Salute delle unghie: manicure sotto accusa

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Curare le unghie con un’attenta e periodica manicure è diventato – da alcuni anni – anche un fenomeno di moda. Stile californiano, giapponese, french e chi più ne ha più ne metta ma, come sempre, gli eccessi non giovano per cui un uso smoderato di tronchesino e limetta potrebbe nuocere alla salute delle nostre unghie, piuttosto che giovare loro.

A dirlo è una ricerca condotta da un team di studiosi dell’Università di Nottingham e pubblicata sulla rivista Physical Biology. Uno studio che si caratterizza per non aver usato gruppi di controllo e periodi di osservazione, bensì una formula matematica che descrive la legge fisica secondo cui le unghie di mani e piedi crescono e assumono la loro forma e possono anche ammalarsi.

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Ciò che è stata elaborata è una vera equazione che descrive come le unghie, attaccandosi e staccandosi di continuo a microscopiche strutture presenti sul dito, riescono a scivolare in avanti man mano che crescono. Si instaura quindi un equilibrio tra le forze generate dalla crescita e quelle di adesione che permettono all’unghia di svilupparsi armoniosamente e in salute. Ma, come tutti gli equilibri, anche questo è molto delicato e quando si rompe si verificano delle tensioni che si ripercuotono su tutta l’unghia, modificando la forma della sua curvatura.

E questo può arrivare ad influenzare negativamente lo stato di salute dell’unghia stessa provocando unghie incarnite o 'a pinza', infezioni, micosi, rotture e scheggiature. Gli studiosi hanno dimostrato che anche tagli e limature quotidiane possono disturbare questa armonia di forze.

In particolare curve estreme o forme troppo allungate e affusolate potrebbero interferire sulla formula britannica e – se proprio della manicure non si riesce a fare a meno – è bene preferire tagli che disegnino un bordo diritto o leggermente parabolico così da ridurre al minimo le tensioni che potrebbero generarsi.

Il punto di vista
Dermatologia e venereologia Psicologia e Psicoterapia

A chiosa dell'articolo citato è giusto dire che trattamenti estetici impropri o particolarmente ripetuti possono creare più danni che benefici.

Questo sia che si tratti di applicazioni temporanee di unghie finte (i collanti che vengono usati spesso danneggiano la lamina ungueale 'obbligando' per motivi estetici la paziente a continuare nelle applicazioni di unghie finte) sia che si tratti di semplice uso di limette, tronchesini ed altri attrezzi traumatizzanti.

L'unghia, come il fusto del capello, è composto quasi esclusivamente da cheratina, che è una proteina specifica della cute. Di per sé l'unghia è impermeabile, composta da cellule 'morte' (per questo come per il capello, quando viene tagliata non proviamo dolore) ed è molto 'robusta'. Questa sua forza può però essere incrinata da trattamenti incongrui che alterino la sua superficie liscia e compatta. Quindi, una buona igiene e cura dell'unghia non può che far bene, ma, come per tutte le cose, quando si eccede, si creano problemi.

Il giusto trattamento si limita quindi ad un lavaggio accurato (in occasione del lavaggio delle mani e dei piedi), in un taglio accorto (né troppo né poco accorciante), ricordando di tagliare le unghie delle mani lasciando un margine curvo, mentre quelle dei piedi vanno tagliate ad angolo retto.

Se le unghie avessero la tendenza a 'sfaldarsi' o fossero disomogenee, prima di applicare i vari topici superpubblicizzati come antimicotici dai media, meglio fare una visita dermatologica: spesso le cosiddette 'micosi' autodiagnosticate sono tutt’altro.

23/02/2018
24/11/2014
TAG: Dermatologia e venereologia | Pelle