Autopalpazione del seno: come fare

Autopalpazione del seno: come fare

L’autopalpazione del seno, affiancato ai normali esami di routine, è il primo strumento di prevenzione del tumore mammario.
In questo articolo:

L’autopalpazione del seno è una delle armi di prevenzione della donna, insieme a mammografia e controlli specialistici, considerato molto utile per imparare a osservare e notare qualsiasi cambiamento al seno rispetto alla fisionomia di base.

Questo esame, eseguito correttamente e regolarmente, può aiutare a ridurre il rischio di diagnosticare un tumore del seno in fase avanzata.

Come cambia il seno nel tempo?

Il seno è soggetto a modificazioni dovute ai cambiamenti ormonali della donna durante ogni fase della vita.

In età fertile, ad esempio, il seno delle donne si prepara ogni mese ad una gravidanza e all'allattamento; spesso prima del ciclo appare più pieno e dolente, per poi ritornare allo stato normale. Con la menopausa invece il tessuto mammario cambia ancora: diventa più denso e grasso, rendendo così i seni più soffici.

Ogni donna dovrebbe sapere cosa può essere giudicato come un normale cambiamento e cosa no. Per questo è fondamentale l’autopalpazione del seno in quanto individuare precocemente una variazione anomala vuol dire che una qualsiasi terapia può avere una riuscita senz'altro migliore.

Come fare l'autopalpazione al seno

Questo autoesame consiste in due fasi:

Osservazione del seno: In un ambiente ben illuminato, guardandosi allo specchio in piedi, a busto nudo, prima di fronte e poi di profilo, osservare il seno per notare qualsiasi cambiamento strano nella grandezza o nella forma delle mammelle o dei capezzoli. Notare anche eventuali cambiamenti nella cute (arrossamenti, retrazioni, ecc).

L’osservazione va fatta:

  • prima con le braccia lungo il corpo, avvicinandosi allo specchio e osservando bene qualsiasi cambiamento;
  • dopo con le braccia alzate al di sopra della testa, osservandone anche il profilo;
  • infine, con le mani sui fianchi, mettendo in tensione i muscoli del seno.

Autopalpazione del seno: Dopo una attenta ispezione visiva del seno portare una mano dietro la nuca e con l’altra cominciare a palpare delicatamente la mammella del lato opposto.

Con un movimento circolare ed esercitando una debole pressione, “perlustrare” lentamente l’intera mammella e la zona ascellare a caccia di eventuali masse anomale, indurimenti o ispessimenti, e precisamente:

  • premendo la mano a piatto sul seno cominciando dall’esterno, e portare i polpastrelli dall’alto verso il basso come a disegnare cerchi sempre più piccoli man mano che ci si avvicina al capezzolo;
  • stessa cosa, partire dall’ascella e muovere lentamente le dita in alto e in basso fino a coprire l’intera superficie della mammella.

Procedere poi con l’ispezione dei seni da posizione distesa, con una mano sotto la nuca e compiendo movimenti circolari lenti per cogliere eventuali noduli. Per finire, stringere delicatamente i capezzoli tra le dita per rilevare possibili fuoriuscite di siero o sangue.

Quando fare l’autopalpazione al seno

L’autopalpazione al seno va eseguita una volta al mese. La donna può farlo da sola a partire dai 20 anni di età, preferibilmente una settimana dopo la fine del ciclo, o se in menopausa, lo stesso giorno di ogni mese.

Si consiglia di effettuare questo periodico controllo anche sotto la doccia in modo che la pelle umida risulti più agevolmente percepibile e i tessuti mammari più rilassati dal calore dell’ambiente.

Autopalpazione al seno: a cosa prestare attenzione?

  • Se un seno è diventato più piccolo dell'altro;
  • Un cambiamento di colore della pelle o eruzione cutanea;
  • Pelle raggrinzita o a buccia d'arancia;
  • Un capezzolo che abbia cambiato posizione o forma;
  • Un nodulo o un ispessimento all'interno del seno o dell'ascella;
  • Un'eruzione cutanea attorno al capezzolo;
  • Dolore costante in una parte definita del seno.

Quando consultare il medico?

Nella maggior parte dei casi il tumore al seno si manifesta come un nodulo mammario o in sede ascellare, non doloroso e piuttosto duro alla palpazione: è bene però ricordare che in nove casi su dieci, un nodulo non è cancerogeno.

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