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Giochi Olimpici: attenzione ai nuovi record e alla salute degli atleti

giochi olimpici attenzione ai nuovi record e alla salute degli atleti

Partiranno il 27 luglio le Olimpiadi di Londra. Un’occasione che si rinnova ogni quattro anni per guardare atleti impegnati in discipline sportive non molto note e che trovano ben poco spazio nei palinsesti televisivi tradizionali.

E ci si aspettano grandi record da questi prossimi Giochi Olimpici. Parola di Steve Haake, direttore del Centre for Sports Engineering dell'Università inglese di Sheffield, che ha sviluppato un modello matematico per calcolare il cosiddetto 'indice di miglioramento della performance'. Il sistema elabora tutte le prestazioni dei migliori atleti nell’ultimo secolo, facendo una stima di quali potranno essere le nuove performance da record.

E secondo il ricercatore a riservare grandi sorprese potrebbero essere soprattutto i 100 metri. Infatti negli ultimi decenni le prestazioni degli atleti in questa disciplina sono progressivamente aumentate - mentre stabili restano quelle nel lancio del giavellotto e nel nuoto - e ci si aspetta che anche il super record dei 9 secondi potrà essere superato. Tutti pronti, quindi, per l’arrivo della fiaccola olimpica a Londra.

La cardiomiopatia di Filippide

E tanti sono i ricercatori che colgono l’occasione delle prossime Olimpiadi per studiare questioni estremamente interessanti. Un esempio? Un articolo su Mayo Clinic Proceedings indaga sulla cosiddetta 'cardiomiopatia di Filippide'. Battezzata così per ricordare la morte che colse Filippide, il soldato che corse fino ad Atene per portare la notizia della vittoria di Maratona, questo disturbo provocherebbe danni al cuore, oltre che un anomalo ingrossamento del muscolo cardiaco, nei maratoneti che si sottopongono a un allenamento estremo.

I ricercatori hanno esaminato un gran numero di dati clinici relativi a sportivi deceduti per Cardiomiopatia di Filippide – compreso quelli dell’autopsia di Micah True, meglio noto come Caballo Blanco, morto a 58 anni durante un allenamento pochi mesi fa, che hanno rivelato un ingrossamento del Cuore e molte cicatrici – e hanno concluso che un allenamento estremo provoca dei cambiamenti nella struttura del muscolo cardiaco che possono scomparire in capo a sette giorni, ma se l’allenamento intenso prosegue nel tempo possono permanere e provocare un accumulo di tessuto cicatriziale e un aumento delle aritmie, un disturbo che colpisce, infatti, il 12% degli atleti.

James O'Keefe del St Luke's Hospital consiglia a tutti di praticare regolarmente un’attività sportiva perché contribuisce a prevenire l’obesità e a migliorare la salute Cardiovascolare, ma non bisogna mai esagerare.

Il punto di vista
Medicina dello sport

Che l'allenamento eccessivo possa causare alterazioni è risaputo. Una macchina di Formula 1 spesso si 'rompe' dopo un solo gran premio: un motore utilizzato sempre 'al massimo' si può guastare più facilmente.

E ormai l’overtraining è una patologia dell’atleta a tutti gli effetti. Ma non ci sono ancora evidenze scientifiche che confermino con certezza che un allenamento ad alta intensità e protratto per lungo tempo possa causare alterazioni mortali: nelle casistiche non si evidenzia una incidenza significativa di morti per cardiopatia ipertrofica tra gli atleti che hanno praticato la maratona o altri sport estremi.

Per quanto riguarda le aritmie, esse hanno una incidenza elevata nella popolazione sportiva anche perché i controlli sugli atleti sono più accurati e vengono effettuati usando esami strumentali maggiormente specifici. Tra l'altro l’incidenza percentuale delle aritmie nella popolazione non sportiva varia significativamente con il mezzo diagnostico: se si utilizza l'Holter delle 24 ore invece dell’elettrocardiogramma l'incidenza sale dal 5% al 25-30% circa.

Per prevenire le patologie è comunque molto importante una corretta progressione dell’allenamento, il rispetto di idonei tempi di recupero e un periodico e approfondito controllo medico: la macchina uomo potrà così ottenere la migliore prestazione, diminuendo i rischi a breve e lungo termine.

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TAG: Medicina dello sport | Sport e Fitness