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SARS (Sindrome Respiratoria Acuta Severa)

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Che cos'è la SARS?

La Sindrome Respiratoria Acuta Severa (SARS - Severe Acute Respiratory Syndrome) - o polmonite atipica - è una Polmonite di grado severo accompagnata da febbre. I casi più numerosi sono stati riscontrati nell'Asia orientale, soprattutto in Cina.

La causa dell'insorgenza della SARS è un coronarovirus fino a poco tempo fa sconosciuto: il SARS-Cov.
I coronavirus sono la principale causa di patologie respiratorie di grado lieve o moderato (come il comune raffreddore); devono il loro nome al fatto che, se visti al microscopio elettronico, presentano una sorta di corona.


Sintomi della SARS

Il periodo di incubazione della SARS è piuttosto breve: tra i 2 e i 7 giorni. I primi sintomi sono molto simili a quelli dell'influenza: febbre alta (>38°C), dolori articolari e muscolari, gola secca, mal di testa, brividi, tosse, difficoltà respiratoria. In alcuni casi, i sintomi respiratori si manifestano sin dal primo insorgere della malattia e possono aggravarsi portando ad Ipossia e polmonite.
Dopo circa 7 giorni la malattia progredisce con una Tosse asciutta che può comportare uno scarso apporto di ossigeno al sangue e - nel 10/20% dei casi – può aggravarsi fino a rendere necessarie terapie di sostegno, come sottoporre il paziente a respirazione assistita, ossigenoterapia o, in casi estremi, alla rianimazione. La mortalità è di circa il 9% (fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità).

La diagnosi di SARS viene effettuata attraverso l'osservazione dei sintomi e dei risultati di una serie di esami: radiografia al torace, conta delle cellule ematiche (in molti pazienti è stata riscontrata trombocitopenia e leucopenia), coltura dei Gram e ricerca di virus responsabili di patologie respiratorie.

 
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Come si diffonde?

La SARS si diffonde prevalentemente mediante il contatto diretto con i malati, attraverso le loro secrezioni respiratorie (goccioline di saliva espulse con colpi di tosse o starnuti) o i loro fluidi corporei (i coronavirus sono in grado di sopravvivere circa tre ore al di fuori dell'organismo ospite).

Sembrerebbe che l'infezione si possa trasmettere nel periodo della comparsa dei primi sintomi, ma i ricercatori stanno effettuando ricerche approfondite per determinare se c'è contagiosità anche prima o dopo questo periodo.
Le persone più a rischio sono quindi quelle a stretto contatto con i pazienti ammalati di SARS: operatori sanitari e familiari che vivono nella stessa casa con persone infette.


Terapia

La SARS viene curata come una qualsiasi polmonite atipica grave, cioè principalmente con antibiotici per agenti batterici e antivirali. Possono anche essere somministrati steroidi per via orale o intravenosa in combinazione con antimicrobici.


Misure preventive

Poiché la SARS è ancora oggetto di ricerca e quindi non esiste un vaccino o un trattamento specifico, la prevenzione resta ancora l'unica arma efficace per evitare il diffondersi della malattia.

Innanzitutto, è importante adottare alcune semplici misure igieniche: lavare spesso le mani, coprire naso e bocca quando si tossisce o starnutisce, evitare di condividere asciugamani, bicchieri e posate.

Come tutte le malattie infettive, la SARS si trasmette più facilmente nei luoghi affollati e poco ventilati, dove la concentrazione di agenti patogeni può essere sensibilmente evidente.
Indossare una mascherina di protezione può essere un buon sistema per proteggersi e proteggere gli altri dalla diffusione della SARS e di altre malattie delle vie respiratorie.

I “casi sospetti” vanno tenuti in osservazione, soprattutto se si tratta di persone che hanno effettuato viaggi nell'Asia orientale o che sono state a stretto contatto con ammalati di SARS.

03/11/2016
06/02/2007
TAG: Polmoni e bronchi | Malattie dell'apparato respiratorio | Infezioni
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