Le malattie hanno un impatto negativo anche sui familiari dei pazienti

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Spesso le malattie croniche hanno un impatto molto profondo non solo su chi riceve la diagnosi (di cancro, di malattia cardiovascolare o altro), ma anche sui suoi familiari. In inglese li chiamano caregivers, sono le persone che si prendono cura di pazienti affetti da malattie croniche e piuttosto gravi e nella maggior parte dei casi si tratta di familiari.

Un recente studio pubblicato sull’European Heart Journal, ad esempio, ha scoperto che i coniugi di pazienti colpiti da un attacco cardiacosono maggiormente vulnerabili nei confronti di ansia e depressione e corrono un rischio tre volte superiore di dover far ricorso ad antidepressivi. Queste difficoltà emotive si presentano anche se il coniuge sopravvive all’infarto e i tratti sono del tutto simili alla sindrome da Stress post-traumatico. Insomma l’impatto emotivo è innegabile, e viene confermato anche da altri studi.

Gli esperti hanno definito 'Caregiver Burden' l’impatto che la demenza dei pazienti ha sui caregivers. Secondo le stime più del 50% dei caregivers è a rischio di Depressione e manifesta Ansia, insonnia, difficoltà a concentrarsi sul lavoro. Inoltre i caregivers di persone con demenze hanno un maggiore rischio di essere ospedalizzati e assumono il 70% in più di farmaci prescritti e di psicofarmaci.

Non solo, il 21.9% dichiara di ammalarsi più spesso; il 20% ammette di aver preso farmaci come antidepressivi ed ansiolitici; il 77% vorrebbe poter fuggire dalla situazione; il 78.3% prova rabbia per la sfortuna di doversi confrontare con questa malattia e il 62.3% ha timore che la malattia sia ereditaria.

Ma anche la salute psico-fisica dei caregivers di pazienti colpiti da un tumore è esposta agli effetti negativi della malattia: tristezza, rabbia, senso di colpa, solitudine e impotenza sono sentimenti diffusi.

Uno studio dell’Università di Bologna e della Fondazione ANT Italia Onlus, condotto su 107 caregivers di pazienti oncologici, ha anche scoperto che assistere un familiare colpito da un tumore aumenta i livelli di stress e il grado di 'rimuginìo' agisce come attivatore di vere e proprie malattie, oltre che della depressione.

Garantire sostegno e assistenza ai caregivers diventa, dunque, un imperativo, anche perché se il caregiver si ammala ciò si ripercuote negativamente anche sulla salute dell’ammalato, in un circolo vizioso difficile da spezzare.

Il punto di vista
Psicologia e Psicoterapia Psicologia clinica

Il concetto principale espresso nel presente articolo, e cioè che chi si prende cura di una persona gravemente malata, sia che si tratti di infermieri o tecnici del settore, sia che si tratti di parenti, sia a sua volta a rischio poiché sottoposto ad un fortissimo stress, è assolutamente fuori discussione.

Più interessante soffermarsi sulle conclusioni piuttosto. E cioè che sia pertanto assolutamente necessario prendersi cura oltre che dei malati anche dei cosiddetti caregivers. Bene. Con quali soldi?

Attualmente la politica italiana ha attivato esattamente il processo inverso. Negli ospedali mancano le barelle. Gli infermieri tengono quelle delle ambulanze e le ambulanze arrivano senza. Certo, in un mondo ideale ci vorrebbe un apposito sostegno psicologico anche per le famiglie e le equipe dei malati. Attualmente spesso non è previsto nemmeno per il malato.

06/06/2015
07/11/2012
TAG: Psicologia | Salute mentale