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Malattie da raffreddamento anche con il caldo

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Starnuti, un po’ di mal di gola e Raucedine, un cerchio alla testa. Potrebbero essere i primi sintomi di un’influenza stagionale se non fosse che siamo a giugno e che la temperatura esterna si aggira sui 27 gradi.

Potrebbe trattarsi allora di un’allergia, ma le differenze tra un raffreddore e una crisi allergica sono chiare: in caso di raffreddore il naso cola di un muco denso e giallastro, e non liquido e trasparente come per l’allergia, e al massimo entro una settima i sintomi migliorano, mentre in caso di allergia persistono fino a che si sta in contatto con gli allergeni.

Secondo gli esperti non sono rari, di questi periodi, i casi di piccole malattie da raffreddamento: il principale responsabile è lo sbalzo di temperatura. Ci si veste in modo inadeguato: o con abiti troppo leggeri che favoricono i colpi di freddo o con abiti troppo pesanti che provocano una eccessiva sudorazione che costringe a liberarsi di maglioncini e giubbotti favorendo anche in questo caso un colpo di freddo.

Ma anche l’aria condizionata fa la sua parte. Non appena le temperature iniziano a salire vengono accesi i condizionatori, soprattutto negli esercizi commerciali, nelle banche e negli uffici. In realtà il condizionatore in sé non fa male né fa venire raffreddori e Influenza.

È l’uso errato che si fa di questi apparecchi che causa malanni e problemi di salute. Ad esempio gli esperti ricordano che bisogna assicurarsi che la differenza tra la temperatura esterna e quella interna non superi i 15 gradi e che il tasso di umidità sia compreso tra il 40 e il 60%. È proprio un'aria troppo secca e fredda a causare faringiti e a favorire l’azione dei Virus che provocano il raffreddore. In casa è meglio non usare i condizionatori mentre si dorme e pensare di usare come alternativa un ventilatore, purché il getto d’aria non sia posizionato direttamente addosso.

È altrettanto importante difendersi dagli sbalzi di temperatura quando si sta in macchina (meglio evitare di tenere accesa l’aria condizionata per tutto il viaggio e certamente non bisogna direzionare il getto d’aria verso il corpo) e portare con sé un leggero maglioncino da indossare quando si entra nei centri commerciali o per coprirsi se in ufficio fa troppo freddo. Infine un consiglio: se siete già stati colpiti da faringiti e tosse evitate del tutto di essere esposti all’aria dei condizionatori.

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Il punto di vista
Malattie dell'apparato respiratorio

La primavera sta cedendo il passo all’estate che fra alcune settimane irromperà nel nostro Paese. Questo, si sa, comporta per un periodo forti sbalzi di temperatura e di umidità atmosferica.

Al caldo delle giornate assolate seguono giornate nuvolose e piovose accompagnate spesso da vento e presenza in atmosfera di polveri molto irritanti provenienti dalle zone desertiche del Nord Africa. Durante i temporali di giugno, poi, quasi sempre accompagnati da forti manifestazioni atmosferiche elettriche, aumenta la concentrazione alle basse quote di particelle di ozono.

Queste, insieme agli sbalzi di cui sopra e nella condizione, immancabile, della presenza di polveri sottili irritanti le vie aeree tipiche delle nostre città per il traffico veicolare, fanno sì che le nostre vie aeree, specialmente quelle superiori, siano esposte al rischio di irritazioni che predispongono all’instaurarsi di infiammazioni spesso sostenute da rinovirus.

Le nostre difese immunitarie, infatti, in queste condizioni, consentono la penetrazione del virus, spesso presente come 'commensale controllato' delle nostre vie aeree, dando il via alle manifestazioni tipiche del raffreddore. Molti fattori, spesso legati al singolo soggetto e alle sue predisposizioni, interferiscono in senso facilitante e non in tale sequenza.

A noi il compito di sfavorire l’instaurarsi delle condizioni facilitanti. Molta attenzione, pertanto, alla scelta dell’abbigliamento: caviglie e addome sono sempre da proteggere bene nonostante la moda imperante faccia propendere per il contrario! Molto importante sarà mantenere, nei soggetti allergici, stagionali e non, la terapia di controllo anche in assenza di sintomi: questo potrebbe mettere tali soggetti alla pari con quelli non allergici.

Altro capitolo importante è quello dei climatizzatori di ambiente. Non dimentichiamo, all’uopo, che il refrigerio dato da tali apparecchi dovrebbe essere correlato innanzitutto alla purificazione dell’aria (meglio, quindi, i climatizzatori con funzione di ionizzatore) e piuttosto all’abbattimento dell’umidità atmosferica. Se all’esterno dell’ambiente, casa o auto che sia, vi fossero 30 gradi con un alto tasso di umidità basterebbero solo quattro o cinque gradi centigradi in meno per poter beneficiare di un significativo beneficio senza buscarsi un malanno.

La differenza, infatti, la fa l’umidità che sarà più bassa di decine di unità percentuali. 26 gradi centigradi con 50% di umidità, insomma, sono una condizione molto gradevole rispetto a pochi gradi in più ma con oltre 80% di umidità: i 18 gradi con bassissima umidità conducono ad una perfrigerazione delle vie aeree e l’inalazione di aria troppo asciutta che le prime vie aeree non possono correggere a lungo.

Quando si comincia a far circolare aria di questo tipo nelle vie aeree queste si prosciugano creando, in breve, le condizioni ottimali per lo sviluppo di malattie. Il nostro sistema respiratorio, in definitiva, funziona correttamente in specifiche condizioni ambientali: il sovvertimento di queste può essere compensato solo limitatamente e dopo un po’, quindi, la condizione che si crea equivale, traslando i concetti, a mettere gasolio nel serbatoio di una Ferrari … con le immaginabili conseguenze!

07/12/2017
08/06/2011
TAG: Estate | Malattie da raffreddamento | Malattie infettive | Virus | Infezioni