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Un ragazzino su cinque fuma: sotto accusa i genitori

Un ragazzino su cinque fuma: sotto accusa i genitori

I dati diffusi dal congresso SIMRI hanno acceso i riflettori sugli effetti del fumo per la salute dei più giovani.
In questo articolo:

In un caso su cinque, i ragazzini cominciano a fumare soprattutto se crescono in una casa in cui lo fanno anche i genitori. I fumatori che accendono la prima bionda nell'adolescenza continuano a fumare per altri 16-20 anni, mentre solo il 6 per cento di essi riesce a dire addio per sempre alle sigarette. Sono alcuni dei dati emersi nel corso del 20° Congresso Nazionale della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI) che ha visto più di 500 specialisti insieme per parlare di corretti stili di vita e disturbi respiratori.

Un focus che ha puntato l'attenzione in particolare sui più giovani e sugli effetti per la loro salute sia del fumo diretto che di quello passivo. In particolare, quest'ultimo avrebbe come conseguenza proprio l'essere incentivati a cominciare a fumare le prime sigarette.
 

I giovani e il fumo: alcuni numeri

I dati non sono di certo positivi e confortanti. Secondo la SIMRI, infatti, in Italia i fumatori sono 10,9 milioni (anno 2015), pari al 20,8 per cento della popolazione. Di questi 6,3 milioni sono uomini (25,1 per cento) e 4,6 milioni donne (16,9 per cento). Coloro che sono riusciti a dire addio alla bionda sono 6,3 milioni, ovvero il 12,1 per cento della popolazione mentre i non fumatori si attestano intorno ai 35,1 milioni. Nel nostro Paese si consumano in media 13,1 sigarette al giorno, per un totale di circa 140 milioni di ogni ventiquattro ore.

Per certi aspetti le malattie respiratorie si possono considerare una vera epidemia globale che riguarda sia i giovani che gli anziani. Si pensi, infatti, che solo in Europa circa un quarto delle visite pediatriche sono legate a problemi all’apparato respiratorio.
 

Quando si accende la prima sigaretta e perché?

In genere la prima sigaretta si accende prima dei 18 anni (17 gli uomini, 19,1 le donne). Coloro che hanno cominciato tra i 15 e i 20 anni sono il 12,9 per cento della popolazione. Fra i 15enni, il 25 per cento dei ragazzi e il 22 per cento delle ragazze dichiara di aver acceso la prima sigaretta a 13 anni (o persino prima).

Secondo la Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili l'iniziazione al fumo avverrebbe soprattutto per l'Influenza degli amici che spingono i propri compagni a fare il primo tiro. Questo accade nel 61,3 per cento dei casi. La percentuale cresce fino a raggiungere una vetta del 79,8 per cento fra i 15 e i 24 anni.
 

Leggi anche:
In gravidanza o con l'arrivo di un neonato, i genitori limitano il vizio del fumo. Resta però necessario consolidare una maggiore astinenza.

 

Il parere dell'esperto

Secondo il presidente nazionale di SIMRI, nonché direttore dell’Unità operativa di Broncopneumologia all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, il professor Renato Cutrera, “le sigarette rappresentano un serio fattore di rischio per lo sviluppo di patologie gravi. L’esposizione passiva al fumo è pericolosa per la salute dei bambini quanto l’inalazione diretta. Aumenta del 43 per cento il rischio di asma, una malattia in crescita che colpisce il 10 per cento degli italiani con meno di 14 anni".

In particolare, ad avere effetti particolarmente disastrosi sulla salute sarebbero le oltre 4 mila sostanze nocive sprigionate dalle sigarette che possono concentrarsi sulle vie respiratorie superiori, fino ad arrivare anche profondamente nei polmoni, bronchioli e alveoli. Ciò che per il dottor Cutrera manca è "una corretta cultura della prevenzione. Un italiano su due, infatti, ammette di accendersi una sigaretta in presenza di minorenni”.

Ma non solo malattie respiratorie e dipendenza. Le sigarette, come è ben noto, sono tra le principali cause di tumori e disturbi cardiovascolari. A riguardo "la lotta al tabagismo - aggiunge lo specialista - deve cominciare fin da giovanissimi. Per questo abbiamo deciso di trasformare per un pomeriggio il nostro congresso in un grande spazio educazionale rivolto a tutta la cittadinanza”.
 

Le regole per prevenire malattie respiratorie

Per combattere la possibilità di ammalarsi di Asma e altri disturbi respiratori, è certamente importante mettere in pratica dei comportamenti salutari e uno stile di vita non sedentario. Occhio poi anche alla bilancia.

Secondo il il professor Giorgio Piacentini Responsabile della Broncopneumologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona "numerosi studi scientifici hanno dimostrato che l’attività fisica porta a grandi benefici per bambini e adolescenti. Lo sport può essere tranquillamente praticato e viene raccomandato anche a quei giovani colpiti da una malattia particolarmente insidiosa come la fibrosi cistica". Attenzione dunque ad evitare cibi particolarmente grassi mentre è bene inserire nella propria Alimentazione pesce, frutta e verdura che possono avere un ruolo protettivo contro l’asma.


Per approfondire guarda anche: “Asma“

Ultimo aggiornamento: 03 Aprile 2018
5 minuti di lettura

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