Management della iperidrosi palmare, plantare e ascellare

Antitraspiranti - Iniezione della Tossina del botulino - Iontoforesi - Medicinali - Terapia chirurgica - Simpatectomia Toracoscopica

In caso d'iperidrosi vanno escluse tutte le forme secondarie attraverso l'anamnesi, l'esame fisico e eventualmente esami del sangue (funzione tiroidea) ed eventuali disfunzione vanno corrette. Le zone di iperidrosi possono essere visualizzate con lo iodine-starch-test.

Nelle forme primarie o nelle forme secondarie refrattarie ad una Terapia causale si può procedere ad una terapia sintomatica. La terapia con i suoi EFFETTI COLLATERALI va soppesata rispetto alla sintomatologia. Per raggiungere un decisione corretta sul management è necessario conoscere i trattamenti disponibili con le loro limitazioni, controindicazioni ed effetti collaterali. A seguito un breve escurso delle terapie possibili, trattamenti disponibili ed eventuali effetti collaterali.

Antitraspiranti

Qui vengono prescritti in primo luogo preparati che contengono cloruro di alluminio. Questi possono portare ad irritazione della cute ad alte concentrazioni. L'efficacia terapeutica è limitata nei casi meno gravi e specialmente nella sudorazione ascellare e tronco. Sono inefficaci alle mani e funzionano raramente nell'iperidrosi al volto.

I preparati sono difficilmente reperibili in Italia. Si consiglia di farsi fare un prodotto galenico al 20% di cloruro di alluminio in alcol. Questo preparato va applicato la sera/notte con un batuffolo e risciacquato la mattina dopo.

Iniezione della tossina del botulino

Questo è un trattamento relativamente nuovo. Si tratta della tossina del batterio Clostridium Botulinum causa del Botulinismo. La tossina del botulino provoca un blocco a livello delle Sinapsi. (Interfaccia ghiandola sudoripara e sistema nervoso autonomo), bloccando il rilascio della acetilcolina che funge da neurotrasmettitore. Vengono eseguite delle iniezione di piccole bolle di tossina nel sottocute con un ago sottilissimo eventualmente in anestesia locale. Normalmente vengono iniettate 50 unità per ascella.

La terapia viene eseguita ambulatoriamente e richiede una sola seduta. Le controindicazioni sono terapia concomitante con aminogycosidi (un antibiotico) e una nota ipersensibilità alla tossina. Gli effetti collaterali sono modesti e consistono in una debolezza muscolare che può persistere per alcune settimane, tra l'altro molto rara nella iniezione ascellare. Nella letteratura medica è descritto un miglioramento in più del 95% dei casi nell'iperidrosi ascellare. L'effetto dura tra i 6 e gli 11 mesi.

Nella iperidrosi palmare i risultati sono insoddisfacenti (30% dei pazienti non risponde alla terapia e se risponde la durata dell'effetto è circa 3 mesi, la applicazione inoltre è dolorosa. Questo tipo di terapia è proponibile solo per chi suda per 3-4 mesi nel periodo estivo.

Iontoforesi

Qui delle correnti vengono applicate alle parti del corpo affette. I risultati sono discordanti però pare essere efficace in pazienti con iperidrosi lieve o media. Richiede varie sedute di 30 minuti.

Medicinali

I farmaci usati sono sedativi che mirano ad evitare situazioni scatenanti degli episodi di iperidrosi. Questi farmaci per essere efficaci hanno effetti collaterali come riduzione della soglia di vigilanza o sonnolenza, riducendo così la maneggevolezza ed uso. Gli antimuscarinici come la atropina (alcaloidi della belladonna) riducono la sudorazione ma sono associati anche essi ad effetti collaterali come la secchezza delle fauci e disturbi alla vista, midriasi, tachicardia e difficoltà alla minzione.

Terapia chirurgica

Dopo una incisione vengono introdotte delle sonde che aspirano le ghiandole sudoripare (liposuzione). I risulatati sono completamente insoddisfacenti.

Simpatectomia Toracoscopica

Il principio della simpatectomia e l'interruzione definitiva dei nervi e nodi nervosi (gangli) che trasmettono i segnali alle ghiandole sudoripare. Oggigiorno il trattamento di prima scelta per la cura di un'iperidrosi palmare o facciale che non risponde a metodi non-chirurgici è un intervento conosciuto con il nome di simpatectomia endoscopica toracica.

Si tratta di un intervento di invasività minima sviluppato negli ultimi anni in alcuni ospedali europei, che ha sostituito definitivamente la simpatectomia toracica 'a cielo aperto' una tecnica assai cruenta usata negli anni passati, che ha comportato lunghi tempi di degenza e convalescenza. La tecnica endoscopica è molto sicura, se adottata dà un chirurgo esperto.

Questo tipo di procedura porta alla cura definitiva del disturbo in quasi il 100% dei pazienti trattati, lasciando soltanto una piccola cicatrice nell'ascella. La catena simpatica responsabile della innervazione viene facilmente riconosciuta a livello delle articolazioni costovertrebrali ed il tronco simpatico viene diviso con un elettrobisturi o tranciato con una clip a livello del secondo o terzo o quarto ganglio (a seconda della indicazione).

L'intervento dà anche ottimi risultati in casi di iperidrosi combinata palmare e ascellare costituendo una valida alternativa agli interventi indirizzati alla distruzione diretta delle ghiandole sudoripare.

Individui con un'iperidrosi palmo-plantare combinata hanno una buona probabilità di miglioramento anche della sudorazione ai piedi dopo un intervento che mira ad alleviare la sudorazione ai palmi. L'iperidrosi plantare isolata può essere trattata soltanto con una simpatectomia lombare o un intervento addominale a cielo aperto, che però viene sconsigliato. Iperidrosi del tronco/cosce o generalizzata non è trattabile chirurgicamente.

 

16/03/2015
06/02/2007
TAG: Farmacologia | Pelle