Facebook e i falsi profili

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Più amici su Facebook equivalgono a una differente base biologica cerebrale? È la suggestiva teoria di alcuni scienziati dell’University College di Londra che ha trovato ampio spazio sui media nelle scorse settimane.

Lo studio, condotto da neuroscienziati britannici, avrebbe scoperto che chi ha più amici su Facebook avrebbe una differente densità della materia grigia presente in alcune aree del cervello deputate alla percezione e alla cognizione sociale.

Insomma, secondo quanto emerso da questa ricerca, si è più 'social' dal punto di vista biologico!

Ma cosa dire invece del fatto che, secondo uno studio condotto da Tonino Cantelmi, psicologo presso l’Università Lumsa di Roma, il 50% dei profili su Facebook sarebbero falsi?

Secondo quanto concluso da Cantelmi, donne e uomini falsificherebbero innanzitutto i dati relativi al sesso, e poi quelli legati all’aspetto sociale ed economico, nonché all’età (ci 'marciano' soprattutto gli uomini) mentre le donne tendono a falsificare la foto. In genere questi falsificatori di profili hanno un’età compresa fra i 35 e i 50 anni.

Ma perché accade così di frequente che un utente finga di essere un’altra persona?

Cantelmi spiega che in un primo momento tutto nasce dalla curiosità di provare nuove esperienze: nascondersi dietro un avatar che non corrisponde a chi siamo, in realtà permette di aumentare la capacità di seduzione.

Ma poi scatta qualcos’altro, che impedisce di smettere di fingere. Gli esperti lo definiscono 'effetto Proteus': “quando elaboro un falso profilo in rete questo può, nel tempo, influenzare anche la vita reale e generare un'immedesimazione con il personaggio inventato. Una processo che genera un forte piacere in chi lo pratica. Procura dipendenza e diventa difficile staccarsene", spiega Cantelmi.

Ma come possiamo difenderci da questi camaleonti del social network? Ecco qualche consiglio:

  • se una bellissima modella o modello vi chiede l’amicizia è il caso di insospettirsi;
  • osservate le foto della persona cui avete dato l’amicizia: devono esserci immagini di vita reale e qualche tag dato dagli amici;
  • se avete amici in comune chiedete le credenziali;
  • scrivetegli un messaggio privato chiedendo perché vi ha chiesto l’amicizia e facendo qualche domanda per indagare meglio;
  • date un’occhiata alla sua bacheca: se ci sono solo link esterni meglio diffidare (potrebbero essere Virus, quindi non cliccateli).
Il punto di vista
Psicologia e Psicoterapia

L'effetto Proteus è un concetto teorico particolarmente importante nella comprensione del comportamento negli ambienti virtuali dove le persone possono scegliere o personalizzare il proprio avatar.

In queste comunità, migliaia di utenti interagiscono mediante rappresentazioni di sé alterate, le scelte ricadono sempre su personaggi giovani e attraenti e il comportamento virtuale di un individuo è conforme a questa auto-rappresentazione digitale.

Avere un avatar attraente può aumentare la fiducia, il senso di autoefficacia, le capacità seduttive o l’assertività; è possibile che si assumano atteggiamenti che nel mondo reale non si riuscirebbero a mettere in atto. Tuttavia, in relazione agli effetti che questo fenomeno può avere nella vita reale, ci sono diversi punti di vista.

Secondo alcuni studiosi, infatti, questo comportamento si verifica solo nel mondo online e l'effetto Proteus non denota un cambiamento nel comportamento reale. Altri, al contrario, ritengono che pian piano questi atteggiamenti possano entrare a fare parte anche del comportamento offline, producendo una sovrapposizione tra la persona ed il suo avatar.

18/05/2015
03/11/2011
TAG: Psicologia | Salute mentale