Introduzione ed epidemiologia

L’emicrania è una particolare forma di mal di testa, molto dolorosa, che colpisce solitamente un solo lato del cranio. Si tratta di una patologia largamente diffusa e invalidante, spesso sottovalutata, che interessa il 12% degli adulti in tutto il mondo, con una prevalenza tre volte maggiore nelle donne: il 16% circa contro il 5% degli uomini. Rappresenta la terza patologia più frequente e la seconda più disabilitante secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

A cosa è dovuta l'emicrania? Le cause

Le cause che possono scatenare un attacco di emicrania non sono ancora conosciute. Si tratterebbe di una patologia a carattere familiare, che suggerisce una predisposizione genetica e che sarebbe legata a un’alterata attività cerebrale. In particolare è stato evidenziato il ruolo del cosiddetto CGRP - peptide correlato al gene della calcitonina, un vasodilatatore che interviene nella trasmissione del dolore.

Sono stati, tuttavia, identificati ulteriori fattori di rischio che possono predisporre a un episodio di emicrania. Tra questi:

  • stress e ansia;
  • alterazioni ormonali: nelle donne, ad essere sotto accusa sono soprattutto gli ormoni estrogeni, in concentrazione più alta durante il ciclo mestruale e in gravidanza. Cambiamenti ormonali si registrano anche con la pubertà e la menopausa o sono dovuti all’assunzione della pillola anticoncezionale;
  • esposizione a luci, rumori e odori intensi;
  • scarsa qualità del sonno, con un riposo insufficiente o, al contrario, eccessivo;
  • stile di vita scorretto e sregolato accompagnato dal consumo di alcolici e superalcolici e dall’abitudine al fumo;
  • alimentazione non equilibrata, che comprende cibi come formaggi stagionati, cioccolato, bevande contenenti caffeina e più in generale quelli contenenti glutammato monosodico o nitrati come gli insaccati.

L’emicrania si associa frequentemente anche ad altre patologie quali: disturbi dello spettro affettivo, epilessia, sindromi dolorose croniche, allergie, asma e patologie circolatorie. Per quanto riguarda poi la comorbilità vascolare, un ruolo determinante nell’incremento del rischio è svolto dai contraccettivi ormonali.

I sintomi dell'emicrania

Il sintomo caratteristico dell’emicrania è il dolore intenso, solitamente concentrato a un solo lato della testa, che peggiora con l’attività fisica. Possono presentarsi, inoltre:

  • nausea
  • fotofobia o fonofobia, ovvero un aumento della sensibilità alla luce o ai rumori
  • sudorazione
  • difficoltà di concentrazione
  • dolore addominale, talvolta associato anche a diarrea.


Un attacco di emicrania - la cui durata va dalle 4 alle 72 ore - può essere preceduto dalla cosiddetta fase prodromica, caratterizzata da:

  • cambiamento di umore
  • sensazione di sete e desiderio di cibi dolci, ad esempio il cioccolato
  • frequente necessità di urinare
  • irritabilità
  • stanchezza
  • rigidità dei muscoli del collo.


A queste condizioni, successivamente, si possono aggiungere una serie di disturbi sensoriali e neurologici, la cosiddetta aura, dalla durata variabile, che si verificano pochi minuti prima o addirittura un’ora prima dell’attacco vero e proprio. Si presentano, in genere:

  • disturbi del campo visivo
  • alterazioni della sensibilità a un arto o al volto
  • difficoltà di espressione.


All’attacco di emicrania vero e proprio segue poi la fase post-dromica, della durata pari a 24-48 ore, dominata da:

  • confusione
  • insofferenza
  • sbalzi d’umore
  • sensibilità a luci e suoni.

Prevenzione dell’emicrania

La cura farmacologica nel trattamento del disturbo potrebbe non bastare. Per combattere l’emicrania e ridurre in maniera considerevole le possibilità che si presenti un attacco, è bene prestare particolare attenzione alla prevenzione. Le terapie preventive, infatti, aiutano a diminuire la frequenza e l’intensità dell’emicrania e agiscono anche sull’azione dei farmaci, rendondoli di fatto più efficaci.

Allora, cosa fare per prevenire l’emicrania? Bisogna sempre adottare sani abitudini e, chiaramente, ridurre quanto più possibile i fattori scatenanti. Per ridurre il dolore dovuto a emicrania, possono aiutare:

  • gli esercizi di rilassamento come lo yoga o la meditazione, che servono a rilasciare le tensioni accumultate durante la giornata e a sciogliere i muscoli di spalle e collo;
  • una corretta quantità e qualità del sonno notturno, che prevede almeno otto ore di riposo e una certa regolarità negli orari;
  • una costante attività fisica con sport quali, ad esempio, l’aerobica, il nuoto e la corsa che agiscono sul sistema nervoso, allentando lo stress e la tensione muscolare e migliorando anche la postura;
  • un’alimentazione sana ed equilibrata, evitando il consumo di alcol e bevande contenenti caffeina. Si consiglia di bere almeno 1,5 lt di acqua al giorno e di privilegiare cibi ricchi di magnesio, selenio e zinco come uova, pesce e cereali integrali.