Nelle scuole elementari ho spiegato attraverso l’uso della lavagna ponendo delle domande a quiz, mentre nelle scuole medie superiori ed inferiori ho utilizzato un video proiettore fornito dalle autorità scolastiche.

A San Cataldo (CL) vi è stata la collaborazione da parte della Dottoressa della Medicina scolastica che, in base ai parametri antropometrici, invitava la famiglia di appartenenza dell’alunno o dell’alunna a sottoporsi ad una visita dietologica gratuita presso l’ASL. Inoltre abbiamo distribuito, sempre a San Cataldo, presso le varie farmacie un volantino in cui si pubblicizzava una visita gratuita presso l’ASL per avere una dieta personalizzata.

Infine, sempre a San Cataldo, ho avuto l’opportunità di trattare presso un’emittente radiofonica locale argomenti diversi, tra cui il diabete mellito e l’obesità. L’ideale sarebbe la collaborazione multidisciplinare tra le diverse figure specialistiche (pediatri, diabetologi, medici scolastici; laureati in scienze motorie) unita a competenze pedagogiche operanti all’interno delle scuole e il coinvolgimento delle famiglie.

06/06/2015
05/04/2013
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